Roma -
Tutti commissariati: la Sogin, ma anche l'Enea e persino i territori sui quali non si riuscirà a trovare un consenso con le amministrazioni e le popolazioni locali sulla costruzione delle nuove centrali nucleari italiane. Il Governo gioca una carta pesante sulla politica energetica. Lo fa, non senza qualche disaccordo interno, con gli emendamenti agganciati al DDL sviluppo in discussione alla Camera presenti per oliare il nostro ritorno all'atomo elettrico.
Gli aggiustamenti.
La partita, beninteso, è ancora aperta. La formalizzazione degli emendamenti in commissione Attività produttive avrà una "coda" anche oggi, in vista della discussione in Aula prevista per la prossima settimana. E il capitolo che riguarda l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare potrebbe non essere chiuso: ieri è stato formalizzato un emendamento dal relatore Enzo Raisi (Pdl) che conferma il controverso progetto di creare non un'agenzia indipendente ma un dipartimento governativo all'interno di Palazzo Chigi. Ma il tam tam politico accredita una possibile correzione di rotta all'ultimo istante.
Oggi potrebbe essere votato un emendamento sostitutivo bipartisan con il quale il Governo molla apparentemente l'osso, anche se solo sul versante dell'Agenzia nucleare: l'Agenzia verrebbe costituita sul modello delle Autority indipendenti, con un Dpr che nominerebbe i vertici e imbastirebbe il regolamento sulla base di una delibera della Presidenza del Consiglio sentito il parere delle commissioni parlamentari. In ogni caso l'emendamento di Raisi per un'agenzia alle dipendenze di Palazzo Chigi divide il Governo. Protesta Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente: doveva fare da chioccia all'agenzia nucleare e ora rischia di perderla.
Nasce l'Enes.
In ogni caso l'agenzia dovrebbe essere composta dai cervelli del dipartimento nucleare dell'ex Apat (ministero Ambiente) e da quelli dell'Enea. Operazione impegnativa, che ridisegna automaticamente molti dei ruoli degli enti energetici controllati dallo Stato. Il Governo giustifica così, evidentemente, gli emendamenti formalizzati da Raisi e dal leghista Massimo Polledri: commissariamento, d'un sol colpo, per la Sogin, la controllata del Tesoro che si occupa del decommissioning e della sicurezza delle vecchie centrali nucleari e dei relativi detriti, oltre che dell'Enea, l'ente che polarizza l'impegno delle istituzioni per le energie alternative e la ricerca energetica.
L'Enea – dispone l'emendamento – verrà soppresso. Al suo posto nascerà l'Enes, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, che assorbirà personale e risorse finanziarie dell'Enea. Funzioni e organi saranno determinati con decreto del ministero dello Sviluppo e dell'Economia sentite le commissioni parlamentari competenti. Nel frattempo arriveranno entro 30 giorni un commissario e due sub commissari per traghettare la trasformazione.
Quanto alla Sogin, che proprio ora sembrava ben marciare, con l'entrata in vigore del Ddl salteranno anche i suoi vertici. Anche qui con la nomina di un commissario e due sub commissari entro 30 giorni. Per gli attuali compiti di decommissioning l'emendamento prevede che i lavori possano essere affidati a società esterne, purché con una partecipazione pubblica di almeno il 20 per cento.
Atomo comunque.
Ed ecco il provvedimento potenzialmente più dirompente: il "commissariamento" atomico del territorio. L'emendamento governativo affida al Governo una delega per predisporre entro il 30 giugno 2009 la normativa di base per il ritorno al nucleare (nelle vecchie promesse dell'Esecutivo tutto doveva essere fatto entro quest'anno) e prevede che se non verranno raggiunte le "necessarie intese" sul territorio il Governo potrà esercitare il "potere sostitutivo". In pratica: decisione d'imperio, espropri con la dichiarazione dell'area "di interesse strategico nazionale, soggetta a speciali forme di vigilanza e protezione". Andrea Gibelli, presidente leghista della commissione, sdrammatizza: "Si tratta di una estrema e poco augurabile possibilità per fronteggiare le opposizioni solo ideologiche e preconcette. Tutto rimarrà affidato a un confronto con il territorio che prevede importanti compensazioni locali, anche a livello tariffario, utili anche ad attrarre iniziative imprenditoriali e quindi occasioni di sviluppo".
In ogni caso per costruire le nuove centrali atomiche italiane viene confermato come modello preferenziale quello adottato in Finlandia: mega-consorzi che non comprendono solo gli operatori ma anche un pool di grandi consumatori che si impegnino in contratti pluriennali "take or pay" [Clausola dei contratti di acquisto (prevalentemente di gas), in base alla quale l'acquirente è obbligato a pagare la quantità minima, prevista dal contratto, anche se non la ritira] a prezzi prefissati. Consorzi che l'ultimo emendamento governativo estende anche all'eventuale partecipazione pubblica attraverso la Cassa depositi e prestiti.
(da Il Sole 24 ORE.com del 8 ottobre 2008)
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