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Ultimo Aggiornamento
domenica 5 aprile 2009

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Bersani: «I Comuni con impianti nucleari non diventeranno sede del deposito nazionale»
Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo Economico

Lucca - Nel corso di un vertice intergovernativo, Italia e Francia hanno raggiunto un accordo sul riprocessamento di 235 tonnellate di scorie nucleari italiane. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha spiegato la road map per rendere il nostro Paese pronto ad accogliere i rifiuti in un deposito di superficie entro il 2025, ma con il rammarico di dover procedere nel solco di decisioni prese dal precedente Governo che aveva scelto di costruire a Scanzano il primo deposito geologico del mondo senza un confronto con gli enti locali. «Negli anni di governo del centrosinistra avevamo deciso di lavorare per un sito di superficie nazionale - ha ricordato Bersani - ma il Governo successivo ha deciso altrimenti». Con l'accordo di oggi, che prevede un trasferimento temporaneo delle scorie in Francia e l'individuazione in 10-15 anni di un deposito in Italia, «si svolta. Stiamo imboccando una strada per riavviare un percorso nazionale».

L'accordo prevede che 235 tonnellate di combustibile irraggiato italiano sia trattato sul territorio francese e vengano consegnati dal 2007 alla metà del 2012. Questi rifiuti saranno riportati in Italia, in contenitori di rifiuti condizionati, tra il primo gennaio 2020 e il 31 dicembre 2025. «I Comuni interessati dalla presenza di impianti nucleari – ha detto Bersani – possono stare tranquilli: non diventeranno sede del deposito nazionale». Il calendario di previsione del rientro sarà stabilito tra il 2015 e il 2018. L'individuazione del sito, a cui dal 2009 lavorerà un'apposita organizzazione, avverrà nel 2012 da parte del ministro dello Sviluppo di concerto con la Conferenza Stato-Regioni: nel 2008 si porrà mano alla revisione della legge 368/2003. Bersani ha inoltre ribadito «l'opinione critica sull'operato di Sogin» e ha anticipato che, in forza di un articolo della legge Finanziaria, nei prossimi mesi il consiglio d'amministrazione di Sogin verrà destituito e sostituito con la nomina di tre membri, «privilegiando le competenze tecniche».

(da la Gazzetta.info del 1 dicembre 2006)


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