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Ultimo Aggiornamento © lmg 2009 |
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| Quel rifiuto di intervenire | |||
| di Massimo Scalìa | |||
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Il 20 novembre 2000, nello stupendo palazzo dei Normanni a Palermo le commissioni parlamentari Antimafia e Ecomafie organizzano il convegno "Le rotte delle ecomafie", presenti tutti i massimi responsabili delle forze addette al contrasto della criminalità organizzata. "Lo Stato si è mosso", affermano convinti molti dei partecipanti nella sala gremita. In realtà era stato l'estremo tentativo perché di fronte alle dimensioni dei traffici illeciti e dei danni ambientali e sanitari ipotizzabili l'Italia si decidesse finalmente a prevedere, come in tutti i Paesi europei, un titolo ad hoc per i reati ambientali nel codice penale. Al di là della certezza e della severità della pena, si doveva consentire alla magistratura inquirente il ricorso a tutti gli strumenti che permettono di individuare reati e colpevoli. Ma nella maggioranza di allora troppi erano preoccupati che normative stringenti tornassero a danno degli amministratori locali e delle imprese. E non se ne fece niente. |
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