Flamanville - Da oltre due giorni una ventina di attivisti di Greenpeace
stanno bloccando il cantiere del nuovo reattore nucleare EPR (European Pressurised Reactor) a
Flamanville, in Francia, per denunciare che nessuno dei problemi segnalati dall'Agenzia per la
Sicurezza Nucleare francese è stato ancora risolto. Gli attivisti, "armati" di
catene, lucchetti e barili di finte scorie nucleari hanno bloccato l'accesso a tre cave che
riforniscono di sabbia e ghiaia il cantiere. Gli striscioni recitano "EPR: il grande
bluff".
Il cantiere era stato fermato lo scorso 21 maggio dall'Agenzia per la Sicurezza Nucleare
francese, in seguito alla scoperta di gravi problemi e infrazioni in fase di costruzione, come
la bassa qualità del cemento delle fondazioni e non conformità tra le linee guida
per il rafforzamento delle strutture in acciaio e la realizzazione pratica. Oltre a
campionamenti di cemento effettuati non correttamente, gli ispettori avevano identificato
fratture nella base di cemento dell'edificio del reattore. Il fornitore del contenitore in
acciaio non aveva le qualifiche necessarie e la fabbricazione del contenitore è
continuata nonostante la comprovata mancanza di competenza del produttore. Come risultato un
quarto delle saldature del contenitore in acciaio nell'edificio di contenimento del reattore
risultavano insufficienti.
Il 19 giugno l'Agenzia ha autorizzato la riapertura del cantiere senza aver ottenuto dalla
EdF, la compagnia che sta costruendo il reattore, alcuna garanzia sulla risoluzione dei
problemi segnalati, ma solo la promessa di migliorare i controlli dei lavori.
"Il nuovo reattore EPR di terza generazione ci è stato presentato come sicuro,
affidabile e più economico dei vecchi reattori" commenta Giuseppe Onufrio,
direttore delle Campagne di Greenpeace, "Per tagliare i costi, si procede con scarsa
qualità nei subappalti anche delle componenti più importanti, come la base di
cemento e il contenitore in acciaio del reattore. E anche se i controlli mostrano gravi non
conformità, i lavori procedono come se nulla fosse: di quale sicurezza stiamo parlando?
E nonostante tutto, i costi risultano ben più elevati di quelli ufficialmente
dichiarati".
Dopo oltre 60 ore di blocco, alcuni attivisti sono stati "rimossi" dalla polizia
francese, mentre altri ancora mantengono la posizione in due delle tre entrate al cantiere.
Contemporaneamente con un enorme dirigibile anti-nucleare Greenpeace ha anche sorvolato il
sito di Olkiluoto in Finlandia – dove c'è l'unico altro cantiere di un EPR - per
denunciare il fallimento economico e le circa 1'500 non conformità rilevate dall'agenzia
di sicurezza nucleare finlandese, che compromettono la sicurezza del reattore EPR.
(da greenpeace.org del 26 giugno 2008)
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