Roma -
«Mi auguro che ora sia avviata una rapida ricognizione sull'intesa con i francesi e la ricerca di altre soluzioni»: con queste parole, mercoledì 7 febbraio, il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani ha affidato a un'agenzia di stampa il commento sul rinnovo del consiglio d'amministrazione di Sogin.
La frase ha allarmato il sindaco di Caorso, Fabio Callori: «Altre soluzioni per cosa? Per il deposito nazionale o per il trasporto del combustibile? Mi auguro che sia stato il giornalista a scrivere male e non Bersani ad avere intenzione di cambiare qualcosa sul trasferimento all'estero del combustibile».
La società transalpina Areva (ex Cogema), secondo alcune fonti, avrebbe chiesto a Sogin di firmare il contratto entro il 6 marzo, «pena la possibilità di rivedere o addirittura rompere l'accordo»; ma il neopresidente Cumo sarebbe intenzionato a studiare senza fretta la bozza di contratto stilata dal suo predecessore.
«Se sarà il caso – ha aggiunto Callori – noi sindaci del Coordinamento dei Comuni sedi di impianti nucleari chiederemo la nomina di un commissario straordinario per firmare il contratto».
Bersani ha inoltre ribadito che in Italia non si potrà parlare di ritorno al nucleare fino a quando non sarà stato risolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive: «quello delle scorie è effettivamente il problema principale di questa tecnologia», ha detto Bersani, aggiungendo che – oltretutto – in caso di ritorno all'atomo «dovremmo caricare in bolletta l'ira di Dio».
(da la Gazzetta.info del 15 febbraio 2007)
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