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Ultimo Aggiornamento © Neo |
| Lo stato dell'industria nucleare mondiale | |||
| di Alessandro Farulli | |||
Bruxelles - Dato che il Pdl ha propagandato urbi et orbi la sua
volontà di riaprire fortemente al nucleare in Italia, ora che ha vinto le
elezioni è certo che tenterà in tutti i modi di portare avanti questa
idea. Ci pare quindi interessante pubblicare parte del
"The World nuclear Industry Status Report 2007"
(Lo stato dell'industria nucleare mondiale nel 2007)
scritto da Mycle Schneider con i contributi di Antony Froggatt e commissionato dal
Gruppo dei Verdi – ALE al Parlamento Europeo. Schneider lavora come consulente esterno
sulle strategie energetiche e nucleari internazionali da Parigi e fa fondato l'Agenzia
Informativa sull'Energia WISE-Parigi nel 1983 e l'ha diretta sino al 2003. Dal 1997
è stato consulente per il Ministro dell'Energia Belga, i Ministri per l'Ambiente
Francese e Tedesco, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Iaea), Greenpeace.
Antony Froggatt lavora come un consulente Europeo indipendente sull'energia da Londra.
Dal 1997 ha lavorato come ricercatore e scrittore professionista sulle politiche
energetiche e nucleari in UE e nei paesi vicini. Aggiornato a dicembre 2007, il
dossier spiega, in un capitolo intitolato "Retorica più che
realtà" che "Molto dell'ottimismo mostrato dalla lobby del nucleare
è limitato alla retorica. La strategia dell'industria del nucleare è
chiara: nell'assenza di possibilità di rinascita a breve e medio termine del
settore, le speranze si spostano ad una generazione di reattori completamente nuova, i
cosiddetti reattori di IV Generazione. Questi reattori sarebbero molto più
piccoli di dimensioni (dai 100 MW ai 200 MW), così come i requisiti finanziari
richiesti; rappresentano quindi una soluzione più flessibile grazie ai tempi di
costruzione molto più brevi ed a potenzialità di rischio ridotte tramite
un minor utilizzo di materiali radioattivi e misure di sicurezza passive. Nel
frattempo le industrie del nucleare tentano di estendere la vita di sistema delle
centrali atomiche quanto possibile per mantenere vivo il mito di un futuro
nucleare". |
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