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I fatti conosciuti del passato recente e remoto e di questi giorni, compresi i recenti incidenti in Spagna, Corea, Francia, Giappone e le "lesioni" provocate dal terremoto cinese, ci dicono che i materiali usati per costruire le centrali nucleari spesso sono soggetti a deterioramento per gli alti livelli di radiazioni a cui sono esposti. Finora, i database di materiali necessari per comprendere questi processi hanno fatto affidamento su programmi di irradiazione a lungo termine in reattori per esperimenti, oltre che su test meccanici o di corrosione eseguiti in speciali celle calde (hot cells).
Per questo l'Unione Europea ha finanziato il progetto "Prediction of irradiation damage effects in reactor components" dall'ambizioso acronimo di Perfect, durato quattro anni e mezzo e costato 18'418'000 euro, che vuole rendere le centrali nucleari del futuro più sicure ed allungare la loro vita. Perfect è coordinato da Electricité de France ed ha coinvolto nella ricerca 12 organizzazioni europee del settore nucleare e 16 università europee affiancate da rappresentanti dei costruttori, imprese di servizi pubblici, autorità e altre organizzazioni di ricerca, che formavano il gruppo-utenti Perfect.
Perfect ha realizzato reattori "virtuali", sviluppati grazie alla tecnologia informatica, in grado di simulare gli effetti dell'irradiazione sull'acciaio e sull'acciaio inossidabile del recipiente a pressione, i materiali più usati per le strutture interne dei reattori ad acqua leggera. Gli strumenti di simulazione di Perfect "ridurranno il bisogno di campagne di irradiazione dedicate, limitandone in questo modo i costi. Essi aiuteranno anche a progettare programmi sperimentali e a comprendere i fenomeni che portano al deterioramento che si verifica nelle centrali nucleari. Si spera che questi risultati possano essere estrapolati dai reattori a fissione ed essere usati nei reattori a fusione".
Delle 439 centrali nucleari attualmente operative, la maggior parte è in funzione da più di 20 anni, molte sono vicine al "pensionamento", diverse dovrebbero essere chiuse da tempo visto che, secondo l'Agenzia internazionale dell'energia atomica, la durata media delle centrali nucleari varia tra i 30 e i 40 anni, troppo poco per i costi colossali di costruzione e gestione, quindi il prolungamento della vita delle centrali è sempre più importante e secondo l'Ue i reattori virtuali aiuteranno l'industria dell'energia nucleare a progettare i reattori nucleari del futuro e a prolungare la loro durata.
L'Ue sottolinea che "Perfect rappresenta un passo in avanti importante per l'industria nucleare europea, poiché aiuta a conservare il vantaggio dell'Europa nella creazione di modelli multiscala degli effetti dell'irradiazione. Un altro beneficio aggiunto è che gli strumenti sviluppati dal progetto possono aiutare l'industria ad affrontare i suoi concorrenti nel mercato globale dei nuovi reattori, servizi e operazioni di manutenzione".
(da greenreport.it del 18 luglio 2008)
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