Saluggia - Si è tenuta nel pomeriggio di venerdì 7
dicembre una seduta della Commissione Ambiente del Comune di Saluggia con all'ordine del
giorno alcuni punti riguardanti il nucleare. Paolo Miglietta - Presidente della
Commissione - ci riferisce come è andata la serata.
Erano presenti oltre a Paolo Miglietta (Presidente e rappresentante della minoranza),
Giuseppe Mastrofrancesco (rappresentante della maggioranza) Gian Piero Godio
(rappresentante delle associazioni ambientaliste). Assente Gaetano Forziati
(rappresentante della maggioranza). Dei due esperti sul nucleare era presente solo l'ing.
Marco Bosio (collaboratore del Politecnico di Torino ed esperto in situazioni ambientali),
assente invece il prof. Angelo Tartaglia (docente di fisica nucleare al Politecnico di
Torino).
Prima di iniziare a raccontarci come si è svolta la riunione, Miglietta ha tenuto a
precisare che presto, appena possibile, i verbali delle sedute della Commissione Ambiente
saranno disponibili sul sito del Comune.
Alla serata era presente anche l'Assessore con delega all'Ambiente Ferdinando Anselmino
che ha relazionato sull'incontro tenutosi pochi giorni prima presso la sede dell'Arpa
Piemonte ed avente come oggetto la nuova contaminazione trovata a valle del deposito
Avogadro. In sostanza l'Amministrazione Comunale ha chiesto ed ottenuto che venissero
installati 25 nuovi piezometri per un controllo più efficace della contaminazione.
Di questi, 20 nel comprensorio Sorin e 5 all'interno del perimetro del deposito Avogadro.
Il luogo preciso in cui verranno posizionati sarà deciso direttamente sul posto, ma
saranno comunque piazzati seguendo l'andamento della falda che viaggia parallela alla Dora
Baltea e cioè da Nord-Ovest verso Sud-Est.
Il secondo punto che aveva come oggetto il nucleare era la stesura di una lettera da
inviare a Sogin. Obiettivo è chiedere al gestore a che punto si trova
l'attività di decommissioning, se tutto procede secondo i programmi o se ci sono
degli intoppi in modo particolare sullo svuotamento della piscina Eurex e sulla
caratterizzazione del materiale legato alla piscina stessa. Si intende inoltre chiedere
informazioni su quale possa essere l'impatto su persone ed ambiente in caso la
contaminazione continui ad estendersi.
Visti gli impegni di alcuni membri della Commissione, la riunione è stata aggiornata
a mercoledì 19 dicembre.
Il commento di Gian Piero Godio - membro della Commissione Ambiente e
rappresentante delle associazioni ambientaliste -
Le Associazioni ambientaliste chiedono di sospendere ogni attività nucleare fino al
ripristino delle garanzie sul contenimento della radioattività e sulla capacità
di prevedere l'evoluzione di eventuali incidenti che interessino le falde acquifere,
accelerando nel contempo al massimo la rimozione dei materiali radioattivi depositati.
"Per quanto riguarda la nuova contaminazione radioattiva riscontrata nella falda
acquifera nei pressi del Deposito Avogadro, ho fatto rilevare che questa successione di
ritrovamenti imprevisti di punti contaminati, anche molto distanti fra di loro, porta a
concludere che i vari Esercenti degli impianti nucleari hanno perso il controllo del
contenimento dei materiali radioattivi ed hanno anche perso - oppure non hanno mai avuto -
la capacità di previsione dell'andamento della contaminazione nelle falde
acquifere".
In altre parole, secondo Legambiente e Pro Natura, siamo ben fortunati che 'forse' si sia
trattato in questi casi di 'piccole' perdite di radioattività, e il 'forse' è
d'obbligo visto che finora nessuno ha saputo ipotizzare l'entità dei rilasci di
radioattivitą, né men che meno ha saputo fare una credibile ricostruzione di quanto
accaduto finora: se dovesse avvenire un incidente più rilevante, con una perdita
più significativa di liquidi radioattivi, si ha la sensazione che non si saprebbe
prevederne l'evoluzione.
"Da parte mia, conclude Godio, ho dichiarato alla Commissione che, in queste
condizioni, non rimane che suggerire al Sindaco di emettere una ordinanza che sospenda
ogni attività nucleare fino al ripristino di tutte le garanzie di contenimento della
radioattività, che dovranno essere ben definite e verificabili, e fino al ripristino
della necessaria capacità di previsione della evoluzione dei possibili rilasci nel
sottosuolo. L'unica attività che può e deve rimanere in corso è quella
che riguarda la rimozione dall'area nucleare di Saluggia di tutti quei materiali
radioattivi per i quali è già oggi possibile il trasporto in altro sito - in
Italia o all'estero - per una collocazione più sicura, e in tal senso diviene anche
urgente chiedere che il Governo ridefinisca la priorità degli interventi di
rimozione previsti per i materiali radioattivi presenti nei vari centri nucleari
assegnando a Saluggia la massima priorità".
Il verbale della seduta del 7 Dicembre 2007
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