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Ultimo Aggiornamento
martedì 12 maggio 2009

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Militari e nucleare all'americana: è la Difesa spa

Roma - Fucile e mimetica in strada, valigetta e cravatta nelle stanze dei bottoni. Questa la «pazza idea» di Ignazio La Russa: un ministero sempre meno pubblico e sempre più spa. Anche se in pochi lo sanno l'obiettivo del ministro della Difesa, è proprio quello di trasformare il suo dicastero in una società per azioni, con tanto di manager, la cui nomina rimarrà però pubblica, a cui affidare pressoché tutti gli appalti. «Difesa servizi spa» il nome di questa nuova società, di stampo americano, che in totale autonomia gestirà l'industria delle armi e dei servizi legati all'esercito. E metterà in vendita i propri beni (caserme e depositi vari) al miglior offerente. Un giro d'affari intorno ai quattro miliardi di euro l'anno. Il progetto è ben avviato, il ddl (n. 1373) è attualmente parcheggiato al Senato e la volontà è di convertirlo in legge prima del rompete le righe estivo. Proposto dal sottosegretario forzaitaliota Guido Crosetto che, come sempre più spesso accade a questo governo, lo ha inserito sottoforma di emendamento in una legge che con la Difesa non ha niente a che spartire.

Mezzucci a parte, è il nodo centrale della norma a far sobbalzare la Fp-Cgil che sta provando in tutti i modi di bloccare questa operazione considerata «inutile e dannosa». Nell'ultima audizione in Senato, lo scorso 21 aprile, il segretario Carlo Podda si è scagliato contro questo provvedimento considerato poco chiaro: «Non si sa quali saranno i compiti e le attività della spa né l'ambito rispetto al quale diviene unica centrale di committenza». E ancora: «Nulla viene detto rispetto al futuro e alle tutele del personale civile della Difesa conseguente alla costituzione della società». Questione non da poco, visto che con la nuova normativa il ministero/spa avrà carta bianca per poter convertire il contratto dei propri dipendenti da pubblico a privato. Trentamila persone appese a un filo. Il problema e che le forbici le ha ben strette La Russa, che non ha alcuna intenzione di fare passi indietro.

Ma non è tutto. Ciliegina sulla torta della nascente Difesa servizi spa è anche la possibilità di «affidare in concessione o locazione» aree di proprietà della Difesa in cui «installare impianti energetici». Ed ovviamente non si tratta di strutture eoliche o fotovoltaiche, visto che l'articolo in questione (il numero 15) ha come titolo: «Energia nucleare».

(da il manifesto.it del 5 maggio 2009)


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