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Ultimo Aggiornamento
domenica 16 dicembre 2007

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Casa calda casa. L'Italia mette il Sole sul tetto
di Francesco Grignetti

Roma - Gli italiani amano il sole e si preoccupano di non sprecare energia. Molto più di quanto si creda sta prendendo piede una nuova coscienza ecologista. E poi, parlando di sole, ossia di un'energia a costo zero e incentivata dallo Stato, c'entra il risparmio. Risultato: quest'anno 40 mila famiglie (ma al ritmo attuale si arriverà a 50 mila) hanno presentato domanda all'Enea, l'Ente per le energie alternative, per ottenere gli incentivi previsti nella Finanziaria. Gli interventi che vanno per la maggiore sono di tre tipi: impianto di acqua calda da energia solare, impianto produttore di energia elettrica da fotovoltaico, sostituzione delle finestre con modelli a doppio vetro. Tanti risparmi per ottenere un buon risparmio complessivo.
All'Enea si fregano le mani. "Ognuno di questi interventi rappresenta un risparmio di energia primaria pari a 5 mila kilovattora annui". Risparmi veri. Perché basta girare per l'Italia, specie dove ci sono villette unifamiliari, e l'impianto solare sul tetto comincia a vedersi spesso.
Il risparmio reale, poi, è doppio. Non solo in termini di bolletta petrolifera, ma anche di inquinamento. "Come emissioni - spiega Americo Carderi, che studia il settore per conto dell'Enea - dobbiamo considerare che mediamente ciascuno di questi interventi significa una tonnellata di CO2 risparmiata all'atmosfera. Saranno 50 mila tonnellate evitate ogni anno per i decenni futuri".
Inutile dire che a convincere gli italiani sono stati gli incentivi statali. La Finanziaria 2007 prevedeva il rimborso delle spese sostenute in misura del 55%. E molti hanno drizzato le orecchie. Ai call center e al sito dell'Enea si sono rivolti in 12 mila per avere informazioni. Quasi tutti professionisti del settore - termoidraulici, falegnami e costruttori d'infissi - che hanno dato il via a un tam-tam virtuoso. E quest'anno, grazie alla Finanziaria 2008, si replica. Con una importante novità: il famoso 55% era suddiviso in tre tranche e si recuperava dall'Irpef. Ma per tanti era una beffa. Una larga fascia di popolazione in troppi casi pagava meno tasse del rimborso stesso. E quindi addio incentivo. Dall'anno prossimo si cambia: il rimborso si può spalmare in 10 rate, quindi la detrazione annua è minore e per molti tornerà l'interesse economico.
Infine una notazione agrodolce. Una delle conseguenze del risveglio del mercato degli impianti solari è l'impennata dei prezzi. C'è chi si lamenta perché l'impianto più semplice, da quando ci sono gli incentivi, costa il doppio o quasi. Sui forum specializzati le lamentele fioccano. Ma è il gioco della domanda e dell'offerta. Scorrendo i siti, c'è chi è entusiasta del suo pannello solare che produce tanta acqua calda gratuita. Uno scrive dalla Sardegna: "Il mio impianto, 4 metri quadri di pannelli e serbatoio da 200 litri, con meno di tre ore di sole al giorno mi dà acqua tra i 34º e 41º. Uso altri pannelli per integrare il riscaldamento con serpentine a pavimento. In casa ho temperature costanti attorno a 18º e risparmio oltre il 90% del gas". Racconta l'ingegner Agostinelli, che è uno del settore, e in casa i pannelli li ha installati da tempo: "Per una famiglia il risparmio è enorme poiché permette di ammortizzare la spesa iniziale in 3-4 anni".
Più complicato il mondo del fotovoltaico, ovvero l'autoproduzione di energia elettrica. Con 7 mila euro si comprano 7-8 metri quadri di pannelli da sistemare sul tetto o in giardino. E' quanto basta per ottenere un chilowattora. Se poi ci si collega al contatore elettronico, l'energia eccedente la si può vendere all'Enel. Alla fine dell'anno una famiglia dovrebbe portare a casa circa 500 euro. Si ammortizzano le spese in 15 anni e per almeno altri 10 ci si guadagna. Ma è la soddisfazione di fare da sé che è impagabile.

"Puliti e belli: abiteremo così"
di Antonella Mariotti
Esistono mobili belli e funzionali a basso prezzo. Chi non ha in casa un pezzo Ikea? Perché non si possono realizzare case altrettanto belle e funzionali a basso prezzo? Ci preoccupiamo sempre di cosa mettere dentro le abitazioni e troppo poco di come sono fatte e di come farle belle senza che costino troppo.
A parlare così non è il presidente dell'associazione consumatori che si scaglia contro il caro-mutui, ma uno degli architetti più famosi nel campo delle innovazioni tecnologiche ed ecosostenibili. E' Mario Cucinella, nel consiglio nazionale del desing voluto dal ministro Rutelli e pluripremiato: i suoi progetti sono a impatto zero, o quasi.
Architetto, una casa sostenibile può essere anche bella? O siamo costretti a tenerci sul tetto metri quadrati di pannelli solari o fotovoltaici?
"La nostra proposta è proprio quella di una casa bella, per tutti, che non inquini, anzi che produca energia. Il progetto che abbiamo presentato è quello di un'abitazione di 100 metri quadri a 100 mila euro. Che ogni anno consuma poco più di 600 euro sia per scaldare sia per rinfrescare. Il nostro slogan è 50 mila euro li paghi tu, 50 mila li paga il sole".
Così poco?
"Sì: molti Comuni ci hanno già chiamato per fare con quel progetto edilizia pubblica. Il fatto è che nel settore immobiliare il guadagno, spesso, è del 600%. Le case però non devono costare così tanto, soprattutto quelle nuove. Noi stiamo lavorando su questa linea oltre che sulla sostenibilità, cioè su tutte le tecnologie che ci consentono di risparmiare energia e non inquinare".
In pratica che cosa significa?
"La 'nostra' casa, su 100 metri quadrati, ne ha 30 di pannelli fotovoltaici: si tratta di una spesa di circa 18 mila euro, con 250 euro di credito al mese. E' un'abitazione a 'misura di desiderio'".
Più che un desiderio sembra un sogno: la casa riesce a produrre invece di consumare.
"Le case del futuro saranno così. Se ripensiamo la casa come momento di incontro, anche questa filosofia potrebbe farci risparmiare. Per esempio si può pensare a palazzi dove ci sono lavanderie in comune come in America. E poi basta con quei casermoni tutti uguali: si pensa prima all'architettura della casa e poi alle persone e invece dovrebbe essere il contrario".
Riuscirete davvero a realizzare il vostro progetto?
"Se le amministrazioni comunali ce lo consentissero, potremmo costruire anche a 700 euro al metro quadrato. La questione è tutto qui: potersi comprare una bellissima casa a misura di desiderio, a basso impatto ambientale e, quindi, a basso costo".

(da lastampa.it del 14 dicembre 2007)


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