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Ultimo Aggiornamento
lunedì 9 giugno 2008

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In 60mila in marcia per il clima: ma il tempo volge al brutto
di Diego Barsotti

Milano - Oltre 60'000 persone – secondo gli organizzatori - hanno partecipato sabato scorso a Milano alla "Marcia per il clima", la giornata di mobilitazione organizzata da un vasto cartello di organizzazioni, da Legambiente all'Arci, da Slow Food ai sindacati. La manifestazione, cominciata intorno ai 160 stand allestiti in un festoso Corso Venezia chiuso al traffico, è proseguita con un corteo partito da piazza San Babila.

Peccato che i media non ne abbiano parlato. Analizziamo la situazione, partendo dal prima: la grandiosa manifestazione che vedeva Legambiente in prima fila nella macchina organizzativa, sceglie la data già nel dicembre scorso e i messaggi sono ripetuti più volte. Il popolo ambientalista conosceva bene l'evento, quali ne erano i motivi ispiratori, quali gli obiettivi, anche perché altrimenti non si spiegherebbe l'alta adesione. E del resto "prima" anche i media generalisti ne hanno parlato a sufficienza, basti pensare alla pagina che Repubblica gli ha dedicato proprio sabato. Quello che stupisce invece è l'assenza quasi assoluta di resoconti, commenti, interpretazioni, critiche post manifestazione, che ricordiamo, ha messo giù una serie di importanti obiettivi e proposte politiche.

Solo e soltanto Il Manifesto ha dedicato alla manifestazione per il clima una pagina, qualcosa hanno scritto sulle cronache locali gli altri giornali, ma per il resto la manifestazione è stata assolutamente snobbata nonostante i suoi 60 mila partecipanti. Perché? Un primo indizio ce lo dà lo stesso manifesto di domenica 8 giugno: è vero che la quarta pagina è dedicata alla "marcia antinucleare e a temperatura ambientale", ma è vero anche che in prima pagina la foto di copertina mostra una pattuglia festante di ragazze che hanno partecipato al gay pride, corteo che si svolgeva in due città: a Roma e a Milano (a poche strade di distanza da quella ambientalista) "dove decine di migliaia "testardamente gay" - scrive in prima pagina Il Manifesto - sfilano con allegria contro l'oscurantismo della destra al governo e le ingerenze del Vaticano sui diritti degli omosessuali". L'articolo continua a pagina 5, nella pagina nobile del giornale, accanto a quella ambientalista, nella pagina un po' meno nobile.

Stessa scelta fatta anche da altri giornali e telegiornali: spazio (più o meno ampio, più o meno polemico) alle manifestazione del gaypride e luci spente sulla manifestazione per il clima. Prima spiegazione: al di là della deontologia professionale i giornali stanno sul mercato, e come ogni prodotto che sta sul mercato deve vendere ai proprio lettori ciò che vogliono leggere. Ergo i media tutti hanno valutato che ai cittadini italiani sta a cuore maggiormente la questione dei diritti degli omosessuali rispetto alle questioni climatiche.

Seconda spiegazione: i giornalisti sono una manica di ignoranti, perché in un momento in cui non si fa che parlare di crisi dell'alimentazione, di petrolio ai massimi storici, di scarsità di materie prime, di rifiuti, di energia da trovare ecc. ecc. valutano la notizia di una manifestazione nazionale per il clima non degna di andare sul giornale o di essere citata da un tg.

Terza spiegazione: i giornalisti sono una manica di burattini che hanno obbedito a interessi lobbystici e sono stati costretti a dare una pagina al ministro Scajola (e due a Conti che gli faceva il controcanto) che al G8 in Giappone ha ripetuto la solita filastrocca delle centrali nucleari che costruirà in 5 anni, e invece hanno dovuto ignorare la marcia per il clima. Quarta spiegazione. La marcia per il clima si è svolta pacificamente, senza incidenti, risse o sussulti, senza tentate aggressioni di gruppi neofascisti come avvenuto al gay pride di Roma e senza blitz dei No Vat che in serata si sono imbavagliati a San Pietro. Non c'era neppure un comico a gridare qualche offesa, quindi non fa notizia.

Come sempre la verità risiede in una miscela di queste motivazioni, a cui però probabilmente si aggiunge una sorta di sfiducia general generica nei confronti del mondo dell'ambientalismo tutto dopo l'ultima disfatta elettorale: anche se i Verdi con questa manifestazione non c'entravano nulla, anche se le sigle aderenti sono state circa 60, anche se Legambiente è l'ultima associazione che può essere accostata a un ambientalismo irresponsabile (ammesso che ce ne sia uno) ed anzi spesso le critiche le sono piovute addosso per il suo lavorare a fianco delle istituzioni cercando di orientarle a scelte sostenibili.

A proposito dell'organizzazione. Un'analisi di come è stata curata la comunicazione dell'evento sarà obbligatoria (a partire dal comunicato stampa di commento del corteo, una trentina di righe inviate intorno alle 17), e un po' di autocritica non guasterà. Vero è che la marcia per il clima è stata decisa a gennaio e il gay pride appena un paio di mesi fa, vero è che un tentativo di dialogo con gli organizzatori della doppia manifestazione Roma-Milano si era rilevato come un muro di gomma, ma resta il fatto che avere nello stesso giorno e nella città due manifestazioni diverse ne limita indubbiamente il riverbero mediatico e può ingenerare un po' di confusione, nei media come nello stesso popolo dei cortei. "Il corteo si chiude in via Palestro - si conclude non causalmente l'unico resoconto della manifestazione ambientalista de il Manifesto - dove sta per partire il gay pride, molti ragazzi passano da una manifestazione all'altra senza fermarsi, una ragazza in bikini incita: 'Andiamo, è tutta natura'".

Ciò non toglie che dopo le lacrimucce per la fame nel mondo, dopo intere pagine dedicate alle analisi dell'Ipcc, insieme alle urla per la recessione che avanza per il prezzo del petrolio e insieme allo astrologare sull'estate che non viene e il tempo pazzo, 60'000 persone che scendono in piazza con proposte concrete non valgono neanche un centesimo dello spazio che si da a Scajola e a Fulvio Conti per magnificare il ritorno al nucleare. Il tempo volge decisamente al brutto. E neanche per questa sola estate.

(da greenreport.it del 9 giugno 2008)

Scarica le foto (50) della marcia in formato 1024x768


Le foto della marcia


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