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Ultimo Aggiornamento
lunedì 28 dicembre 2009

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Le navi con i rifiuti affondate vicino ai vecchi relitti bellici
di Andrea Palladino

- Sono in tanti che oggi vogliono raccontare verità differenti rispetto agli annunci rassicuranti del governo. Un componente dell'equipaggio della prima missione di ricerca del Cunski - partita quasi quattro anni fa - che vuole mantenere l'anonimato ha raccontato due notizie importantissime. I relitti delle due guerre mondiali sono sempre stati conosciuti; l'affondamento delle navi dei veleni sarebbe avvenuto proprio in prossimità di questi relitti, per riuscire a confondere i sonar. «Era tra il 2005 e il 2006, quando uscì la notizia della nave, se ne parlava su tutti i giornali. Quella volta fu la Procura della Repubblica di Paola - ricorda la testimonianza - a contattare la cooperativa Nautilus. Ci furono date delle coordinate, non so però da chi, e fu fatto un campo boe al largo, per mantenere la nave stabile ed effettuare le riprese. Arrivò all'epoca un Rov dalla Svezia, con capacità operativa fino a 1000 metri e fu calato su alcuni punti che prima erano stati individuati con un sonar. C'erano delle anomalie, non si sapeva se erano dei rilievi geomorfologici o questi relitti».

L'allarme per il relitto - il cui affondamento era stato raccontato da Francesco Fonti in quei mesi - era dunque alto già all'epoca. «C'era anche l'Arpacal a bordo e la procura di Paola (l'allora procuratore era Francesco Greco, ndr) e andammo su dei relitti segnalati sulle carte nautiche. Tra questi relitti c'era un relitto risalente al periodo delle due guerre mondiali, un vecchio mercantile, che era stato indicato come possibile luogo di affondamento di una nave».

La ricerca nei pressi dei relitti delle due guerre aveva in realtà uno scopo ben preciso: «Ricordo che a bordo dicevano che andavano ad affondare queste navi cargo con i rifiuti vicino a questi relitti segnalati sulle carte per evitare che poi si facessero ulteriori indagini. Se infatti con il sonar notavi una anomalia sapevi che si trattava di un relitto già segnalato e non si proseguiva con le indagini, perché già si sapeva cosa c'era sotto». Relitti ben conosciuti, segnati su tutte la carte nautiche, con i dati disponibili sui più comuni registri navali.

«Ci fecero all'epoca controllare due o tre navi di questo tipo - prosegue il racconto -, più o meno nella zona dove stavano in questi giorni cercando la Cunski. Ricordo oggi qualche particolare di almeno una di queste navi che verificammo. Fu filmata una nave che aveva un vecchio timone in legno a poppa, tipo i velieri di una volta, tipo i film da pirati. Un altro particolare che notammo è che praticamente aveva un albero a forma di t, un palanchino che si utilizzava per caricare il mangime, come nelle navi di una volta».

Non è ancora chiaro, però, se tra i relitti verificati all'epoca c'era anche il Catania. «Dal filmato mostrato nei telegiornali (il primo filmato del 12 settembre) non ho potuto capire se il relitto individuato a largo di Cetraro fosse lo stesso che noi vedemmo nel 2005. Non ricordo i nomi delle navi, ma sono informazioni che si possono trovare agilmente sulle carte nautiche».

In ogni caso quei filmati dell'epoca sono facilmente reperibili per poter fare i confronti con le riprese di settembre e di due giorni fa.

Di certo le ricerche nel 2005 non furono accurate, come la situazione richiedeva: «La conclusione della missione è che non c'era nulla. Ma in realtà loro cercavano, come dire, il fusto con il teschio sopra... Non fecero all'epoca indagini con contatori geiger o con dei carotaggi. L'unica cosa che venne fatta - ma da un neofita - fu di calare una sonda multiparametrica che rilevava parametri che non erano influenzati dalla radioattività». Tutto poi cambia nel 2009, quando alla procura di Paola qualcuno porta delle nuove coordinate, dove verrà trovato il relitto di Cetraro. La Marina spiegò al procuratore Bruno Giordano che in quel punto non risultavano relitti. Perché?

(da il manifesto.it del 31 ottobre 2009)


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