- Oggi il giornale Kommersant, una specie di Sole 24 Ore
russo, dà grande rilievo alla notizia che "Il gruppo energetico italiano Eni
è disposto a condurre, insieme al gigante russo Gazprom, la valorizzazione dei
giacimenti di gas libici ed egiziani". Al termine di un incontro tra imprenditori
italiani ed il presidente Vladimir Putin, l'ambasciatore italiano in Russia, Vittorio Claudio
Surdo, ha confermato che il presidente dell'Eni, Paolo Scaroni, potrebbe essere disposto a
cedere delle quote a Gazprom per permetterle di partecipare allo sfruttamento dei giacimenti
nordafricani.
"Scaroni ha effettivamente esaminato questo tema con Alexei Miller (l'amministratore
delegato di Gazprom, ndr) – ha detto l'ambasciatore ai giornalisti – e ne ha parlato durante
il suo incontro con Putin. Potete ottenere conferma di questa notizia da Gazprom nelle
prossime ore". Secondo Kommersant "Enel, un altro gruppo energetico italiano, vuole
modernizzare e costruire nuove centrali nucleari in Europa dell'Est, in particolare in
Slovenia".
E l'agenzia Ria-Nopvosti spiega che "Nel quadro di uno scambio attivo tra i gruppi
energetici, la parte italiana sarebbe disposta a proporre alla Russia di acquisire azioni
russe ed italiane dell'Enel. Fulvio Conti, direttore generale dell'Enel, aveva proposto a
Gazprom nel febbraio 2008 di acquisire azioni per un valore di 250 milioni di dollari,
riguardanti 5 centrali elettriche italiane. La presenza a Novo-Ogarevo, la residenza del Capo
di Stato russo, di Sergei Kirienko, presidente di Rosatom, la holding russa dell'energia
atomica, viene in appoggio a questa affermazione".
Le perplessità occidentali sulla qualità della democrazia e delle elezioni in
Russia, le polemiche sull'allargamento della Nato, il Kosovo, la guerra in Cecenia,
l'indipendentismo di Abcasia, e Ossezia del Sud sempre più appoggiato da Mosca, i
brividi di guerra fredda per l'allargamento ad est della Nato, sono rimaste fuori dalle
ovattate stanze di quella che sarà ancora per pochi giorni la residenza ufficiale di
Putin.
Business is business e, nell'incontro con gli ammirati imprenditori italiani di gruppi come
Eni, Enel, Finmeccanica, Unicredit, Indesit e Ferrero, Vladimir Putin ha preso in esame con
soddisfazione del giro di affari record degli scambi tra Russia e Italia: "L'anno scorso
– ha detto – gli scambi tra i nostri Paesi sono nettamente progrediti, e le loro cifre di
affari hanno raggiunto il livello record di 36 miliardi di dollari. Questo record è
dovuto non solo alla crescita delle esportazioni di idrocarburi russi, ma anche a quella delle
esportazioni italiane che sono aumentate della metà. Gli accordi firmati nel settore
energetico hanno costituito un vero e proprio progresso. I gruppi energetici russi e italiani
hanno fatto un passo avanti efficace e mutualmente vantaggioso iniziando a scambiare delle
azioni. Il progetto del gasdotto South Stream apre nuove prospettive di cooperazione e punta a
rafforzare la sicurezza energetica europea. Quando parlo di energia, parlo non solamente di
idrocarburi, ma anche di elettricità. I miliardi investiti nell'energia russa, sono un
contributo serio all'estensione dei contratti tra la Russia e l'Italia, tra la Russia e i suoi
partner europei in generale".
Il responsabile delle attività economiche estere di Gazprom, Stanislav Tsygankov, aveva
già detto tempo fa che "Nel procedere ad uno scambio di azioni con i nostri partner
italiani, siamo interessati essenzialmente alle centrali elettriche del Paese: quelle situate
nel sud, nord e centro Italia. L'acquisizione di unità di generazione di
elettricità costituisce uno dei principali obiettivi di Gazprom. Nello stesso tempo,
Gazprom non dimentica che Eni possiede anche azioni nella produzione di idrocarburi. Questo ha
ugualmente la nostra attenzione. In partenza, la lista delle azioni era molto lunga, in
seguito si è un po' ristretta. Abbiamo valutato tutte le offerte fatte dagli italiani e
abbiamo deciso di mettere l'accento sull'energia elettrica".
Il consorzio italiano EniNeftegaz (che comprende Enel e Eni) detiene il 20% delle azioni di
Gazprom Neft, filiale di Gazprom specializzato nella produzione del petrolio. La holding russa
possiede un'opzione di acquisto di questa parte.
(da greenreport.it del 3 aprile 2008)
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