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venerdì 26 giugno 2009

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Cile, Enel pensa a nuove concessioni per il geotermico

- Il governo cileno si prepara a dare in concessione 20 aree ritenute ad "alto potenziale" geotermico ed Enel, che nel paese latinoamericano è attiva in questo settore già da anni, potrebbe essere della partita. Il gruppo italiano è presente in Cile attraverso Enel Green Power, la società che opera nel settore delle fonti rinnovabili, impegnata in due impianti idroelettrici. Nel 2005 è arrivata inoltre la partnership con l'ente petrolifero cileno Empresa Nacional del Petróleo (Enap), che si è concretizzata attraverso la costituzione dell'Empresa Nacional de Geotermía (Eng), di cui il gruppo italiano detiene il 51 per cento. Nel 2006 il rapporto con l'impresa statale cilena si è rafforzata con l'ingresso al 51 per cento nella società Geotermica del Norte (Gdn), dove oltre a Enap è presente con un cinque per cento delle quote Codelco (Corporacion nacional del cobre), l'impresa nazionale per il rame. Attraverso Eng e Gdn Enel ha già avviato sei progetti dal nord al sud del Paese.

Ora per il gruppo italiano potrebbero aprirsi nuove possibilità, dato che Santiago ha deciso di aprire un bando per la concessione e lo sfruttamento da parte di privati di 20 aree dalle quali si può estrarre energia geotermica e che potrebbero permettere al Cile di raddoppiare la propria produzione di energia elettrica. L'ipotesi è contenuta nelle stime prodotte dal ministero cileno alle Miniere e prevede la possibilità di arrivare a una produzione di 16 mila megawatt. Una cifra superiore a quella di tutte le altre fonti già sfruttate nel Paese. Attualmente infatti il Cile può generare fino a 13 mila megawatt, principalmente attraverso centrali idroelettriche e termiche. Secondo quanto riferito dal ministro alle miniere Santiago Gonzalez il governo si attende che "di tutti questi progetti che si svilupperanno nel medio termine, almeno dieci siano proficui e permettano di generare almeno 100 megawatt per uno". Secondo il governo, ogni progetto avrà bisogno di un investimento di circa 200 milioni di dollari per poter diventare operativo e integrarsi nel sistema elettrico nazionale.

(da PROGETTO NUOVA ENERGIA del 15 giugno 2009)


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