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Ultimo Aggiornamento
venerdì 3 ottobre 2008

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Eolico italiano, anche per il 2008 attesa una crescita del 25%

- Dai primi dati provvisori per il 2008 è da attendersi una sostanziale riconferma delle prestazioni del settore registrate nel 2007: con un incremento del 25%, il settore eolico italiano potrebbe superare la soglia dei 3'400 MW a fine 2008. In termini assoluti, con un incremento di potenza installata di 650-700 MW che si andranno a sommare agli esistenti 2'727 MW, verrebbe quindi superato il record del 2007 in cui si sono installati ben 600 MW. Lo annuncia in una nota stampa NE Nomisma Energia presentando i primi risultati di WindIT, Osservatorio nazionale del settore dell'energia eolica.

La NE Nomisma Energia srl è stata creata dal centro studi Nomisma, società di studi economici fondata nel 1981 a Bologna, insieme ai ricercatori Davide Tabarelli e Alessandro Bianchi. Economia, energia e ambiente sono i settori che indaga, per rispondere alla domanda crescente di studi in questi ambiti da parte di istituzioni pubbliche e private. La società è suddivisa in sei aree di ricerca: Agricoltura e industria alimentare; Città, territorio e immobiliare; Industria, imprese e politica industriale; Programmi internazionali; Servizi Pubblici e pubblica amministrazione; Trasporti e logistica.

Secondo Giuseppe Mastropieri, responsabile dell'Osservatorio WindIT "dalle simulazioni di NE sulla base dei progetti autorizzati, nel 2009 la crescita del settore potrebbe rivelarsi decisamente più sostenuta grazie alla realizzazione di interventi di potenziamento della rete elettrica nazionale e alla riduzione dei tempi di fornitura delle turbine: la capacità installata potrebbe infatti attestarsi in un range tra 4'100 e 4'300 MW".

Al 2012 il contributo dell'eolico potrebbe raddoppiare rispetto ai livelli attuali. In uno scenario di simulazione basato sul consolidamento del sistema di incentivazione la potenza eolica installata potrebbe raggiungere 6'100 MW di cui 320 MW derivanti dal ripotenziamento degli impianti esistenti e 180 MW dai primi parchi offshore. "Sulle forti potenzialità di sviluppo dell'eolico – commenta Alessandro Bianchi, amministratore delegato di NE – pesano soprattutto le incertezze derivanti dal meccanismo di mercato dei certificati verdi e l'instabilità delle governance regionali spesso influenzate da veti locali come nel caso dell'eolico offshore".

Interessante il dato che emerge dall'analisi dei tempi autorizzativi. Risulta infatti che tutte le regioni sono distanti dalla previsione dell'Art. 12 del D.lgs. 387/2003 di 6 mesi come tempo massimo per il rilascio delle autorizzazioni: 16 mesi in Campania, 18 in Calabria, 23 in Sicilia, mentre in Puglia per ottenere una autorizzazione sono necessari mediamente quasi 25 mesi, senza considerare il Molise dove i tempi si allungano a 28 mesi.

In Sardegna il settore è praticamente fermo dal 2004 mentre in Basilicata nel mese di giugno sono stati emessi ben 68 dinieghi alle autorizzazioni. Esistono inoltre Regioni che non hanno ancora recepito nella propria normativa regionale l'autorizzazione unica prevista dal D.lgs. 387.

"Per giunta – si legge sempre nella nota - i tempi di autorizzazione, pur nelle differenziazioni regionali, sono destinati a crescere anche a causa di un numero eccezionalmente alto di richieste per circa 40'000 MW, spesso presentate da sviluppatori locali interessati al commercio delle autorizzazioni".

(da greenreport.it del 30 settembre 2008)


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