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Il sistema energetico italiano presenta alcuni elementi di fragilità a causa della forte dipendenza dall'estero, della ridotta possibilità allo stato attuale di attivare fonti energetiche alternative significative, degli elevati livelli dei costi dell'energia elettrica.
È quanto emerge da uno studio effettuato da Centrobanca in collaborazione con l'università Bocconi dal titolo "Investire in energie rinnovabili".
Si tratta di una ricerca volta a valutare alternative e strumenti a disposizione degli imprenditori per investire nel settore delle energie rinnovabili, che presenta per il futuro condizioni di elevata attrattività anche quale elemento di riduzione dei costi energetici per le imprese.
Secondo lo studio gli impianti a biomasse sono quelli che, in ipotesi di autoconsumo totale, evidenziano le migliori performances, mentre gli impianti fotovoltaici, in funzione dell'importanza del sistema di incentivazione detto "conto energia" mostrano livelli di rendimento ancora positiva ma più ridotti caratterizzati da una più forte stabilità.
"Sviluppare investimenti in energie rinnovabili presenta un rischio molto ridotto - spiega Alessandro Nova del dipartimento di finanza della Bocconi -. In Italia c'è un sistema di incentivi più vantaggiosi, tra i paesi del G7 siamo quello con le migliori condizioni per le energie rinnovabili eppure siamo in testa alla classifica per importazione di energia elettrica e con il prezzo medio per kwh dell'elettricità per la media industria più alto".
Nei prossimi anni saranno previsti investimenti "di 45 miliardi di euro nelle energie rinnovabili" precisa Lorenzo Fidato responsabile project finance Centrobanca. L'assessore regionale all'università e ricerca scientifica, Nicola Mazzocca ha infine spiegato che la Campania è al quinto posto tra le regioni italiane con il 4% di energia rinnovabile.
Secondo le proiezioni del piano energetico regionale, la percentuale dovrebbe salire al 10% nel 2013 per assestarsi al 17% nel 2020.
(da Nuova energia.info del 14 maggio 2009)
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