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Ultimo Aggiornamento
domenica 23 novembre 2008

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Texas, la terra del petrolio si converte all'energia del vento
di Glauco Maggi

Austin - Dopo che il governo texano ha approvato un piano da quasi 5 miliardi per estendere i mulini a vento e le linee di trasmissione di energia eolica a tutto lo Stato, bisognerà aggiornare gli stereotipi. Sinonimo americano del greggio e culla di petrolieri avidi? Sarà, ma oggi lo Stato dei Bush si candida a leader dell'energia eolica. Una Arabia Saudita del vento: da terra fitta di pozzi, con ciò che evocano di effetto serra e riscaldamento globale, ad avanguardia dell'energia verde, con estesi campi di pali ed eliche che commuoveranno Al Gore. L'ex vicepresidente ha appena perorato la causa di azzerare negli Usa in un decennio l'uso di combustibili inquinanti e sostituirli con sole ed aria, e il Texas si appresta a produrre energia pulita per soddisfare il 25% dei suoi bisogni entro sette anni.

Il Texas, da "terra promessa" degli avventurieri del greggio, diventa laboratorio di conversione energetica epocale. Ha già anche un simbolo in carne e ossa, l'ottuagenario T. Boone Pickens, una vita da petroliere, che si è convertito al vento e ha lanciato una campagna tv a favore dell'energia rinnovabile. Se gli ambientalisti globali anti-petrolio cercano una sede simbolica dove issare la loro bandiera, il Texas è una buona idea.

La commissione dei Servizi di Pubblica Utilità di Austin, la capitale, ha approvato il più grande progetto di energia eolica mai realizzato negli Usa: 4,93 miliardi di dollari di finanziamento a carico dei consumatori locali, che nei prossimi anni pagheranno 4 dollari al mese in più su ogni bolletta elettrica. "Aggiungeremo più energia da vento con questa iniziativa di quanto non ne producano, tutti insieme, i 14 Stati che ci seguono in classifica - ha detto con orgoglio non celato Paul Huson, uno dei tre commissari, osservando -. Penso che sia un traguardo straordinario, anche se qualcuno ci critica perché abbiamo fatto troppo e altri dicono che dovevamo fare di più". L'ente ha deciso, a maggioranza di due contro uno, per una opzione mediana tra le cinque sul tappeto, da una minima per 3 miliardi a una massima per 6,4.

Il Texas genera già 5'519 megawatts di elettricità pulita con le sue eliche, più di ogni altro Stato americano; con l'incremento appena votato i megawatts saliranno a 18'456. Secondo il Consiglio dell'elettricità dello Stato, un megawatt fornisce energia per una media di 500-700 famiglie in normali condizioni, che si riducono a 200 nei mesi torridi: in totale, saranno cioè coperte 3,7 milioni di case in agosto e più di 11 milioni con il clima più mite. Le zone scelte per mettere gli impianti sono nella parte occidentale e settentrionale, dove la capacità di produzione "è tanto grande che possiamo puntare a essere, come texani, i leader mondiali nell'energia eolica e rinnovabile nei prossimi 100 anni", ha detto Mark Strama, deputato democratico al parlamento statale.

(da LA STAMPA.it del 19 luglio 2008)


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