Bruxelles - La risposta belga agli obiettivi che si è data
l'Europa di ridurre del 20% le emissioni al 2020 non si fa attendere almeno nel settore dei
trasporti. E dopo aver ridotto i limiti di velocità sulle autostrade proprio per questo
scopo, ora agisce anche sul versante del trasporto su rotaie: la compagnia belga Infrabel -
soggetto pubblico gestore delle infrastrutture ferroviarie - vorrebbe installare 20
aerogeneratori lungo una linea ferroviaria, per alimentare i treni direttamente con l'energia
eolica. Una volta in funzione – si prevede per il 2010 dato che i lavori, una volta ottenute
le autorizzazioni necessarie dovrebbero iniziare nel 2009 - il progetto potrebbe permettere un
taglio di 60'000 tonnellate di CO2.
Il comitato d'amministrazione di Infrabel, ha approvato la scorsa settimana il progetto per
l'installazione di un parco eolico lungo la linea fra Lovanio e Liegi. L'impianto dovrebbe
essere composto da 20 turbine con potenza pari a 2-2,5 Mw capaci di generare complessivamente
circa 100 Gw l'ora. Un terzo dell'energia prodotta dovrebbe essere utilizzata per alimentare i
Tgv ossia i treni ad alta velocità e altre due linee minori, mentre i due terzi di
energia rimanente dovrebbero essere immessi nella rete elettrica.
Per quanto riguarda il finanziamento dell'impianto eolico, sarà il consorzio composto da
Electrabel, Infrabel ed i sei distretti amministrativi interessati (Hannut, Saint-Trond,
Gingelom, Hélécine, Landen et Lincent) a provvedere per un bilancio totale di
circa 65 milioni di euro.
Un iniziativa lodevole, che rende ancor più sostenibile un mezzo di trasporto che oggi
viene visto come una delle soluzioni su cui convogliare il traffico merci per ridurre
l'inquinamento. In italia invece anche per il trasporto passeggeri il mezzo predominante resta
quello su gomma con una quota dell'81,8%. Nel 2005 i veicoli in circolazione sono stati
più di 45 milioni di veicoli, corrispondenti a 77 veicoli ogni cento abitanti (nel 1985
tale valore risultava pari a 48). Negli ultimi decenni si è verificato un aumento delle
emissioni inquinanti dovuto all'incremento complessivo della domanda di trasporto, che è
causato dalla crescita del parco veicolare, ma anche dall'aumento delle percorrenze e della
cilindrata media delle autovetture. Ciò è avvenuto nonostante i miglioramenti
tecnologici che hanno ridotto le emissioni unitarie dei veicoli e nonostante la progressiva
sostituzione dei carburanti convenzionali (benzina e gasolio) con altri con minore
concentrazione di carbonio (Gpl, gas naturale, biodiesel). Tutto questo significa che la
mobilità sostenibile non può passare solo dal miglioramento degli impatti
ambientali e i motori.
(da greenreport.it del 11 marzo 2008)
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