Bruxelles -
L'Italia è sulla buona strada per diventare il primo paese dell'Unione europea in cui l'elettricità generata dall'energia fotovoltaica e quella convenzionale avranno lo stesso costo di accesso alla rete elettrica. Cioè quello in cui si raggiungerà la "parità nella rete", grid parity.
Ciò è dovuto al fatto che i fornitori italiani di energia solare beneficiano di prezzi dell'elettricità comparativamente alti. Se, come ci si attente, i prezzi cresceranno ad una media del 6% l'anno, gli impianti italiani indipendenti potrebbero raggiungere la grid parity nel 2011. Diversa è la prospettiva se si considerano gli impianti fotovoltaici su larga scala. In questo particolare settore sarà la Germania la prima a veder allineati nel 2012 i prezzi di elettricità fotovoltaica e di quella classica. Gli impianti su larga scala hanno il vantaggio di costi di investimento proporzionalmente più bassi e sono in grado di fornire elettrricità a prezzi inferiori rispetto ai piccoli fornitori.
In contrasto con queste prospettive, un importante compagnia di ricerca di mercato, la Greentech Media, fa previsioni meno ottimistiche per le intallazioni tedesche fotovoltaiche di piccola dimensione, montate sui tetti degli immobili. Per queste ultime la grid parity non potrà essere raggiunta che nel 2013, 2014. Previsioni, queste, basate sul fatto che i prezzi dell'energia fornita alla rete a causa dell'inflazione crescano in media del 6% l'anno.
Il fatto che le tariffe di vendita alla rete dell'energia fotovoltaica (feed in) siano state ridotte sta anche generando un maggior stimolo per lo sviluppo. Ciò significa che sale la pressione sul mercato tedesco per produrre energia solare in modo efficiente usando tecnologie di punta, e che l'industria sta lavorando a pieno ritmo per creare concetti produttivi anche migliori.
Una struttura di mercato del tutto differente fa invece sì che sia ancora lunga la strada per raggiungere la grid parity in Francia. In quel paese il basso costo dell'eletricità fornita alla griglia, con sussidi statali che assicurano prezzi di elettricità standard molto bassi, limitano lo sviluppo del fotovoltaico. Inoltre le tariffe feed in di acquisto dell'energia fotovoltaica non sono studiate per diminuire nei prossimi anni, ma solo per essere aggiornate con il tasso di inflazione. Fattori che mettono meno sotto pressione i fornitori francesi di energia solare per ridurre i costi di produzione rispetto alla controparte tedesca.
(da PROGETTO NUOVA ENERGIA del 7 maggio 2009)
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