Canton - Una lettera di intenti è stata firmata oggi a Canton per
la realizzazione di un laboratorio congiunto sino-italiano sulle energie rinnovabili tra Enea,
industrie italiane, industrie cinesi e il Dipartimento di scienze e tecnologie della provincia
del Guangdong, una delle aree a più alto sviluppo industriale ed economico.
Il presidente dell'Enea, Luigi Paganetto, è in visita in Cina alla guida di una
delegazione italiana. Oltre a rappresentanti dell'Ente fanno parte della delegazione imprese
legate ad attività di trasferimento tecnologico di Enea nel settore delle energie
rinnovabili. Le imprese sono: Tolo Energia, Donati Group e Angelantoni Industrie.
La Cina – ricorda l'Enea in una nota -, che ha una crescente "fame" di energia, ha
in corso un grande sforzo industriale che, tenendo conto dei sempre più stringenti
vincoli ambientali, metta a disposizione del Paese tecnologie innovative per il miglior
sfruttamento delle energie rinnovabili (solare, eolico, biomasse, ecc...). In questo quadro si
inserisce l'interesse della Cina a collaborare con l'Enea per poter disporre immediatamente
dei risultati della ricerca e dello sviluppo industriale italiano. La delegazione sarà
ricevuta a Pechino dal vice ministro della scienza e della tecnologia (MOST) Shang Yong. Tra i
numerosi incontri è prevista una visita all'Istituto nucleare e nuove tecnologie di
Pechino.
Un'iniziativa certamente importante e un'occasione di business ambientale virtuosa. Viene il
dubbio, però, che dietro questo accordo se ne celi prossimamente un altro relativo
all'energia nucleare di certo meno entusiasmante... Come noto, infatti, l'Enea ha una
posizione piuttosto nuclearista e anche nell'ultimo workshop dal titolo "Enea e la
ricerca sul nucleare", il presidente Paganetto aveva detto che "nel nostro Paese il
mantenimento della cultura e delle competenze nel settore nucleare è affidato all'Enea
(Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente), responsabile del presidio scientifico
e tecnologico nazionale sull'intera filiera nucleare. Stiamo assistendo in tutti i settori
dell'energia ad un rapido cambiamento tecnologico che è diventato l'elemento dominante
per la competitività del nostro assetto energetico. Lo sforzo di ricerca che il paese e
l'Enea devono affrontare nel settore nucleare è quello della partecipazione alla
realizzazione della macchina europea per la fusione (progetto Iter) e quello dello sviluppo
delle nuove tecnologie per il nucleare da fissione. Lo sviluppo delle tecnologie nucleari ha
bisogno di competenze. E' necessario investire sulla ricerca, in collaborazione con il mondo
accademico e industriale, sulla formazione e sulle professionalità necessarie".
Va ricordato inoltre che l'industria nucleare cinese è strettamente legata allo sviluppo
di armi atomiche ed all'ammodernamento di quelle che già possiede, quindi – senza fare i
processi alle intenzioni – è bene che gli accordi tra l'Enea e la Cina restino sul piano
delle rinnovabili.
(dal greenreport.it del 24 aprile 2008)
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