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Una «bufala economica». «Il ministro Scajola racconta falsità agli italiani», dice il deputato del Pd e presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci. «Omertoso», lo accusa il leader dei Verdi Angelo Bonelli, che da un mese gira con una lista in mano: sono i siti che governo e Enel hanno scelto per le centrali, «mentre il ministro nega questa selezione. Sono voti persi, quindi meglio tacere: gli italiani lo sapranno il giorno dopo le elezioni».
L'elenco è noto: Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Montalto di Castro (Viterbo), Oristano, Ostuni (Brindisi), Palma di Montechiaro (Agrigento). La società francese dell'energia Edf - che segue progetti nucleari in molti Stati (tra gli altri: Cina, Germania, Usa) e che è meglio attrezzata per la produzione di questa energia rispetto ad Enel - avrebbe avuto mandato dagli italiani di studiare questi siti. Il capoluogo sardo servirebbe da centro di raccolta, gli altri sono buoni per ospitare le 4-5 centrali da fare. Questo elenco non è mai stato smentito dal governo.
Sui costi, è facile smentire il ministro Scajola, che parla del grande risparmio dell'energia nucleare. La multinazionale francese Areva - in mano allo Stato transalpino - sta chiudendo una commessa per un reattore in Canada: lo piazzeranno a circa 11 miliardi di dollari. «Significa che in Italia ci vorranno almeno 30-40 miliardi di euro. Enel questi soldi non li ha: dovrà provvedere lo Stato, dunque i cittadini», spiega Bonelli. Che poi sventola uno studio del Mit di Boston: «Costruire una centrale nucleare costa 4 mila dollari Kw/ora, farla a gas costa 850 dollari Kw/ora».
Anche Realacci fa i conti in tasca agli italiani: «La falsità sull'energia economica è inaccettabile: come fa a dire che sulle bollette ci sarà un risparmio fino al 50%. per imprese e famiglie, quando è vero esattamente il contrario?». Anche il deputato dei democratici vede nell'intenzione di riordinare la Costituzione, e accentrare la politica energetica, il passo per poi «provvedere a un forte sostegno pubblico per tornare al nucleare. Così, ricadrà sui cittadini che già oggi, ogni anno, pagano 400 milioni di euro sulle bollette per smaltire le scorie del vecchio nucleare».
Mentre l'Udc apprezza la volontà del governo di riportare allo Stato il bandolo della politica energetica, intenzione che Pd e Verdi bollano come «centralista», resta il nodo dei siti. E la battuta di Vendola («dovranno mandare l'esercito») non fa ridere Bonelli: «Sapete cosa c'è scritto nel decreto legge che reintroduce il nucleare? Testuale: per permettere la costruzione delle centrali e degli impianti di stoccaggio e smaltimento verranno impiegati i militari...». A usare l'esercito il governo ci aveva già pensato.
(da l'Unità.it del 1 febbraio 2010)
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