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Ultimo Aggiornamento
mercoledì 18 marzo 2009

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Scajola: «Ci sarà concorrenza fra territori per avere le centrali nucleari»
Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola

Roma - "Saranno necessari 3-4 anni" per completare l'iter autorizzativo per l'avvio della produzione di energia da fonti nucleari in Italia. Successivamente, serviranno altri 4-5 anni per costruire la prima centrale. Lo ha detto, nel corso della sua audizione in Commissioni riunite di Camera e Senato, il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ribadendo che il "tempo limite" per l'avvio della prima centrale nucleare entro il 2020 è "legato alla scadenza degli obiettivi Ue sulle emissioni".

"Quando saranno definiti i criteri per l'idoneità dei siti e la conformità normativa su sicurezza ed efficienza, ci sarà concorrenza tra i territori per ospitarli", ha spiegato Scajola, aggiungendo che "ci sarà concorrenza non solo fra gli operatori ma anche fra i territori. Mi pare di cogliere già in queste settimane un'inversione di tendenza, un'attenzione e un interesse a capire che avere una centrale nucleare per un territorio vuol dire avere ricchezza", ha spiegato Scajola. "Non capisco – ha aggiunto – come sia possibile che in Francia, a distanza di pochi chilometri da noi e con la stessa base culturale, ci debbano essere territori ambiziosi di avere centrali nucleari e da noi si debba avere paura".

Il protocollo d'intesa per lo sviluppo dell'energia nucleare siglato fra Italia e Francia "non costituisce alcun vulnus per le prerogative del Parlamento" ha detto il ministro per lo Sviluppo economico nel corso dell'audizione, sottolineando che "i contenuti della delega in materia di energia nucleare presente nel disegno di legge Sviluppo all'esame del Senato non sono infatti pregiudicati o condizionati dalla stipula dell'accordo". Il ministro spiega che "saranno invece i singoli accordi attuativi del protocollo a dover tener conto delle scelte e delle soluzioni normative che saranno liberamente messe a punto dal Parlamento".

Parole positive per l'accordo siglato da Enel e Edf, sempre nell'ambito dell'intesa bilaterale tra Italia e Francia. Scajola, ricordando che questa intesa permetterà al Paese di ottenere una potenza di 6'400 MW nucleari, sottolinea che "si tratta di un ottimo risultato, che rappresenta circa la metà della potenza presumibilmente necessaria a coprire con l'energia nucleare il 25% dei consumi elettrici attesi nel 2020".

(da La nuova ecologia.it del 12 marzo 2009)


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