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Ultimo Aggiornamento
giovedì 6 agosto 2009

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Indisponibili per nuove centrali

Torino - Un atto ufficiale del Consiglio regionale che sancisca – nero su bianco – l'indisponibilità del territorio piemontese a ospitare siti idonei all'attivazione di centrali nucleari. È quanto propone il consigliere regionale di Rifondazione comunista Alberto Deambrogio, primo firmatario di un ordine del giorno presentato giovedì.

«Nel mondo – scrive Deambrogio – pur essendo attive molte centrali nucleari, la percentuale di energia prodotta resta modesta, pari circa al 6,4 per cento, costosa rispetto alle altre fonti e in via di esaurimento a causa della limitata disponibilità di uranio. Inoltre, nel 1987 i cittadini italiani, attraverso un referendum si sono espressi contro l'utilizzo di questa tecnologia per la produzione di energia».

Deambrogio chiede un pronunciamento regionale, ricordando che, «l'articolo 117 della Costituzione prevede che le Regioni, relativamente alla produzione dell'energia, esercitino una propria potestà legislativa concorrente con quella dello Stato e che è, in ogni caso, compito della Regione assicurare la tutela della popolazione e dell'ambiente dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti».

Nel documento, il consigliere regionale casalese ricorda come cittadini e associazioni di tutela ambientale abbiano più volte espresso preoccupazione per il fatto che l'area trinese di Leri Cavour, pur trovandosi al centro delle produzioni agricole più importanti e in un'area a elevatissima vulnerabilità delle falde, si porta dietro l'eredità della sua individuazione, 25 anni orsono, di area idonea per un insediamento nucleare, «e questo – commenta Deambrogio – potrebbe costituire una specie di titolo preferenziale, anche se non oggettivo, per un suo utilizzo a tale scopo».

Con l'ordine del giorno, si propone di impegnare la presidente Mercedes Bresso, la giunta, il presidente del consiglio Alberto Gariglio e il consiglio stesso a sollecitare l'adozione di un piano energetico nazionale entro il 2009 basato sulle fonti rinnovabili, sul risparmio e sull'efficienza; a potenziare ulteriormente la scelta regionale verso le energie rinnovabili; a rivendicare il diritto della Regione a partecipare alle decisioni statali in campo energetico, come previsto dalla Costituzione; a promuovere un'indagine sulla sostenibilità energetica e ambientale dell'intero ciclo di vita del nucleare.

In relazione a Leri Cavour, invece, la proposta «è di scongiurare preventivamente l'utilizzo dell'area per future centrali nucleari, o per impianti o depositi, provvedendo ad acquisirne la proprietà e vincolandola a esclusivo uso agricolo di salvaguardia ambientale, emanando inoltre appositi provvedimenti legislativi affinché, su proposte di realizzazione di centrali nucleari in Piemonte, l'espressione da parte della Regione del parere positivo per l'intesa con lo Stato sia subordinata al risultato di una consultazione di tutti i cittadini attraverso un apposito referendum regionale».

(da la Sesia del 24 luglio 2009)


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