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Ultimo Aggiornamento
mercoledì 7 gennaio 2009

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Scontro del gas, Scajola: Più nucleare. Legambiente: Diversificazione? Col nucleare risparmio di gas ridicolo

- Il ministro dello sviluppo Claudio Scajola ha un chiodo fisso e non si smentisce mai: ha approfittato della chiusura dei rubinetti del gas russo e della lite con l'Ucraina (due Paesi nucleari) per affermare in una intervista a Libero mercato che «Il nucleare è l'unica fonte che può garantire di evitare rischi di approvvigionamento, oltre a permettere un prezzo della bolletta energetica più basso per cittadini e imprese ed assicurare un maggiore rispetto per l'ambiente, non avendo emissioni nocive nell'aria».

Insomma. Il nucleare come unica soluzione miracolosa per ridurre la dipendenza energetica dall'estero. Scajola rivendica al governo Berlusconi di aver varato subito una politica energetica che punta al nucleare come elemento cardine per «arrivare ad un nuovo mix energetico che tolga l'odierna dipendenza dalle fonti fossili (olio, gas, carbone)», che «dall'attuale 85% di produzione elettrica, arriveranno al 50%, mentre l'altro 50% verrà fornito dalle fonti alternative, che passerebbero dall'attuale 15-17% al 25%, e dal ritorno al nucleare, per l'altro 25%.

Il nuovo mix potrebbe essere raggiunto in 10-12 anni, perché contiamo di porre le condizioni per posare la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari entro la fine della legislatura, nel 2013».

A Scajola risponde subito il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: «Ma quale diversificazione del mix energetico! Il nucleare non ci libererà affatto dalle importazioni dall'estero e non abbasserà le bollette degli italiani. Secondo uno studio del Cesi ricerche, anche costruendo 4 centrali Epr di terza generazione evoluta, da 1600 MW ciascuna, risparmieremmo appena 9 miliardi di metri cubi di gas all'anno, praticamente il contributo di un solo rigassificatore di media taglia. Su una questione di primaria importanza come quella energetica i cittadini hanno il diritto di avere un'informazione corretta e non una serie di frasi ad effetto che non trovano rispondenza nella realtà. L'Italia non ha bisogno del nucleare ma di un serio programma di risparmio, efficienza e sviluppo delle rinnovabili, che garantirebbero realmente la riduzione delle importazioni e la diversificazione delle fonti. E a proposito di ridurre la dipendenza dall'estero chiediamo per l'ennesima volta al ministro d'indicarci dove sono in Italia le miniere d'uranio, risorsa scarsa e che dovremo ugualmente importare».

Qualche sassolino dalle scarpe se lo toglie anche l'ex capogruppo alla Camera dei Verdi Angelo Bonelli che commenta le rassicuranti dichiarazioni governative sulla crisi russo-ucraina: «Se oggi il ministro Scajola può dichiarare che non ci sono problemi per il nostro Paese lo deve agli interventi del governo Prodi sugli stoccaggi del gas e sul rigassificatore di Porto Viro, autorizzato dal tanto attaccato ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio. Il governo Berlusconi infatti, non ha fatto nulla per la sicurezza energetica ed anzi ha innestato la marcia indietro nelle politiche per l'efficienza energetica e le rinnovabili.

E Bonelli dice che l'ennesima crisi del gas dimostra «Quanto forte sia stata la campagna denigratoria e di mistificazione nei confronti dei verdi e degli ambientalisti nella scorsa legislatura. Ogni occasione era infatti buona per lanciare allarmi energetici e rischi di black-out e per attaccare esponenti del precedente governo. Il governo italiano deve fare un grande piano per l'autonomia delle fonti energetiche e puntare con forza, come fanno gli Usa di Obama e tutti i paesi occidentali evoluti dalla Germania alla Francia, sulle energie rinnovabili e sull'efficienza».

(da greenreport.it del 7 gennaio 2009)


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