Bruxelles - Si conclude oggi a Bruxelles la European Nuclear Assembly
(Ena), una conferenza internazionale organizzata da Foratom, che ha riunito politici, esperti
e stakeholder di tutto il mondo per discutere delle più recenti politiche in campo
nucleare e dei problemi ambientali che comportano. Si tratta naturalmente di un summit rivolto
ai nuclearisti che guardano con entusiasmo al rilancio di un settore che vede gli Stati sempre
più impegnati, in una gara di potenza che sfocia in tensioni come quelle iraniane. Un
inaspettato rinascimento post-Cernobyl, uno spettro sempre più dimenticato, l'energia
atomica diventa "pulita e sicura", anche se tecnologie complicatissime e gestioni di
scorie ricadranno sempre più su Paesi tecnicamente meno avanzati dell'allora Unione
Sovietica.
Ma gli organizzatori sottolineano che "l'Energy Policy for Europe (Epe), recentemente
approvata dal Consiglio europeo riconosce un chiaro ed inequivocabile legame tra energia e
cambiamenti climatici e riconosce il ruolo centrale che l'energia nucleare svolge nella
promozione di energia a basso tenore di carbonio e della competitività. Per la prima
volta un European Nuclear Energy Forum è stato realizzato per promuovere un dibattito
inclusivo, trasparente e non ideologico sul contributo fondamentale che il nucleare da al
futuro energetico dell'Ue". Come dichiarazione post-ideologica sembra molto
ideologicamente schierata...
Comunque, alla tribuna dell'Ena sono accorsi diversi commissari europei, rappresentanti
permanenti degli Stati membri, tutte le aziende atomiche statali, imprenditori del settore
nucleare e qualche Ong. Per discutere di sicurezza degli approvvigionamenti, cambiamento
climatico, percezione del nucleare da parte dell'opinione pubblica e sviluppi futuri.
Uno degli interventi più attesi era quello del commissario Ue Andris Piebalgs, che non
ha deluso la platea nuclearista, riaffermando "l'importanza dell'energia nucleare per la
riduzione delle emissioni di CO2. L'energia nucleare rappresenta un elemento importante della
nostra lotta contro il cambiamento climatico e della nostra sicurezza di approvvigionamento di
energia" ma che ha dovuto ricordare alla platea che "dobbiamo rafforzare la
cooperazione tra gli Stati membri dell'Unione europea sui problemi di sicurezza e di salute
legati alle installazioni nucleari, così come in materia di trattamento delle scorie
nucleari".
Intanto, quello che è davvero davanti all'Unione europea non è un futuro di nuove
centrali (anche perché importanti Paesi hanno rinunciato al nucleare) ma la
necessità di fare imponenti investimenti per poter rimpiazzare e rinnovare centrali che
dovrebbero essere state dismesse già da anni. "In effetti – si legge in una nota
dell'Ue – numerose centrali attualmente in attività hanno raggiungeranno la fine della
loro durata di vita entro il 2030. Al fine di rendere questi investimenti possibili, la
Commissione si impegna a rimediare alle difficoltà legate alla concessione delle
autorizzazioni, ai finanziamenti ed ai differenti regimi di responsabilità
nucleare".
Una dichiarazione che prospetta per il nucleare difficoltà evidenti all'interno dei
singoli Stati (e con l'opinione pubblica) e non una strada facile e sgombra come si vorrebbe
far credere. Piebalgs ha però messo in primo piano il nucleare all'interno del mix
energetico europeo e mondiale, ma ha avvertito che "E' necessario rispondere alle
preoccupazioni in materia di sicurezza, di gestione delle scorie e di trasparenza, che sono
dei fattori cruciali per l'accettazione dell'energia nucleare da parte della
popolazione".
Incombenze "fastidiose" in una democrazia, dove la "trasparenza" finisce
dove inizia il segreto di Stato che circonda gli impianti nucleari per tutelarne la
"sicurezza", ma ignorabilissime nei regimi autoritari che, come ha fatto proprio
oggi la Libia con un accordo firmato con la Russia, si avviano di corsa a costruire centrali
con un occhio alle loro possibili ricadute militari.
Piebalgs ha colto l'occasione per presentare le recenti iniziative della Commissione Ue, in
particolare l'istituzione del gruppo europeo di alto livello per la sicurezza nucleare e la
gestione delle scorie, il forum europeo sull'energia nucleare e la piattaforma tecnologica per
l'energia nucleare sostenibile (Sne-Tp).
(da greenreport.it del 16 aprile 2008)
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