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Ultimo Aggiornamento
sabato 18 ottobre 2008

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Quarta generazione? Solo se sicuro e pulito
di Enrico Lorenzini - professore all'Università di Bologna

- E' terribile: da parte di molti si vuole raccogliere la coda di questo nucleare morente, ma poi gli stessi si confondono tra terza e quarta generazione, e già poiché è necessario dire quale 'terza' o quale 'quarta', perché si ha a che fare con termini non univoci.
Molti di noi lavorarono direttamente o indirettamente per la realizzazione della centrale a neutroni veloci Superphénix di Creys-Melville, enorme passo in avanti per lo sviluppo del nucleare, ma la sicurezza dell'impianto ahimè non offriva e non offre reali garanzie o certezze.
Io stesso progettai - assieme a un collega - lo schema base e lo studio collegato del progetto esecutivo di un impianto per lo studio dei "fuochi di sodio". Impianto poi realizzato al Brasimone e donato, pare, ai cinesi, inopinatamente e sconsideratamente.

Poi venne Chernobyl e in Italia a poco a poco si chiusero anche i corsi di laurea in Ingegneria nucleare, mentre Enel apriva concorsi per gli ingegneri, esclusi i nucleari e l'Enea stesso cambiò significato e rotta.
Si sta ora accendendo un dibattito sul nucleare, caratterizzato da grande confusione tecnica. Ermete Realacci sul Sole 24 Ore del 23 maggio dice che questo nuovo indirizzo è una scelta ideologica. Purtroppo non credo sia nel vero, queste scelte non sono mai ideologiche, ma economiche, purtroppo senza una base, a mio avviso, di reale studio scientifico - tecnico e di conoscenza.
Addirittura Alfonso Urso dice (Il Sole 24 Ore del 25 maggio) che "i tempi sono maturi per la scelta responsabile del nucleare, come dimostrano le reazioni positive delle forze produttive e sociali e della stessa Chiesa cattolica (!)". Non sapevo che l'undicesimo comandamento o l'ultima enciclica, fosse "fare il nucleare"!, ma rimaniamo seri.

E Casini tuona: "Ritorno immediato al nucleare". Che cosa significa ciò? Semplicemente che si vuole il nucleare, comunque e qualunque. Afferma Scajola: il primo impegno è il rilancio (??) del nucleare di IV generazione, ed entro il 2013 (Il Sole 24 Ore del 23 maggio).
L'ad confermato di Enel Conti (Il Sole del 25 maggio) gli fa eco: "quattro anni per quattro centrali di terza generazione evoluta che potrebbero entrare in funzione già intorno al 2016 per fornire almeno il 10% dell'elettricità necessaria all'Italia". Se almeno Conti che è un tecnico ci dicesse a che cosa si riferisce il 10% sarebbe bello (cioè energia di picco, media, minima). Poi aggiunge sempre Conti: "bollette elettriche più tenui del 20%...". Con quattro centrali dal 2016? Basta fare delle percentuali e l'affermazione si commenta da sé.
In realtà le centrali di terza generazione sono superate e bisogna prevederne la sostituzione e ringraziamo Dio che non ci troviamo anche tutti i problemi di questo nucleare. Ciò lo dice il nuclearista Garwin, padre assieme a Teller della bomba a idrogeno. Infatti il problema è la gestione delle scorie, il decommissing e il ciclo del combustibile tutto, che noi in Italia non siamo in grado di gestire. Tutti costi che non vengono seriamente considerati e valutati.
E' questo il nucleare che si vuole? O si vuole il nucleare di quarta generazione? Ma che cosa è? Un reattore di IV generazione è tale se soddisfa almeno otto punti fondamentali che vengo a riassumere molto sinteticamente.

Nessuna emissione inquinante in atmosfera, e vita media a lungo termine (20 anni di funzionamento ininterrotto) con elevata efficienza di consumo del combustibile, e soprattutto devono minimizzare le scorie nucleari radioattive.
Deve essere eliminata la necessità di prevedere un piano di emergenza in caso di incidente e quindi una intrinseca sicurezza nucleare. Ciò riguarda sia la sede del reattore, sia il trasporto del materiale nucleare, il suo uso e immagazzinamento.
Non venga dato luogo alla proliferazione nucleare di uso militare.
Essere economicamente vantaggioso rispetto alle altre fonti di energia elettrica.
In conclusione il processo è tutto da riavviare, ma senza fabulatori, bensì con esperti veri e indipendenti.

(da Il Sole 24 ORE.com del 17 giugno 2008)


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