- Franco Garbini, un nostro lettore, alcune settimane fa ci aveva
chiesto – allegando un articolo dal titolo "I Reattori Nucleari Innovativi refrigerati a
Gas" – se potevamo commentarlo e se fosse verosimile che ci potesse essere in pochi anni
un sistema che renda sicuro l'impiego delle centrali nucleari?
Abbiamo girato la domanda all'ingegner Alex Sorokin, dell'InterEnergy srl - International
Consulting che così risponde:
Riguardo all'articolo che viene indicato, trattandosi di argomenti vecchi ormai di
trent'anni, non vale la pena di commentarli. Sono ormai superati.
Rispetto alla domanda se "E' verosimile che ci possa essere in pochi anni un sistema che
renda sicuro l'impiego delle centrali nucleari?" La mia risposta è che le nuove
generazioni di centrali diventano sempre un pochino più sicure di quelle vecchie, ma il
problema di fondo è quello di raggiungere la sicurezza passiva: ovvero abbandonando
l'impianto a sé, la centrale dovrebbe raggiungere da sola una condizione stabile di
sicurezza.
Esempi: se un tostapane brucia per un corto circuito basta staccare la spina ed aspettare che
si raffreddi.
Se un'auto prende fuoco basta allontanarsi un po' ed aspettare che la benzina nel serbatoio si
esaurisca. L'auto diventa un rottame fumante, ma innocuo.
Invece in una centrale nucleare, se abbandonata a sé (e si stacca la spina dalla
centrale), avviene inevitabilmente un evento simile a quello di Cernobyl.
Finora nessun impianto nucleare e neppure nessuna idea di progetto soddisfa il criterio della
sicurezza passiva. L'AP-1000 della westinghouse (a cui partecipa anche Ansaldo), progetto
più avanzato sotto questo aspetto, prevede un sistema di raffreddamento d'emergenza per
mezzo di una specie di grande piscina collocata in cima all'edifico, il cui contenuto di
acqua, in caso di incidente grave, viene fatto piovere a gravità (a caduta senza
necessità di pompare) sul contenimento e si ritiene che il relativo effetto di
raffreddamento sarà sufficiente per evitare la rottura del contenimento e la conseguente
fuoriuscita di materiale radioattivo.
I progettisti dell'AP-1000 sostengono che il contenuto di acqua della "piscina"
è sufficiente per garantire il raffreddamento del contenimento durante i primi giorni
critici di una eventuale incidente grave, e che successivamente ai primi giorni di fase
critica il raffreddamento ad aria (a ventilazione naturale) è sufficiente.
Ma cosa succede se, per un terremoto, caduta aereo oppure atto di guerra e di terrorismo, la
"piscina" viene danneggiata e perde tutto o parte del proprio contenuto di
acqua?
(da greenreport.it del 11 settembre 2008)
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