NOTIZIE DALL'ITALIA

Pagina di Stampa Pagina di Stampa    Invia questo articolo Segnala l'articolo
Cerca nella pagina


Ultimo Aggiornamento
domenica 27 settembre 2009

© lmg 2009
Tutti i diritti riservati

Scene da un matrimonio (nucleare)
di Valerio Gualerzi

- In Italia si festeggiano (si fa per dire) i primi passi per la creazione di un secondo consorzio Ansaldo-Toshiba destinato ad affiancare il duo Enel-Edf nella corsa al nucleare, ma intanto in Finlandia, uno dei pochi paesi dove è effettivamente in corso la costruzione di una nuova centrale atomica, la coppia formata da Areva e Tvo vacilla e dà forti segnali di crescente nervosismo. Difficile immaginare un vero e proprio divorzio, anche perché rompere questo matrimonio costerebbe un autentico patrimonio in termini di "alimenti", ma il velenoso scambio di colpi tra l'industria francese incaricata di fornire il reattore Epr di terza generazione (gli stessi previsti da noi) e l'azienda elettrica finlandese che ha ordinato la commessa lasciano intuire cosa ci può attendere anche in Italia. A ricostruire i termini delle crisi coniugale è Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia e attento osservatore della faticosa gestazione della maxicentrale di Olkiluoto. "AREVA - scrive oggi Onufrio sul suo blog - minaccia la TVO di interrompere la costruzione del reattore se la TVO non darà seguito all'accordo sull'accelerazione dei lavori in cantiere concordato nel giugno 2008. Jarmo Tanhua, presidente della TVO risponde che siamo sorpresi della comunicazione di AREVA. La TVO ha adempiuto al contratto per l'impianto e all'applicazione di metodi validi di sicurezza nucleare e ci aspettiamo che AREVA faccia lo stesso". Ma questo è solo l'ultimo duello incrociato tra i due "sposi". Onufrio ricorda infatti con puntualità tutti i precedenti motivi di attrito che hanno costellato il difficile rapporto (prima era un triangolo, ma la Siemens si è tirata già fuori) attraverso uno stillicido di ritardi, falle nella sicurezza e improvvisi aumenti nei costi preventivati. "A quando - è la conclusione di Greenpeace - un dibattito democratico e aperto su questi temi?".

(da la Repubblica.it del 3 settembre 2009)


Torna su