Roma - Gli italiani amano il sole e si preoccupano di non
sprecare energia. Molto più di quanto si creda sta prendendo piede una nuova
coscienza ecologista. E poi, parlando di sole, ossia di un'energia a costo zero e
incentivata dallo Stato, c'entra il risparmio. Risultato: quest'anno 40 mila famiglie
(ma al ritmo attuale si arriverà a 50 mila) hanno presentato domanda all'Enea,
l'Ente per le energie alternative, per ottenere gli incentivi previsti nella
Finanziaria. Gli interventi che vanno per la maggiore sono di tre tipi: impianto di
acqua calda da energia solare, impianto produttore di energia elettrica da
fotovoltaico, sostituzione delle finestre con modelli a doppio vetro. Tanti risparmi
per ottenere un buon risparmio complessivo.
All'Enea si fregano le mani. "Ognuno di questi interventi rappresenta un
risparmio di energia primaria pari a 5 mila kilovattora annui". Risparmi veri.
Perché basta girare per l'Italia, specie dove ci sono villette unifamiliari, e
l'impianto solare sul tetto comincia a vedersi spesso.
Il risparmio reale, poi, è doppio. Non solo in termini di bolletta petrolifera,
ma anche di inquinamento. "Come emissioni - spiega Americo Carderi, che studia il
settore per conto dell'Enea - dobbiamo considerare che mediamente ciascuno di questi
interventi significa una tonnellata di CO2 risparmiata all'atmosfera. Saranno 50 mila
tonnellate evitate ogni anno per i decenni futuri".
Inutile dire che a convincere gli italiani sono stati gli incentivi statali. La
Finanziaria 2007 prevedeva il rimborso delle spese sostenute in misura del 55%. E
molti hanno drizzato le orecchie. Ai call center e al sito dell'Enea si sono rivolti
in 12 mila per avere informazioni. Quasi tutti professionisti del settore -
termoidraulici, falegnami e costruttori d'infissi - che hanno dato il via a un tam-tam
virtuoso. E quest'anno, grazie alla Finanziaria 2008, si replica. Con una importante
novità: il famoso 55% era suddiviso in tre tranche e si recuperava dall'Irpef.
Ma per tanti era una beffa. Una larga fascia di popolazione in troppi casi pagava meno
tasse del rimborso stesso. E quindi addio incentivo. Dall'anno prossimo si cambia: il
rimborso si può spalmare in 10 rate, quindi la detrazione annua è minore e
per molti tornerà l'interesse economico.
Infine una notazione agrodolce. Una delle conseguenze del risveglio del mercato degli
impianti solari è l'impennata dei prezzi. C'è chi si lamenta perché
l'impianto più semplice, da quando ci sono gli incentivi, costa il doppio o
quasi. Sui forum specializzati le lamentele fioccano. Ma è il gioco della
domanda e dell'offerta. Scorrendo i siti, c'è chi è entusiasta del suo
pannello solare che produce tanta acqua calda gratuita. Uno scrive dalla Sardegna:
"Il mio impianto, 4 metri quadri di pannelli e serbatoio da 200 litri, con meno
di tre ore di sole al giorno mi dà acqua tra i 34º e 41º. Uso altri
pannelli per integrare il riscaldamento con serpentine a pavimento. In casa ho
temperature costanti attorno a 18º e risparmio oltre il 90% del gas".
Racconta l'ingegner Agostinelli, che è uno del settore, e in casa i pannelli li
ha installati da tempo: "Per una famiglia il risparmio è enorme poiché
permette di ammortizzare la spesa iniziale in 3-4 anni".
Più complicato il mondo del fotovoltaico, ovvero l'autoproduzione di energia
elettrica. Con 7 mila euro si comprano 7-8 metri quadri di pannelli da sistemare sul
tetto o in giardino. E' quanto basta per ottenere un chilowattora. Se poi ci si
collega al contatore elettronico, l'energia eccedente la si può vendere all'Enel.
Alla fine dell'anno una famiglia dovrebbe portare a casa circa 500 euro. Si
ammortizzano le spese in 15 anni e per almeno altri 10 ci si guadagna. Ma è la
soddisfazione di fare da sé che è impagabile.
"Puliti e belli: abiteremo così" di Antonella Mariotti
Esistono mobili belli e funzionali a basso prezzo. Chi non ha in casa un pezzo Ikea?
Perché non si possono realizzare case altrettanto belle e funzionali a basso
prezzo? Ci preoccupiamo sempre di cosa mettere dentro le abitazioni e troppo poco di
come sono fatte e di come farle belle senza che costino troppo.
A parlare così non è il presidente dell'associazione consumatori che si
scaglia contro il caro-mutui, ma uno degli architetti più famosi nel campo delle
innovazioni tecnologiche ed ecosostenibili. E' Mario Cucinella, nel consiglio
nazionale del desing voluto dal ministro Rutelli e pluripremiato: i suoi progetti sono
a impatto zero, o quasi.
Architetto, una casa sostenibile può essere anche bella? O siamo costretti a
tenerci sul tetto metri quadrati di pannelli solari o fotovoltaici?
"La nostra proposta è proprio quella di una casa bella, per tutti, che non
inquini, anzi che produca energia. Il progetto che abbiamo presentato è quello
di un'abitazione di 100 metri quadri a 100 mila euro. Che ogni anno consuma poco
più di 600 euro sia per scaldare sia per rinfrescare. Il nostro slogan è
50 mila euro li paghi tu, 50 mila li paga il sole".
Così poco?
"Sì: molti Comuni ci hanno già chiamato per fare con quel progetto
edilizia pubblica. Il fatto è che nel settore immobiliare il guadagno, spesso,
è del 600%. Le case però non devono costare così tanto, soprattutto
quelle nuove. Noi stiamo lavorando su questa linea oltre che sulla sostenibilità,
cioè su tutte le tecnologie che ci consentono di risparmiare energia e non
inquinare".
In pratica che cosa significa?
"La 'nostra' casa, su 100 metri quadrati, ne ha 30 di pannelli fotovoltaici: si
tratta di una spesa di circa 18 mila euro, con 250 euro di credito al mese. E'
un'abitazione a 'misura di desiderio'".
Più che un desiderio sembra un sogno: la casa riesce a produrre invece di
consumare.
"Le case del futuro saranno così. Se ripensiamo la casa come momento di
incontro, anche questa filosofia potrebbe farci risparmiare. Per esempio si può
pensare a palazzi dove ci sono lavanderie in comune come in America. E poi basta con
quei casermoni tutti uguali: si pensa prima all'architettura della casa e poi alle
persone e invece dovrebbe essere il contrario".
Riuscirete davvero a realizzare il vostro progetto?
"Se le amministrazioni comunali ce lo consentissero, potremmo costruire anche a
700 euro al metro quadrato. La questione è tutto qui: potersi comprare una
bellissima casa a misura di desiderio, a basso impatto ambientale e, quindi, a basso
costo".
(da lastampa.it del 14 dicembre 2007)
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