NOTIZIE DAL MONDO Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

Ultimo Aggiornamento
lunedì 17 marzo 2008

© Neo
2007 ~ 2008
Tutti i diritti riservati

San Pietroburgo, scorie nucleari in arrivo
di Lucia Sgueglia

Mosca - "Stiamo aspettando che la nave attracchi ai moli di Kronstadt, poi cercheremo di intercettare i container sulla ferrovia",. Sono determinati a opporsi all'import di scorie nucleari dall'Europa, bloccandone i convogli fin dal primo approdo - il porto di San Pietroburgo - gli attivisti del gruppo russo Ecodifesa! (Ecozashita!). A parlare è Vladimir Slivjak, codirettore dell'organizzazione con ramificazioni in tutta la Federazione. Il cargo in questione, danese e in attesa di autorizzazione, trasporta esafluoruro d'uranio, altamente corrosivo - oltre che radioattivo. Altre volte, residui di combustibile nucleare o scorie dell'industria europea di processamento dell'uranio.
"Sabato ci sarà un'azione per le strade della città, a piccoli gruppi ci piazzeremo sul percorso", dice Vladimir che insieme ad altri gruppi ambientalisti russi come Bellona, da 3-4 anni si oppongono alla politica dell'Agenzia per l'energia nucleare russa, Rosatom, sullo stoccaggio di scorie "straniere" nel territorio della Federazione. Risale al 1996 l'accordo da 50 milioni di dollari l'anno (5-6 trasporti) firmato da Rosatom con la società Urenco, "uno dei più grandi produttori di scorie nucleari al mondo", dice Slivijak: basata in Germania, Olanda e Gran Bretagna, si occupa di arricchimento dell'uranio e smaltimento delle scorie. "Hanno i loro impianti a Grunau, vicino Muenster, dove è conservata un'enorme quantità di 'scarti d'uranio', si chiamano così. Mosca ha promesso di prendersene 100mila tonnellate, finora ne sono arrivate 80mila. L'accordo scade quest'anno, perciò entro la fine del 2008 dovranno arrivare le ultime 20mila".
Non vogliamo che la Russia diventi una pattumeria, si legge nell'ultimo rapporto di Ecodifesa curato da Slivjak. Il paese ospita 4 impianti per accogliere le scorie altrui e proprie: tre in Siberia - Angarsk (presso Irkutsk), Seversk (vicino a Tomsk) e Zheleznogorsk (vicino a Krasnoyarsk) e il più grande a Novouralsk, vicino Ekaterinburg". Proprio in quest'ultima città i gruppi di protesta sono più attivi.
Nel 1996 in Russia approdano le prime navi, da Grunau via Rotterdam: "Abbiamo organizzato proteste anche in Germania, insieme a gruppi come l'Unione Anti-Nucleare di Muenster", il Land di Grunau. Lo scorso gennaio, attivisti tedeschi cercarono di bloccare i treni in partenza per l'Olanda. In Russia, a preoccupare gli ecologisti è anzitutto proprio il trasporto: "Lo stato delle nostre ferrovie è pessimo, il rischio è che fuoriesca liquido radioattivo dai container, ne basta pochissimo per contaminare il terreno nel raggio di decine di km. E i treni attraversano città con milioni di abitanti...".
Ma cosa possono fare poche decine di attivisti? "Qualche risultato in verità c'è stato", prosegue il leader del gruppo: presieduta ora da Sergei Kiriyenko, "nel 2007 Rosatom ha annunciato la fine dell'import da Grunau per il 2009, ammettendo che la nostra tecnologia non è appropriata a trattare questi residui, che in teoria dovremmo in parte 'riciclare', cioè ri-arricchire e rispedire nella Ue, ma a che fino ad oggi ci siamo limitati a stoccare". Resta però un analogo contratto con la società Eurodif fino al 2014. E se la maggiore quantità di scorie dal 1996 al 2001 è arrivata da Berlino (9'740 tonnellate), ora giungono carichi da Ucraina, Bulgaria, presto dall'Ungheria.
I problemi maggiori sono nell'ultima fase: "I siti citati non sono dei veri depositi: i container vengono lasciati all'aria aperta, senza edifici di protezione. RosTeknoZor, l'agenzia di Stato che fa ispezioni anche sui depositi di gas e petrolio, nell'ultimo rapporto esprime molte preoccupazioni: i container si corrodono, c'è rischio serio di riversamento del contenuto, contaminazione di suolo e acque circostanti. Bisognerebbe investire tutto il budget di Rosatom per la manutenzione", fa notare Vladimir. Nel dicembre 2007 Ekozashita! ha commissionato un sondaggio alla società Romir (gruppo Gallup) sui cittadini di Ekaterinburg. L'80% si è detto contrario all'import di scorie Ue, e auspica per il futuro un uso maggiore di fonti rinnovabili e naturali, dall'acqua all'elio: l'energia nuclare risulta ultima. "Ma il tema non è nell'agenda del governo, che anzi progetta decine di nuovi impianti nucleari. Noi continueremo a sensibilizzare l'opinione pubblica, per far capire che un'alternativa esiste".

(da ilmanifesto.it del 13 marzo 2008)


Torna su