Fausto Cognasso, portavoce Gruppo Senza Sede di Trino (VC) Sono contento di rivedere molte facce che per Trino, anni fa, insieme a me e insieme ad altri, percorsero certe ... e fecero certe battaglie. Visto che noi siamo i padroni di casa, ci corre l'obbligo di presentare quelli che con noi sono gli autori di questa serata: lui è Silvano Raise, fa parte del Comitato Spontaneo Arcobaleno, che sono dei cittadini di Rondissone che se la cosa qualcosa vi dice, qualche anno fa, subito dopo noi, presero in mano una patata assai bollente che era quella di Ignitor e in un paese, adesso non vorrei dire stupidaggini, insomma che, se non vado errato, poi lui lo spiegherà meglio, intorno alle 2'000 persone, ecco, raccolsero un qualcosa come 1'600/1'800 firme contro questa ipotesi. Per cui io credo che sia del tutto titolato a parlare di nucleare, sia del tutto titolato a parlarne qui. Anche perché il nucleare, io ho sempre ragionato in questi termini, purtroppo e ahimè non si ferma ai confini di un comune, interessa un territorio e francamente io faccio difficoltà a vedere che Rondissone è un territorio diverso da quello di Trino piuttosto che da quello di Saluggia o di Bosco Marengo. Perché siamo qua? Siamo qua per ... naturalmente il tema, l'oggetto è il nucleare, ma nei suoi duplici aspetti per quel che riguarda Trino. Siamo qui questa sera per presentare un'ipotesi di ricorso al TAR che noi come Gruppo Senza Sede abbiamo deciso di ... ci è stato proposto dalle associazioni ambientaliste e noi abbiamo deciso di aderire e poi naturalmente siamo qui anche per l'ipotesi di nucleare nuovo, il nucleare a seconda di come lo si voglia chiamare, insomma, comunque l'ipotesi Scajola e l'accordo Berlusconi-Sarkozy. Iniziamo sulla questione del nucleare pregresso. Allora, con un decreto, il 230 del '95 successivamente modificato prima con il 187 e poi con il 241 del 2000, si è dato il via alla questione della disattivazione delle centrali nucleari. In questi ultimi tempi a Trino, avrete sentito parlare, per l'appunto del decommissioning della centrale Enrico Fermi. Chi è di Trino e anche chi non lo è ed ha partecipato, si ricorderà che appena qualche mese dopo l'alluvione ci fu una grossa marcia davanti alla centrale con accensione di finti cask e quant'altro perché già in quel momento c'era l'ipotesi di trasformare la centrale in deposito di se stesso. Le vicissitudini legali e amministrative hanno fatto sì che con l'inizio di dicembre e con la pubblicazione il 27 di gennaio, ci sia stato un decreto di Valutazione di Impatto Ambientale che ha di fatto dato il via libera allo smantellamento della centrale Enrico Fermi così come la vediamo adesso. Sul tavolo ci sono una serie di volantini esplicativi che spiegano bene la ragione del perché noi siamo qui e del perché noi abbiamo deciso di aderire al ricorso al TAR che ci hanno proposto le associazioni ambientaliste. Di fatto il cosiddetto "prato verde" così come ci era stato proposto a suo tempo e così come la legge prevederebbe, perché la legge dice "sino allo smantellamento finale e comunque al rilascio del sito esente da vincoli di natura radiologica", così come ci è stato spiegato non esiste più. Attualmente c'è il cosiddetto "prato marrone". È un prato che, in buona sostanza, ha sopra delle casupole che sono i depositi. Per Bosco Marengo non c'è stato bisogno di fare la Valutazione di Impatto Ambientale e ne avrà uno, per Trino e per Saluggia c'è stata la Valutazione di Impatto Ambientale, Saluggia ne avrà due e Trino ne avrà tre. Saluggia avrà due depositi con sette, se non vado errato, sette miliardi e 350, mi corregga Godio se dico delle castronerie, e 350 milioni di becquerel, un miliardo e 930 milioni è Trino e 26 milioni Bosco Marengo, entrerà poi nel dettaglio tecnico meglio di me, Godio. Che cosa significa per Trino questa cosa, significa che di fatto noi non avremo il prato verde, non avremo la liberazione del sito dal vincolo radiologico, anzi avremo i depositi. È una palese violazione dei decreti che ho citato prima. E siccome all'immediata ... il 30 gennaio di quest'anno c'è stato a Torino un tavolo di trasparenza. Questo tavolo di trasparenza ha visto la partecipazione di Sogin, ha visto la partecipazione delle province, ha visto la partecipazione di tutti i vari enti che sovrintendono al nucleare, nel quale c'è stato spiegato dettagliatamente in che cosa consisterà questo smantellamento e quali sono le date. Cronologicamente il nuovo progetto prevede che entro il 2013 venga smantellata la centrale e tutta venga ridotta all'interno di questi famosi depositi che si dicevano. E beh, allora però, il "prato verde" non