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Ultimo Aggiornamento © lmg 2009 |
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| Il resistibile rilancio del nucleare | |||
| di Angelo Baracca, Giorgio Ferrari | |||
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Il calo dei consumi elettrici mondiali e le restrizioni sul credito hanno messo in crisi il settore nucleare tanto da far pensare che il proclamato rilancio di questa tecnologia non ci sarà. Negli Usa su 18 richieste presentate la Nrc ha rilasciato solo tre licenze di costruzione per nuovi reattori Ge e Westinghouse. Obama ha abbandonato la linea di Bush: senza sussidi governativi chi finanzierà la costruzione di nuovi impianti? La Cina parlava di 20 reattori, ma è ferma a meno di 10. L'india ha messo in cantiere solo due nuove centrali e gli ambiziosi programmi della Gran Bretagna sembrano languire. Ma la crisi più seria della Francia, che si vede costretta a vendere il 15% di Areva ai giapponesi per fare un po' di cassa e ripianare il suo deficit dopo le pessime prestazioni della società: pochi ordinativi e tante penali dovute a ritardi di costruzione, fino al contenzioso formale presso la Camera di Commercio di Parigi con la società e l'ente di sicurezza finlandesi interessati alla costruzione della centrale di Olkiluoto che costerà il doppio di quanto preventivato e forse non sarà pronta neanche nel 2012. Del resto il reattore Epr (orgoglio della Grandeur ma che non ha ancora avuto la certificazione di progetto da parte della Nrc e quindi non può essere costruito negli Usa) sta rivelando grossi problemi tecnici e costruttivi. Quanto all'Italia, il decantato acquisto di quattro reattori Epr non è scritto da nessuna parte e pensiamo che non verranno mai costruiti. Dovranno forse commissionarne uno per non perdere la faccia, reiterando così la storia del ponte sullo stretto e foraggiare le solite imprese (e qualche mafia). |
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