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Il
Ddl sviluppo che definisce la cornice normativa per il rilancio del nucleare
nel nostro paese e che per questo ridisegna il ruolo dell'Enea, non è ancora stato pubblicato in gazzetta ufficiale e già se ne vedono gli effetti.
È stato infatti firmato l'accordo di cooperazione tra Enea e Cea (Commissariat à l'Energie Atomique) per la ricerca sull'energia nucleare e anche per le energie rinnovabili.
La firma è avvenuta oggi a Roma, presso la sede dell'Ambasciata a Palazzo Farnese, tra il presidente dell'Enea, Luigi Paganetto e l'amministratore generale del Cea, Bernard Bigot, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e di rappresentanti del governo, del parlamento e dell'industria italiani e francesi.
Una cerimonia in pompa magna che dà il via a una collaborazione riguardo a diversi settori quali energia nucleare, fonti rinnovabili, scienza e tecnologie per l'ambiente, scienza dei materiali, nanotecnologie e biotecnologie per l'energia, modellistica, simulazione e calcolo ad alte prestazioni e che costituisce una prima tappa nell'esecuzione
dell'accordo firmato lo scorso 24 febbraio
dai governi di Italia e Francia, focalizzandone gli ambiti di collaborazione tecnico-scientifica per una maggiore integrazione delle competenze interdisciplinari.
Ma che in pratica sancisce l'avvio della prevista realizzazione di reattori Epr di fabbricazione francese sul nostro territorio, che saranno i primi 4 impianti nucleari (dei 12 previsti) per raggiungere l'obiettivo del governo di ottenere all 2030 un mix energetico composto da 25% di nucleare, 25% di rinnovabili, ed il restante 50% di combustibili fossili.
Cosa si intenda per nucleare sostenibile è tutto da capire e riguardo al nucleare di quarta generazione, la ricerca in atto fa sapere che non saranno pronte le prime sperimentazioni prima dei prossimi trent'anni; ma intanto si preferisce distogliere fondi alla ricerca sul solare termodinamico per dirottarli verso questa tecnologia, come
la mozione discussa ieri in Senato
dimostra e che sembra del tutto adeguata a questo accordo tra i due enti di ricerca.
Che avranno, c'è da aspettarselo, una priorità di indirizzi e di fondi per assolvere agli obiettivi dell'accordo relativi ai temi della tecnologia nucleare (favorire lo sviluppo e la competitività dell'Industria in materia di sicurezza e gestione dei rifiuti nucleari; sviluppare reattori di quarta generazione, ricerche sui reattori veloci e sul ciclo del combustibile; elaborare posizioni comuni per orientare i programmi di ricerca europei) e poche risorse per "rafforzare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per le energie rinnovabili per abbassare i costi e per favorire lo sviluppo tecnologico delle imprese e la loro competitività a livello internazionale". Temi che sembrano sempre più assurgere al ruolo della foglia di fico.
(da greenreport.it del 22 luglio 2009)
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