- Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la
programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti
locali non decidono entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella
riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la
determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13mo comma
dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8)
- Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la
norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a
favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli
idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge)
- Volete che venga abrogata la norma che consente all'ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di
partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari
all'estero? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente
la N.856 del 1973, che modificava l'articolo 1 della legge istitutiva dell'ENEL).
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Tuttavia i referendum, così come erano stati formulati, non
permisero agli italiani di esprimersi anche su un altro quesito: se permettere di comprare o meno
energia elettrica prodotta da centrali nucleari all'estero. Ecco perché ancora oggi l'Italia
può comprare energia nucleare dalla Francia.
Il Governo, considerati i risultati del referendum, procedette alla sospensione dei lavori della
centrale di Trino 2 (Vercelli), alla chiusura della centrale di Latina, alla verifica della sicurezza
delle centrali di Caorso (Piacenza) e di Trino 1 (Vercelli) e della fattibilità di riconversione
della centrale di Montalto di Castro (Viterbo).
Dunque con il referendum abrogativo del 1987 è stato "di fatto" sancito l'abbandono,
da parte dell'Italia, del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico. In
attuazione di detto referendum, infatti, nel 1988 il Governo italiano, in sede di approvazione del
nuovo "Piano energetico nazionale", ha deliberato la moratoria nell'utilizzo del nucleare da
fissione quale fonte energetica, lanciando nel contempo un programma per l'arresto, a breve,
dell'assemblaggio di combustibile nucleare.
Con detta procedura, si è pertanto posto il problema dello smantellamento delle centrali
nucleari esistenti e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dal funzionamento
delle stesse. A questo problema hanno dato concretamente seguito, tra la fine degli anni '80 e
l'inizio degli anni '90, varie delibere del CIPE, che hanno disposto la chiusura definitiva degli
impianti interessati. Tra dette delibere, si segnalano in particolare quelle relative alle centrali di
Trino Vercellese e Caorso (luglio 1990), che avevano già provveduto, peraltro, alla preventiva
fermata degli impianti nel marzo del 1987.
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