esiste più. Non si è ottemperato a quel decreto. Noi, quando dico "noi" intendo l'associazione che io rappresento che è l'associazione culturale Gruppo Senza Sede, subito dopo questa data, il 30 di gennaio, il 4 di febbraio ha presentato un'istanza al comune di Trino, anche questo troverete sul tavolo, nella quale chiedevamo, in buona sostanza, di fare un consiglio comunale aperto per ridiscutere di questa cosa e per eventualmente porre un aut-aut: no a questa situazione e chiedevamo che fosse la politica, la politica locale a farlo. Tenete presente che, oltre alla Regione che non ha imposto nessun vincolo, anche il comune di Trino, l'ex amministrazione di Trino, non ha cercato di porre vincoli rispetto a questa situazione e rispetto al fatto che non ci siano rimasugli radiologici su quel terreno. La storia è lì a dimostrare che la politica locale non si è interessata di questo, gli eventi ci hanno poi detto che la Giunta è caduta, non restava altro da fare che, come liberi cittadini, prendere in mano la palla, una palla assai gravosa, perché non è da tutti i giorni partire, andare da un avvocato, mettere la propria firma contro un impianto di questo genere e soprattutto non è di tutti i giorni, per un'associazione come la nostra, per dei cittadini quali siamo noi, mettersi in testa di pagare un ricorso di questo genere. Non svelo niente dicendo, lo troverete nel volantino, che questo ricorso ha un costo che per noi è abbastanza esorbitante. Sono 7'000 e 200 euro. È ovvio che, come si diceva, un'associazione come la nostra, oltre a mettere la firma, metterà pure dei soldi, ma è impensabile che da sola raccolga una cifra di tale portata. Abbiamo chiesto aiuto ai soliti amici, agli amici delle associazioni, agli amici dei movimenti e, tra gli amici, annoveriamo anche i consiglieri regionali. Abbiamo fatto partire una lettera chiedendo loro, noi ci impegniamo a mettere la firma, come detto, ci impegniamo a raccogliere alcuni soldi, una parte di questi soldi, è chiaro che, se fosse possibile, sarebbe gradita da parte vostra, se voi qualora non arrivassimo alla copertura di questi costi, ci metteste del vostro. Con gli amici con i quali abbiamo parlato, con i consiglieri con i quali abbiamo parlato, abbiamo avuto garanzia di ciò. Per cui noi abbiamo deciso di metterci in gioco e di chiedere ai cittadini di Trino e non solo ai cittadini di Trino, ai cittadini del territorio, di mettersi in gioco con noi. A partire da questa sera e per i prossimi sabati, per i prossimi due sabati, almeno per i prossimi due sabati, vedrete che ci sarà, come al solito, un banchetto sotto il palazzo municipale, in occasione del mercato del sabato, nella quale alcuni di noi saranno presenti e chiederanno a voi, a chi ci vorrà stare, di fare una sottoscrizione. A fronte del vostro obolo, che non quantifichiamo e non pianifichiamo prima, si andrà ovviamente dall'euro, dai due euro ai cinque euro a più, verrà rilasciata una ricevuta che dirà che voi avete consegnato questi soldi, chi lo vorrà fare ovviamente, in funzione di questo ricorso al TAR. Va da sé che, qualora non raggiungessimo questa cifra, lo ripeto 7'200 euro, questi soldi raccolti verranno utilizzati, come spieghiamo in questo volantino e lo spieghiamo molto meglio di quanto ve lo sto dicendo io adesso, cercheremo di utilizzarli comunque per una campagna di informazione sulla questione nucleare. Quindi all'uscita vi prego di prendere i tre volantini perché spiegano, lo ripeto, molto meglio di quanto ho spiegato io, tale situazione. Su questa situazione di un nucleare pregresso, quello della Fermi, in questi giorni abbiamo letto qualsiasi cosa sul nucleare, sulle bellezze del nucleare, su come ci sia impegnati, quanto lavoro abbia portato persino sul fatto che, insomma le zitelle a Trino, per il solo fatto che arrivasse il nucleare, hanno trovato marito e quindi, di per sé, già solo questa cosa qui era una cosa positiva, ripeto abbiamo letto di tutto. Noi non sto a spiegarvi perché, non ve lo sto a spiegare io, ve lo spiegheranno altri, perché continuiamo ad essere contrari a questa forma di energia. Ma lo siamo soprattutto perché vogliamo leggere un pochettino la storia. La storia cosa ci dice, che intorno alla fine degli anni '50, all'inizio degli anni '60 quando si decise di fare il nucleare a Trino, in parte si decise quasi per una scommessa non sapendo bene che cosa era il nucleare. Qualche lettera, è stato scritto anche un libro, un piccolo libro su questa cosa, qualche lettera, un paio di consigli comunali, una Giunta, l'intervento di qualche alto prelato, l'allora ministro dell'energia e dell'industria che era Donaccaten che