Turbina made in Italy nell'impianto solare del Samar kibbutz

- È Made in Italy la turbina che "accende" l'impianto solare del Samar Kibbutz, in Israele. Si tratta di una microturbina ad altissima tecnologia da 100 kW che è stata collocata sulla sommità di una torre alta 30 metri, che nel caso del kibbutz Samar, è stata disegnata dallo studio architetti Haim Dotan. I raggi solari si concentrano sulla torre attraverso le superfici riflettenti degli specchi di un campo eliostatico, raggiungendo un unico "ricevitore solare" che riscalda l'aria compressa che muove la turbina. A realizzare la microturbina italiana è stata la Turbec Spa di Cento, in provincia di Ferrara.

La microturbina di Turbec, che, attraverso la controllante Turboenergy Srl, appartiene per il 75% a industriali italiani e per il 25% al gruppo Ansaldo Energia, è stata installata con successo in collaborazione con la società Aora presso il kibbutz Samar in Israele, nel contesto di un Power Conversion Unit, che converte l'energia solare in 100kWe di energia elettrica e in 170kW di energia termica. La stessa applicazione Made in Italy è ora in via di realizzazione ad Almeria, in Spagna.

"Anche in un periodo di crisi - afferma il presidente di Turbec, Carlo Mauri - la nostra società sta profondendo un grandissimo impegno nel campo della ricerca e dello sviluppo delle applicazioni". L'impianto in Israele, in particolare, è stato realizzato sviluppando una tecnologia basata sull'alimentazione di una turbina a gas con energia solare. "I vantaggi di questa tecnologia - spiega l'azienda italiana - sono la modularità, che consente l'implementazione dell'impianto nel tempo, la flessibilità, poiché la turbina è predisposta per l'utilizzo anche di qualsiasi altro combustibile fossile o biocombustibile, e la cogenerazione, visto che la microturbina fornisce sia energia elettrica (100 kW) sia energia termica (170kW)".

"È un mix che aumenta l'offerta di energia a utenti del comparto industriale, i quali, - commenta Mauri - possono beneficiare di entrambe e, contrariamente ad altri sistemi, senza alcun impiego d'acqua con in più la possibilità di funzionare con bio-combustibili durante il periodo notturno". Forte l'impegno in ricerca e sviluppo dell'azienda italiana che ha un centro R&S di a Malmo, in Svezia. "Nel nostro centro, che abbiamo a suo tempo acquisito dalla Volvo, uno staff qualificato - sottolinea Mauri - segue lo sviluppo del prodotto e le sue innovazioni per le diverse applicazioni delle turbine in svariati settori, particolarmente quello delle energie rinnovabili".

Con circa 400 microturbine vendute sul mercato prevalentemente europeo e oltre 3 milioni di ore lavorative alle spalle, l'azienda italiana ha un fatturato che ammonta a 8,5 milioni di euro ha investito, negli ultimi due anni, circa il 20% del fatturato nella ricerca e nello sviluppo del prodotto, specie nelle rinnovabili. Tra le innovazioni prodotte da Turbec anche la realizzazione di una decina di applicazioni prototipali di caldaie a biomassa, abbinate a microturbine ad aria calda. "Crediamo fermamente nell'utilizzo degli scarti e - conclude Mauri - nei recuperi energetici ovunque sia possibile. Il nostro focus è riconvertire lo scarto in energia con impatto ambientale ridotto al minimo".

(da adnkronos.com del 30 giugno 2009)