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Ultimo Aggiornamento
domenica 14 febbraio 2010

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«Il deposito nazionale definitivo sarà realizzato entro sette anni»

Roma - È prevista per il 2017 l'entrata in esercizio del deposito nazionale destinato a contenere i rifiuti a bassa e media attività provenienti dalle centrali nucleari, diversi dalle scorie e che richiedono un diverso tipo di smaltimento. Sulla carta sono previsti quattro anni per la sua localizzazione e due-tre anni per la costruzione. Lo ha detto il responsabile della Sogin per l'ingegneria, Luigi Brusa, a margine del convegno sul nucleare svoltosi recentemente nel centro ricerche dell'Enea alla Casaccia. Il deposito nazionale, ha aggiunto Brusa, avrà le dimensioni di un campo da calcio alto quattro o cinque metri; di per sé non avrà dimensioni eccezionali, metre sarà molto più vasto lo spazio circostante, dedicato agli edifici del centro di ricerca previsto attorno al deposito.

Per quanto riguarda le scorie ad alta attività, ha aggiunto Brusa, non è in programma un deposito geologico definitivo perché finora i rifiuti ad alta attività sono molto pochi. Considerando che probabilmente in Europa nasceranno depositi destinati a questo scopo, si sta pensando ad accordi con i Paesi che li ospiteranno per acquisire parte dello spazio disponibile. Al momento questa è la soluzione più economica. I costi dello smaltimento, ha detto ancora Brusa, sono al momento equivalenti alle stime fatte in passato, ossia sono pari a circa il 40% del costo di smantellamento della centrale nucleare ed eventuali variazioni dipendono dalle tecnologie adottate.

(da la Gazzetta.info del 1 febbraio 2010)


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