I supercommissari dell'energia atomica
di Eleonora Martini

- Ora che qualcuno ha deciso di andare a controllare l'uomo più incontrollabile d'Italia, per Dario Franceschini «è evidente l'inopportunità di trasformare in legge il decreto che, attraverso l'istituzione della Protezione civile Spa, prevede la totale soppressione di ogni garanzia di pubblicità delle gare e delle aggiudicazioni con la privatizzazione delle procedure». Ciò che del decreto legge 195, appena approvato dal senato e calendarizzato alla camera per mercoledì 17 gennaio, lascia inorridito il presidente dei deputati Pd - che ieri ha dato il "la" ad un fronte d'opposizione per chiedere di «congelare» l'iter parlamentare di conversione - è «una norma che fa impallidire ogni lodo o legge ad personam, perché stabilisce la sospensione dei processi o l'apertura di azioni giudiziarie nei riguardi delle strutture commissariali che si sono occupate dell'emergenza rifiuti in Campania». «È inaccettabile, - si appassiona Franceschini - se questa norma non viene stralciata siamo pronti a una battaglia parlamentare». Peccato che l'ex leader dei democratici non abbia apprezzato a pieno il resto del testo che, istituendo la nuova società in house, esternalizza un altro pezzo dello Stato e realizza di fatto quel premierato forte tanto agognato dal Cavaliere. Né tantomeno Franceschini ha avuto modo di apprezzare l'emendamento all'articolo 17 che accelera le procedure di nomina dei commissari straordinari per le strutture nucleari. Norma che fa pendant con il decreto legislativo con il quale ieri il Consiglio dei ministri ha di fatto reintrodotto il nucleare in Italia.

Vale la pena approfondire il tema, anche perché la norma sembra essere passata a Palazzo Madama nella totale distrazione dell'opposizione. L'emendamento presentato dal governo dispone di derogare alla legge 400/88 al fine di nominare più celermente i commissari straordinari che, come previsto dal Decreto Abruzzo che il Consiglio dei ministri aveva messo a punto l'estate scorsa per gestire la ricostruzione post-terremoto, vengono messi a capo della «realizzazione di indifferibili e urgenti opere connesse alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione dell'energia aventi carattere strategico nazionale». L'emendamento in particolare bypassa l'articolo 11 della legge 400, quello che permette al governo di nominare i commissari straordinari ma dispone di farlo attraverso un decreto del presidente della Repubblica che ne indichi esplicitamente i compiti, il tempo per il quale viene conferito l'incarico, le dotazioni di mezzi e di personale. E stabilisce che «sull'attività del commissario straordinario riferisce al parlamento il presidente del consiglio dei ministri o un ministro da lui delegato».

Se la camera dovesse approvare il testo così come è stato modificato dall'aula del senato, insomma, per costruire una centrale nucleare, ma anche per adeguare la rete elettrica che in quasi tutto il sud Italia non è adatta attualmente a sopportare il carico di un impianto atomico molto pesante, come quelli progettati dal governo, da 1'650 mgw, l'esecutivo potrà avvalersi di uno o più commissari straordinari, nominati senza limite temporale, senza delega precisa, e senza alcun dovere di riferire al parlamento sulla propria attività. Un salto di qualità rispetto a quanto previsto inizialmente dalla legge 400 che li istituiva e che fissava per loro «poteri ben inferiori a quelli delle ordinanze di Bertolaso», come scrive Manuele Bonaccorsi nel suo libro «Potere assoluto: la protezione civile ai tempi di Bertolaso» (Edizioni Alegre). I commissari straordinari, così investiti, saranno comunque alle dipendenze del ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola che di fatto ieri «è stato nominato commissario ad acta per il nucleare dal decreto approvato in Cdm», spiega il senatore Pd Roberto della Seta. Il corrispettivo di Franco Ionta per l'emergenza carceri, per intenderci. Colui che «riassume in sé tutti i poteri di regioni, ministeri e istituzioni varie diventando l'unica autorità competente per le valutazioni di impatto ambientale, per le autorizzazioni amministrative e per quelle urbanistiche senza alcun bisogno di ricevere l'ok da comuni e enti locali», continua Della Seta. Il governo Berlusconi ci aveva già provato con il Decreto anticrisi del 27 giugno 2008. Allora fu la ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ad alzare la voce contro i poteri straordinari affidati ai commissari che di fatto avrebbero esautorato il suo dicastero.

Oggi però il Pd sembra ancora non vedere «alcuna connessione tra Protezione civile Spa e piano nucleare», come afferma Della Seta, ex presidente di Legambiente. «Certo - ammette però - non è escluso che i commissari straordinari possano rivolgersi alla Spa per realizzare gli impianti, come succederà per le carceri».

(da il manifesto.it del 11 febbraio 2010)