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Ultimo Aggiornamento © lmg 2009 |
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| Bidone di governo | |||
Cosenza -
Prima verrà recuperato un bidone poi, una volta che il suo contenuto sarà stato analizzato e ne sarà stata verificata l'eventuale tossicità, si deciderà come procedere per la bonifica dell'area. Si avvicina il momento in cui si saprà finalmente se il relitto della nave affondata undici miglia al largo delle coste di Cetraro, in Calabria, è davvero quello della Cunsky oppure no. Stamattina, condizioni del mare permettendo, lo speciale robot imbarcato sulla «Mare Oceano» scenderà in acqua per localizzare il relitto, fare una «caratterizzazione» del fondo marino e prelevare alcuni campioni della nave in modo da verificare eventuali tracce radioattive. Ieri intanto in Calabria è arrivata la commissione d'inchiesta sulle Ecomafie del parlamento guidata da Gaetano Pecorella. Nella procura di Paola i parlamentari hanno preso visione di un video girato dal primo robot inviato sul fondo del mare, e nel quale si vede una fiancata squarciata della presunta Cunsky. Un elemento che sembrerebbe confermare quanto affermato in passato ai magistrati dal pentito Francesco Fonti, secondo il quale la nave sarebbe stata affondata con l'esplosivo insieme a 120 bidoni di fanghi tossici. «Elementi di sospetto ce ne sono - ha detto Pecorella - perché c'è un evidente rottura sulla fiancata della nave come se vi fosse stata un'esplosione dall'interno verso l'esterno». «Tuttavia - ha proseguito - questo non basta per dire che quella nave trasportasse sostanze tossiche o addirittura più pericolose». |
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