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Ultimo Aggiornamento © lmg 2010 |
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| Attenti al referendum. Prima una coalizione no-nuke | |||
| di Vittorio Cogliati Dezza - Presidente Legambiente | |||
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Riaprire al nucleare è una scelta sbagliata. È inutile per rientrare negli obiettivi stabiliti dall'Europa al 2020 per contrastare i cambiamenti climatici. Non risolve i problemi energetici del Paese. È una tecnologia antiquata e insicura. È enormemente costoso e per farlo si metteranno le mani in tasca agli italiani. In nessuna parte del mondo è stato finora risolto il problema dello smaltimento delle scorie. Queste non sono opinioni, ma dati reali e proprio per questo cresce il numero dei contrari, che diventano stragrande maggioranza quando si chiede se vogliono una centrale nucleare nella propria provincia. Ciò non vuol dire che dobbiamo sottovalutare il rischio del ritorno al nucleare. Al contrario, esistono forti lobby (di pochi) che, per speculare oggi, intendono lasciare alle future generazioni i loro debiti e i loro problemi. Dobbiamo usare la massima intelligenza e le più larghe alleanze possibili per vincere. Quattro sono, secondo noi, i passaggi. Innanzitutto, pende di fronte alla Corte Costituzionale un giudizio di costituzionalità della legge di avvio della politica nucleare, presentato da 11 Regioni e sollecitato nel settembre scorso dalle nostre associazioni. L'udienza è stata calendarizzata per giugno. Sempre a giugno dovrà essere varato il piano nazionale per rientrare negli obiettivi europei al 2020, e lì si dovranno garantire investimenti prioritari alle rinnovabili, senza possibilità di "distrazioni" verso altre fonti. Nei prossimi mesi saranno rese pubbliche le localizzazioni delle eventuali centrali e ci attendiamo una legittima mobilitazione delle popolazioni e delle istituzioni locali, anche attraverso l'indizione di referendum regionali consultivi. |
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