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Ultimo Aggiornamento
domenica 8 giugno 2008

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Nucleare, in Italia nuovo scontro "Non c'è alcuna sicurezza"
di Luca Iezzi

Roma - Il 2013, anno di avvio dei lavori della prima centrale nucleare italiana, si allontana. Il lungo cammino che il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, aveva previsto per il ritorno dell'atomo in Italia, trova il primo ostacolo a Krsko, in Slovenia, a soli 130 Km da Trieste. Netta battuta d'arresto per nuclearisti, rinvigoriti da settimane dalle parole del ministro: "Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente".

Invece, secondo l'ex ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, "l'ennesimo incidente ad una centrale nucleare poco distante da Trieste dimostra ancora una volta che il nucleare è estremamente pericoloso. Il futuro dell'energia è nelle rinnovabili e nel solare e non nel nucleare radioattivo, costoso e rischioso".

"Queste sarebbero le centrali nucleari sicure che vogliono costruire anche in Italia? - si chiede il presidente dell'Idv Antonio Di Pietro - Quelle per cui la Ue lancia l'allarme atomico? Sono soldi sprecati per una tecnologia pericolosa e obsoleta".

Gli risponde il vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "Sarebbe bene che l'opposizione smettesse con questo suo atteggiamento irresponsabile, stile sciacallo. Ogni occasione è buona per strumentalizzare. La politica del no nell'ambiente ha generato, fra i tanti problemi, anche l'emergenza rifiuti in Campania".

"Invitiamo il governo a prendere tutte le informazioni del caso e a chiarire al più presto la natura e l'entità di quanto accaduto" chiede Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente del governo ombra del Pd. Al di là della polemica politica, tra gli antinuclearisti cresce la convinzione che il clamore dell'incidente sottrarrà il dibattito alle pressioni delle grandi aziende elettriche, tutte favorevoli alla costruzione delle nuove centrali. Per convincere l'opinione pubblica non basteranno i supersconti in bolletta promessi da Scajola per quei comuni che accetteranno di ospitare le centrali nucleari italiani.

"La verità è che c'è sempre chi è pronto a speculare sulla paura - sottolinea Chicco Testa - dovremmo piuttosto sentirci rassicurati che in questo caso i sistemi di sicurezza hanno dimostrato di esserci e di funzionare. Agitare la paura del nucleare, quando in Italia siamo riusciti a farci del male con i rifiuti solidi urbani mi sembra fuori luogo". Insiste il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan: "Ipocrita pagare una bolletta energetica molto superiore a quella di altri Paesi e poi subire anche le eventuali conseguenze negative che, in caso di incidente, ci sarebbero lo stesso".

(da repubblica.it del 5 giugno 2008)


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