Genova - I manager della ligure Ansaldo Nucleare,
società di Finmeccanica controllata da Ansaldo Energia, non nascondono
l'orgoglio per la bandiera italiana che sventola sulla centrale di Cernavoda, due
reattori nucleari, sulle rive del Danubio, in Romania a 160 chilometri da Bucarest.
Con il primo ministro Calin Popescu-Tariceanu e il ministro dell'Economia Varujan
Vosganian si festeggia l'inaugurazione del secondo reattore, altri 700 MW di potenza
che raddoppiano la quota di elettronucleare in Romania portandola al 20% della
produzione di energia nel Paese.
E' il risultato anche del lavoro degli "ansaldini": i tecnici
italiani che hanno vissuto qui quattro anni e mezzo per lavorare alla realizzazione
degli impianti. Un progetto italo-canadese. La joint venture tra Ansaldo Nucleare e
Atomic Energy of Canada Limited, che aveva già realizzato la prima unità
della centrale inaugurata nel 1996, è al suo secondo traguardo in Romania, e
guarda ora con fiducia alla gara per il raddoppio della centrale con la costruzione
delle unità per un terzo ed un quarto reattore.
Un progetto che vale oltre 2 miliardi di euro. Il nuovo obiettivo in Romania,
dove gli italiani lavorano nel settore da 30 anni, spiega l'ad di Ansaldo Nucleare
Roberto Adinolfi, è acquisire "una quota significativa" della commessa
riproponendo l'alleanza con i canadesi: "La nostra vera forza - sottolinea -
è quella di poter replicare un progetto già realizzato due volte con
successo". La realizzazione dei due nuovi impianti, per aumentare di altri 1'400
MW la produzione elettronucleare, è un progetto del valore stimato tra 2,2 e 2,5
miliardi di euro.
Per il secondo reattore inaugurato la scorsa settimana, su una commessa del
valore di 900 milioni di euro, la j.v. italocanadese, capofila del progetto, si è
aggiudicata lavori per 375 milioni (123 milioni circa la quota italiana). La
società pubblica romena Nuclearelectrica, che gestisce la centrale, in vista
della costruzione delle due nuove unità ha per la prima volta offerto a partner
privati una partecipazione agli investimenti ed alla futura gestione. Una
manifestazione di interesse è stata presentata anche da Enel, che in Romania
è il primo operatore nella distribuzione con 3 reti e 2,5 milioni di clienti.
"Il progetto per il terzo ed il quarto reattore è sulla buona strada,
analizzeremo presto le offerte", ha indicato il primo ministro romeno. Intanto
Ansaldo, ferma in Italia dal referendum sul no al nucleare, si impone all'estero, e
vede già altre "buone opportunità". L'ad Roberto Adinolfi lo ha
detto accennando al mercato Usa ed annunciando una partecipazione in Cina, con
Westinghouse, "per un reattore nucleare innovativo" da realizzare a nord di
Shangai. Ansaldo realizzerà il grande scrigno metallico che conterrà il
reattore della capacità di 1'100 MW.
(da lanuovaecologia.it del 8 Ottobre 2007)
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