NOTIZIE DALL'ITALIA

Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia
Cerca nella pagina


Ultimo Aggiornamento
sabato 21 marzo 2009

© lmg 2009
Tutti i diritti riservati

Audizione enti locali sul nucleare, grave l'assenza della provincia di Vercelli

Torino - "Si è svolta stamane – dicono Paola Barassi e Alberto Deambrogio, cons. reg. PRC-SE – l'audizione in Commissione regionale Ambiente degli Enti Locali vercellesi per discutere dei problemi connessi al nucleare, sia dal punto di vista degli esiti del passato, sia dal punto di vista del rilancio voluto dal Governo Berlusconi".

"In prima battuta – continuano Barassi e Deambrogio – vogliamo stigmatizzare l'assenza della Provincia di Vercelli, che non ha neanche ritenuto di mandare una memoria scritta e che nei giorni scorsi si era dimostrata possibilista verso nuovi impianti a fronte di azioni compensative e nuovi posti di lavoro. Il Sindaco di Saluggia ha parlato a titolo personale e non ha quindi in nessun modo rappresentato la Provincia di cui è Assessore. Tutti i presenti hanno, con accenti diversi, insistito sul bisogno di una collaborazione istituzionale al fine di spingere verso l'individuazione di un deposito nazionale per le scorie. A fronte di nostre domande circa l'opportunità per gli Enti Locali di valutare azioni chiare a sostegno dei ricorsi che i cittadini stanno organizzando per scongiurare la trasformazione degli attuali siti nucleari in depositi di se stessi, nessuno degli intervenuti ha voluto rispondere, denotando quindi una certa indifferenza per la perpetrazione del rischio maggiore in quelle zone".

"Rispetto al recente accordo atomico italo-francese – continuano ancora Barassi e Deambrogio -, che realisticamente porterebbe alla costruzione di nuove centrali in territorio piemontese e vercellese in particolare, non sono emerse posizioni politicamente chiare. È stato ribadito lo slogan «il vercellese ha già dato», ma nessuna dichiarazione conseguente a ciò è stata fatta; insomma nessuno si è spinto a dire che il progetto nucleare del Governo va respinto».

"Per quanto ci riguarda – concludono Barassi e Deambrogio – vogliamo ribadire ancora una volta la nostra totale avversione alla reintroduzione del nucleare in Italia. In questo senso annunciamo sin da ora la nostra mobilitazione a seguito della legge nazionale che presumibilmente sarà pronta tra poche settimane. Appoggeremo tutte le azioni tese a scongiurare la definitiva trasformazione degli attuali siti in depositi di sé stessi e, all'interno degli approfondimenti che la commissione vorrà fare nei prossimi giorni, contribuiremo a far avanzare le posizioni più critiche verso l'insensata avventura nuclearista».

(da gruppo consiliare di Rifondazione Comunista del 12 marzo 2009)


Torna su