- "La 23esima conferenza solare tenutasi a Valencia ha confermato
la crescita rivoluzionaria in atto e contemporaneamente le nuvole che si profilano
all'orizzonte". Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club, comincia così il suo
odierno editoriale nel quale sciorina numeri di grande interesse per il fotovoltaico a livello
internazionale e anche del nostro Paese per il quale prevede "una crescita rapidissima,
con installazioni che potrebbero raggiungere i 1'500 MW già nel 2010".
Un risultato che significherebbe moltissimo per l'Italia che fino al 2005 registrava in questo
settore installazioni a livello di zero virgola qualcosa. Ma come si riuscirà a fare
questo balzo che nei fatti significa quintuplicare i megawatt previsti nel 2008?
"Queste stime – spiega Silvestrini - tengono conto di quattro fattori. Da un lato le
richieste per diversi GW di studi di connessione per centrali multi-megawatt denotano una
forte disponibilità ad investire, pur ipotizzando un alto tasso di mortalità dei
progetti. In secondo luogo, la riduzione dei costi dei moduli che si accentuerà nel
corso dei prossimi due anni. Quindi la revisione delle tariffe al raggiungimento del tetto
dei 1'200 MW che provocherà un'accelerazione delle installazioni. Infine, il taglio
degli incentivi in Germania e Spagna che renderà particolarmente interessanti gli
investimenti nel nostro paese. Insomma, uno scenario che deve essere governato con una
contemporanea accelerazione degli investimenti in corso per creare un'industria italiana del
fotovoltaico in modo da essere in grado, sul medio periodo, di soddisfare il mercato anche con
incentivi decisamente inferiori".
A livello internazionale, invece, i numeri sono già più importanti:
"Cominciamo con un dato – afferma sempre il direttore del Kyoto Club - quello della
Spagna, che a fronte dei 595 MW cumulativi alla fine del 2007, quest'anno registra un vero
boom che dovrebbe portarla a superare i 1'500 MW, con una crescita annuale che la pone vicina
ai valori della Germania. Il motivo è semplice. Alla fine di settembre cesserà la
validità delle attuali tariffe, molto generose in particolare per gli impianti a terra
che rappresentano larga parte dell'installato nella penisola iberica. Le proposte governative
che stanno circolando prevedono una riduzione degli incentivi del 30-35%. Le industrie del
comparto, attivissime, con una occupazione che ha ormai raggiunto le 26'000 unità,
stanno facendo pressioni per ottenere una discesa più graduale per evitare crisi
produttive. Questo provvedimento si affianca, del resto, a quello del governo tedesco che
prevede riduzioni del riconoscimento tariffario del 25% nel giro di tre anni. Ovviamente
questi interventi scontano una forte riduzione dei prezzi dei sistemi solari sul medio
periodo, grazie anche al fatto che tra il 2009 e il 2011 i colli di bottiglia della produzione
di silicio e wafer dovrebbero essere progressivamente superati".
E questo trend potrebbe, secondo l'Epia, l'associazione dei produttori solari, consegnare
all'Europa entro il 2020 un risultato davvero importante, che entusiasma Silvestrini:
"Secondo queste stime, molto superiori rispetto anche a quelle del recente passato, il
solare dovrebbe arrivare a soddisfare il 12% della domanda europea di elettricità. Alla
base di questo ottimistico scenario vi è la considerazione che la discesa dei prezzi
consentirà di garantire nei paesi del sud Europa, subito dopo il 2010, la produzione di
elettricità a valori inferiori rispetto al costo della bolletta e che quindi il mercato
si autoalimenterà anche in presenza di una drastica riduzione degli incentivi".
Dopo tante e faticose battaglie e nonostante assurde posizioni delle sovrintendenze che
cercano in ogni modo di ostacolare la proliferazione dei pannelli solari nei centri cittadini
troppo spesso con effimere motivazioni di impatto visivo, i numeri stanno finalmente dando
ragione ai sostenitori delle energie rinnovabili e in questo caso del fotovoltaico. Il
mercato, anche aiutato come è giusto che sia secondo noi dagli incentivi di Stato, sta
raccogliendo la sfida. La strada è lunga ma almeno questi numeri confermano che è
stata intrapresa. E non " poca cosa.
(da greenreport.it del 9 settembre 2008)
|