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Ultimo Aggiornamento
domenica 4 gennaio 2009

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La Commissione Europea: «I piani di emergenza devono essere resi noti»
di Alessia Nasi

- L'Italia è stata deferita dalla Commissione Europea alla Corte di giustizia per la mancata applicazione delle disposizioni Euratom sui piani di emergenza radiologica.

Il tutto era partito da una lettera inviata nel 2000 da Legambiente Vercelli, che aveva sollevato il problema dei piani di emergenza non pubblicizzati, ai sindaci di Saluggia (VC) e Trino (VC), ai presidenti di Provincia e Regione e al Prefetto di Vercelli, ai quali veniva chiesto, ciascuno per la propria competenza, di verificare se i vari responsabili avessero adempiuto all'obbligo di informazione preventiva della popolazione prevista dalle norme di legge per gli impianti nucleari situati sul territorio vercellese.

Un decreto legislativo del '95 prevede infatti che la popolazione che rischia di essere interessata da un'emergenza radiologica debba essere informata e regolarmente aggiornata sulle misure di protezione sanitaria applicabili nei casi di emergenza, nonché sul comportamento da adottare in caso di emergenza radiologica.

Nel 2003 era stato poi inviato un esposto alla Commissione Europea da Legambiente Piemonte e Cgil, Cisl e Uil Piemonte, con cui veniva richiesto di avviare nei confronti dello Stato Italiano la procedura di infrazione per il mancato obbligo comunitario di informazione. Le norme precisano infatti che le informazioni debbano essere comunicate alla popolazione senza che essa ne debba fare richiesta, e che, anche quando si verificano cambiamenti significativi, vengano aggiornate e siano accessibili al pubblico. L'informazione deve comprendere la natura e le caratteristiche della radioattività e i suoi effetti sulle persone e sull'ambiente, i casi di emergenza presi in considerazione e le relative conseguenze per la popolazione e l'ambiente, il comportamento da adottare in tali eventualità, le autorità e gli enti responsabili degli interventi e delle misure urgenti previste per informare, avvertire, proteggere e occorrere la popolazione.

Di recente la Commissione Europea, dopo aver esaminato l'esposto, ha constatato che l'Italia non ha adottato le misure necessarie per conformarsi ai requisiti della legislazione europea in materia di preparazione alle emergenze radiologiche, ed ha così riconosciuto la non conformità della legislazione italiana con le norme Euratom.

La Commissione Europea ha inoltre ribadito quanto l'informazione preliminare dei cittadini sia di vitale importanza per ridurre al minimo le conseguenze sanitarie in caso di incidente radiologico, e ha sottolineato che l'esistenza di una normativa nazionale completa e trasparente è un presupposto essenziale se si vuole garantire un alto livello di protezione della popolazione delle radiazioni ionizzanti.

(da la Gazzetta.info del 1 agosto 2006)


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