Roma -
Francesco Mazzuca è stato nominato Commissario della Sogin spa. Già presidente di Ansaldo Nucleare, Mazzuca avrà il compito, coadiuvato dai Vicecommissari, Giuseppe Nucci e Claudio Nardone, di accompagnare la Sogin verso la nuova "missione che la contraddistinguerà", nel quadro del nuovo piano strategico energetico del Governo Berlusconi. La Legge Sviluppo prevede la nomina, con decreto della Presidenza del Consiglio, di un Commissario e di due Vicecommissari che si dovranno attenere agli obiettivi ed alle direttive dell'atto di indirizzo strategico del ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell'economia e finanze.
«Il presidente Berlusconi, con la nomina di Mazzuca, Nucci e Nardone, ai quali vanno i miei più sinceri auguri di buon lavoro – ha commentato il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola – ha posto il primo tassello per il ritorno dell'Italia all'energia nucleare. Dobbiamo recuperare competenze pubbliche e private che porteranno lo sviluppo di un'industria energetica nucleare in grado di fornire energia sicura, a basso costo e a zero emissioni di gas a effetto serra».
Fino ad oggi, la Sogin spa – Società Gestione Impianti Nucleari – costituita nel 1999, ha gestito gli impianti nucleari in precedenza posseduti da Enel. Dal 2000 è preposta allo smantellamento del parco nucleare italiano e cura gli impianti di ricerca sul ciclo di combustibile di Enea.
(da la Gazzetta.info del 1 settembre 2009)
["Si cambia per non cambiare" ci disse in confidenza un responsabile di Sogin all'ultimo Tavolo di Trasparenza. Noi useremmo un altro modo di dire: "a volte, purtroppo, ritornano". Il riferimento è tutto dedicato a Giuseppe Nucci (già amministratore delegato Sogin dal 2005 al 2006). Ricordiamo brevemente i fatti che si riferiscono al 2006 quando si doveva decidere dove trasferire il combustibile irraggiato depositato nella perdente piscina Eurex. Al tavolo di trasparenza tenuto in Regione nel luglio del 2006, Sogin propose di trasportare le barre da Eurex a Trino oppure in Avogadro. Ci fu però fin da subito la fortissima opposizione del Sindaco di Trino Giovanni Ravasenga, il quale a tutti gli incontri a cui partecipò con Sogin, Apat, Regione ed altri enti interessati, affermò sempre con forza l'assoluta indisponibilità del Comune da lui amministrato a ricevere le barre "Qui da noi non entra nulla, le barre sono uscite dalla 'Fermi' e chi prova a riportarcele troverà le barricate". Ma non solo il Sindaco, anche esponenti politici nazionali, l'onorevole Roberto Rosso in testa, si opposero fortemente alla soluzione Trino preferendo la piscina perdente del deposito Avogradro oltretutto senza autorizzazione e non di proprietà Sogin. Fu così che solo dopo poche settimane da quel tavolo di trasparenza, l'allora Amministratore Delegato di Sogin l'ing. Giuseppe Nucci, appunto, diramò un comunicato in cui si escludeva l'ipotesi Trino. Scelta politica quindi e non tecnica tanto che lo stesso ing. Giulianelli di Apat intervenendo all'auditorium ENEA (2006) parlò di "Valutazioni di opportunità politica e di ordine pubblico" non certo tecnica o di salvaguardia della salute pubblica ed ambientale. Giuseppe Nucci: "L'uomo giusto al posto giusto" diremmo oggi.]
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