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Ultimo Aggiornamento
giovedì 3 luglio 2008

© Neo
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Nucleare, per gli italiani è una scelta quasi obbligata

- [A parte il titolo ed i commenti del giornalista, il sondaggio esprime dei risultati interessanti e, per certi versi, anche confortanti come il dato dell'82.5% che vorrebbe si investisse sulle rinnovabili piuttosto che su una fonte esauribile come il nucleare, oppure ancora quello del 70.5% che teme per i danni ambientali che potrebbero provocare le nuove centrali definite sicure]

Gli italiani sono consapevoli della necessità di individuare delle fonti energetiche alternative al petrolio, che è in via di esaurimento. La maggioranza è orientata sull'utilizzo dell'energia solare ma considera una scelta quasi obbligata la scelta del nucleare pur temendo possibili danni ambientali. E' quanto emerge da un sondaggio di opinione su scala nazionale realizzato da Telesurvey, società di Ricerche di Mercato e Servizi integrati, dopo aver effettuato 200 interviste telefoniche ad un campione rappresentativo della popolazione italiana in età di voto. Il primo dato registrato è che per la maggioranza degli intervistati (il 45,0%) la fonte energetica che dovrebbe essere maggiormente utilizzata è quella solare. Il 25,0% ha invece indicato l'energia nucleare, il 12,0% quella idroelettrica prodotta sfruttando la forza dell'acqua, il 7,5% quella derivante dalla combustione dei rifiuti vegetali (biomasse) e il 6,5% quella eolica prodotta dalla forza del vento.

Sull'opportunità di costruire nel territorio nazionale delle centrali nucleari di nuova generazione e sicure, il distacco tra favorevoli e contrari è di un solo punto percentuale: il 49,5% è contrario e il 48,5% favorevole. "Le cose cambiano radicalmente quando si affronta in dettaglio il tema della sicurezza, ossia dei possibili rischi ambientali collegati alla produzione di energia nucleare. - afferma Gianni Bozzeda, presidente di Telesurvey - Il 70,5% degli intervistati, infatti, nonostante le nuove centrali siano considerate sicure, teme per i danni ambientali che potrebbero derivarne. Soltanto il 27,0% non condivide questa preoccupazione".

Lo smaltimento delle scorie radioattive è il fattore che preoccupa la maggioranza degli intervistati (83,5%). Ma dal punto di vista dell'autonomia energetica, il 68,0% del campione ritiene che sarebbe meglio avere delle proprie centrali nucleari, anziché acquistare energia prodotta da quelle presenti nelle nazioni vicine, rischiando di subire lo stesso dei danni ambientali. Soltanto il 29,0% non condivide questa posizione.

Il 58,0% degli intervistati è d'accordo nel sostenere che l'energia nucleare sia una scelta quasi obbligata, a fronte del crescente fabbisogno energetico del Paese. Ma il 40,5% non è d'accordo su questa soluzione. L'82,5% del campione è, infine, d'accordo nel ritenere che l'uranio, come il petrolio, è comunque una fonte energetica esauribile e, di conseguenza, sarebbe meglio investire sull'energia rinnovabili come quella eolica o solare.

(da lastampa.it del 2 luglio 2008)


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