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Ultimo Aggiornamento
mercoledì 15 luglio 2009

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Nucleare e democrazia
di Valerio Gualerzi

- Sono totalmente privi di cultura ambientale, d'accordo. Sono un ceto politico arretrato, incapace di guardare al futuro, d'accordo. Ma a parte tutto questo, cosa c'è davvero dietro la scelta antieconomica, anacronistica e velleitaria di far tornare l'Italia all'energia nucleare? La spiegazione migliore la offriva qualche tempo fa Wolfgang Sachs, ricercatore del Wuppertal Institute, in un'intervista a Nuova Ecologia. "Il mercato energetico - affermava - continua a trovarsi in una situazione monopolistica o nel migliore dei casi oligopolistica. I poteri nel settore dell'industria energetica faranno di tutto per non far guadagnare terreno alle nuove offerte. Per forza l'interesse pubblico, e quindi lo Stato, deve intervenire per facilitare l'ingresso sul mercato delle fonti alternative. Il nucleare è la strada migliore per mantenere inalterati gli interessi e i poteri stabiliti. Esattamente all'opposto di quanto invece accade con le rinnovabili, il nucleare può essere gestito solo da poche società, con il risultato di mantenere grandi poli nazionali o trasnazionali. È ovvio quindi che i grandi capitalisti abbiamo una preferenza naturale per il nucleare". Parole che fanno il paio con quelle usate lo scorso autunno per spiegare l'ostinata opposizione del governo italiano contro la direttiva 20-20-20 dall'europarlamentare verde Claude Turmes, relatore sulla direttiva "clima ed energia", nonché mediatore nel negoziato con governi e Commissione Ue. "C'è una sola spiegazione - avvertiva Turmes - cioè che Enel e altre compagnie usano il governo come cavallo di Troia, e non solo sulle rinnovabili, ma su tutto il pacchetto: non vogliono la liberalizzazione del solare, che farebbe crollare i prezzi dell'energia a vantaggio di consumatori e imprese, e per questo chiedono una clausola di revisione nel 2014. La penisola ha un potenziale enorme di solare, potrebbe essere un gigante, ma questi gruppi vogliono solo controllare il mercato. Il mio messaggio a Berlusconi è: non farti strumentalizzare da nessuno". Consiglio inutile: il premier sa benissimo "strumetalizzarsi" da solo. Chi invece avrebbe bisogno di consigli sono i rottami della "sinistra" italiana, che tranne poche eccezioni non hanno ancora capito che parlare di ambiente e rinnovabili significa parlare di democrazia, di uguaglianza e di redistribuzione del reddito. Vi ricordano nulla queste parole?

(da la Repubblica.it del 10 luglio 2009)


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