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Ultimo Aggiornamento
domenica 14 settembre 2008

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Energie rinnovabili per il futuro: bioedilizia e geotermia
di Domenico Sanino – Pro Natura

- La crisi energetica mondiale ed il continuo rincaro del petrolio spingono i politici e gli amministratori pubblici a proposte spesso fantasiose e onerose. Ciò che non si vuole in nessun modo accettare è l'idea del "risparmio" che non significa minor qualità della vita. Anzi! Si sa, ad esempio, che l'attività edilizia incide almeno per un terzo dei consumi totali di energia. Eppure si continuano a realizzare case e capannoni in cemento prefabbricato, senza preoccuparsi delle conseguenze per tutti di questo modo di costruire. Troppo spesso i committenti badano unicamente al costo immediato e non pensano alle conseguenze ambientali delle loro azioni. Si parla della necessità di ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento o il raffreddamento domestico per diminuire l'inquinamento atmosferico e contrastare il continuo aumento dei prezzi dei combustibili fossili, ma, poi, all'atto pratico, non si applicano quelle elementari forme di protezione ed isolamento attuate ormai da molti anni nei paesi del Nord Europa. Le esperienze positive di queste nazioni dimostrano che una coibentazione ben progettata e realizzata correttamente è la via più pratica e più economica per la salvaguardia del nostro ambiente dai gas di scarico prodotti dai sistemi di riscaldamento tradizionali. Tra i materiali più antichi e più facili da utilizzare c'è il legno. Oggi si possono costruire case in legno, belle e confortevoli come quelle in muratura, ma che garantiscono un ottimo isolamento acustico e termico. E non bisogna andare in Scandinavia, perché in Italia abbiamo fior fiore di società in grado di progettare e realizzare ottime case durevoli e che rispondono in pieno alle esigenze di risparmio energetico.

C'è poi, accanto alla bioedilizia, la ricerca di fonti alternative per il riscaldamento, come il solare, ma anche il geotermico. Quando si parla di quest'ultimo, si pensa ai soffioni boraciferi di Lardarello e alle aree vulcaniche. Invece, ovunque, specialmente in montagna, è possibile sfruttare il calore interno terrestre per riscaldarsi. Infatti, a mano a mano che si scende all'interno della terra la temperatura aumenta di ben 3 gradi centigradi ogni cento metri. Basta sfruttare questo piccolo divario termico tra l'interno e la superficie per riscaldarsi. Anche in questo caso si tratta di una tecnologia da anni applicata in molti paesi, ma che da noi stenta a prendere piede, anche per la mancanza di incentivi economici pubblici. Dunque, volendo si può risparmiare, ma soprattutto ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, senza ricorrere a costose e poco sicure fonti energetiche.

(da la Gazzetta.info del 1 settembre 2008)


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