Flamanville - La Francia ha iniziato il rinnovo delle 19
centrali nucleari esistenti nel Paese, una operazione che sarà portata a termine
nell'arco di una ventina d'anni.
Un reattore nucleare di terza generazione (del tipo Epr - European Pressurised water
reactor, ad acqua sotto pressione) verrà impiantato in Normandia, a Flamanville
(nella foto il reattore oggi esistente). Con questa decisione, ufficializzata dal
colosso Electricité de France (Edf), la Francia dà il via al progetto
volto a rimpiazzare, entro una ventina d'anni, le sue diciannove centrali nucleari.
Nel momento in cui il prezzo del petrolio è alle stelle, il carbone è
guardato con diffidenza per il suo devastante impatto ambientale e le forme di energia
alternativa ancora non decollano, il lancio di Epr "contribuisce a garantire -
sostiene Pierre Gadonneix, presidente di Edf - l'indipendenza energetica dell'Europa
nei prossimi decenni".
A detta del primo ministro Jean-Pierre Raffarin il progetto rappresenta una
"prospettiva principale" per la stessa Edf e una "scelta
strategica" per la Francia, che spera di utilizzare questo sito come vetrina per
vendere la propria tecnologia all'estero.
La scelta di Flamanville - preferita alle altre città candidate, Penly, nel
nord-ovest del Paese, e Tricastin, nel sud-ovest - è stata motivata dalla
società con ragioni tecniche, quali la capacità di trasporto di
elettricità per distribuire l'energia prodotta e i vincoli ambientali.
Soddisfatti gli amministratori del dipartimento della Manica, a cui appartiene
Flamanville. "Il progetto - sottolinea Jean-Francois Le Grand, presidente del
consiglio generale del dipartimento - si tradurrà in 3 miliardi di euro di
investimento".
Il cantiere di costruzione - che sarà aperto nel 2007 per una durata prevista di
5 anni - creerà circa 1'500-2'000 posti di lavoro, mentre saranno 350 gli
impieghi stabili una volta in funzione il reattore, verso il 2020.
Delusi invece i rappresentanti delle città "sconfitte": "Penly
era meglio, costava meno, era pronta più rapidamente... c'è dietro
probabilmente una decisione politica che non conosco", afferma Edouard Lelevau,
il sindaco di Dieppe, città a poca distanza da Penly. "Questa decisione
è una vera disfatta per la nostra regione", commenta Thierry Cornillet,
presidente del consiglio regionale a cui appartiene la "candidata"
Tricastin.
Critici gli ecologisti: l'associazione Greenpeace parla di "oggetto tecnologico
vicino all'obsolescenza", mentre la rete "Uscire dal nucleare" che
riunisce circa 700 associazioni sostiene che Epr "presenta le stesse tare dei
reattori attuali".
Secondo Edf il nuovo reattore - progetto franco-tedesco sviluppato dal 1992 da Siemens
e Areva che, in prospettiva, dovrà sostituire i 58 reattori delle 19 centrali
esistenti - riunisce "tutti i progressi fatti in dieci anni per una migliore
economia, una migliore sicurezza, e globalmente una migliore prestazione". Tra le
principali innovazioni, una doppio contenimento attorno al cuore del reattore che -
come era stato richiesto dalle autorità di sicurezza tedesche prima ancora
dell'11 settembre - sa resistere all'impatto di un aereo militare scagliato ad alta
velocità e una sorta di "portacenere" in cui raccogliere i resti del
cuore radioattivo in caso di incidente.
(da newton.it del 2 novembre 2004)
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