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Ultimo Aggiornamento
lunedì 24 novembre 2008

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Scaroni: "Gli italiani ipocondriaci furbacchioni non vogliono il nucleare"
Paolo Scaroni, ad di ENI

Milano - Il ritorno al nucleare? Lo sforzo di parte politica è "lodevole", ma alla fine dovrà confrontarsi con un popolo di "ipocondriaci furbacchioni" e "anche se domani il governo decidesse la ripresa del programma nucleare non succederebbe nulla lo stesso", perché "quelli che non vogliono non sono i politici, sono i cittadini". Lo ha detto l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico al collegio universitario Torrescalla di Milano.

Scaroni, che ha tenuto una prolusione sul tema energetico, è stato sollecitato da una domanda del pubblico sul nucleare di quarta generazione.
"Quando i politici parlano di quarta generazione - ha detto - quello che stanno dicendo è che ne riparliamo tra 30 anni. Gli italiani sono ipocondriaci e furbacchioni. Abbiamo paura di tutto", ma poi scatta la parte furba: "quella del 'accà nisciuno è fesso', nel dubbio ci si chiede 'perché una cosa dovete farla qua? Fatela là'" ha spiegato Scaroni.

"Se domani il governo decidesse la ripresa del programma nucleare non succederebbe nulla lo stesso. Non si riescono a fare le strade, le ferrovie...". Così lo sforzo per un ritorno al nucleare "è lodevole, è una soluzione che deve far parte di quell'insieme di energie di cui abbiamo bisogno. Ma richiede uno sforzo titanico" per convincere i cittadini.

Come se in una democrazia il volere dei cittadini non avesse alcun rilievo.

(da La nuova ecologia.it del 24 novembre 2008)


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