in una prima fase era contrario poi alla fine decise per il sì, e tutto nacque così. In effetti in quegli anni di lavoro se ne fece, fu portato. Ma perché? Perché la costruzione dei quei manufatti in quell'epoca era molto fatta, come dire, con manodopera. Un paragone, dal punto di vista del lavoro, per vedere che cosa potrebbe succedere negli anni a venire, senza entrare nella questione ambientale del nucleare sì, nucleare no, è dato invece dal cantiere che ci fu a Leri. Se non vogliamo raccontare delle frottole a noi stessi, dobbiamo vedere con una lente d'ingrandimento ben precisa quello che fu il cantiere di Leri. Il cantiere di Leri, in buona sostanza, rese in qualche maniera ricco il Municipio e povero il Comune. Mi spiego. Il Municipio, grazie ad una convenzione, ebbe qualcosa come una ventina di miliardi, poi non facilmente spendibili perché non era possibile spenderli nelle cosiddette opere primarie e quindi le fogne non si potevano fare, le strade non si potevano fare, per fare la condotta dell'acquedotto si fece passare come opera con una valenza ambientale, insomma, in ogni caso comunque arrivarono venti miliardi. E questo per quanto riguarda il Municipio. Il Comune invece, secondo noi, si impoverì. Si impoverì perché? Perché quel cantiere nacque con delle grosse aspettative. In realtà quella poca industria che c'era a Trino venne fagocitata da quel cantiere. Si era in piena epoca di "tangentopoli". C'erano delle imprese che, come dire, si attrezzarono da un punto di vista economico per cercare di ingrandirsi e per cercare di mettersi, come dire, in forze per lavorare all'interno di quel cantiere, anche se non ne avevano le caratteristiche tecniche; molte non erano iscritte all'albo nazionale dei costruttori, quindi potevano solo partecipare a dei piccoli o meno piccoli appalti che, lo capite voi medesimi, non avevano una grande ricchezza, e il risultato pratico, alla fine del cantiere, quel poco di industria, quel poco di servizi che c'erano a Trino, paradossalmente vennero fagocitati e annullati dal cantiere di Leri Cavour. Il paradigma quindi tecnico e tecnologico è quello. Noi pensiamo che se dovesse ritornare il nucleare a Trino si ripeterebbe per enne volte quel tipo di soluzione. In più c'è una considerazione. Al di là di quello che per Trino si è detto: "noi abbiamo già dato" che in parte è vero, ma io non riesco a vederla solo da un punto di vista solo ed esclusivamente trinese, ma la vedo, come ho detto all'inizio, da un punto di vista di territorio, è vero però che il vincolo che noi abbiamo da cinquant'anni a questa parte è pesantissimo. E tra le caratteristiche che servono per costruire una centrale nucleare, certo c'è quella tecnica che dev'essere un territorio non sismico ... e deve avere determinate caratteristiche ... ci deve essere acqua ... e altre caratteristiche tecniche, ma certamente deve essere un territorio che ha anche delle caratteristiche sociali: una delle prime è quella di essere scarsamente popolato e noi lo siamo ed è quello che deve essere scarsamente reattivo e noi, purtroppo, altrettanto lo siamo. Io faccio il paragone con alcune note tecniche che ho letto, ho avuto modo di leggere per altri tipi di impianti, per quanto riguarda per esempio l'inceneritore. Nelle note di accompagnamento del perché si doveva mettere un inceneritore nella zona del vercellese c'era scritto, nero su bianco, che la popolazione o le popolazioni locali sono scarsamente, hanno una scarsa propensione alla, come dire, hanno una alta propensione a ricevere questo tipo di impianti e una scarsissima propensione a combattere questo tipo di impianti. Noi siamo fatti così, abbiamo un po' questo vizio di "servi della gleba", accettiamo senza colpo ferire qualsiasi cosa ci venga messo. Il nucleare noi pensiamo che ucciderà questo territorio, che non sarà una valvola di sviluppo, non lo è mai stato. Lo possiamo dire senza mezzi termini. Io non sono un tecnico, mi affido a chi lo è, se non ho capito male, Godio magari ce lo dirà meglio, la centrale Enrico Fermi ha prodotto qualcosa come 26 miliardi di Kw/ora, sono dati che abbiamo desunto anche dai vari opuscoli che vengono dati anche da Sogin stessa, ebbene questi 26 miliardi rapportati ai consumi attuali, pare che arrivino a coprire circa un mese, se non vado errato, di consumi attuali di energia elettrica. L'insieme delle quattro centrali che furono stoppate con il referendum dell'87 arrivarono a produrne 93, se non vado errato. Se tanto mi da tanto, tre mesi di produzione. Quindi ancora una volta ci facciamo la domanda: ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando veramente del futuro? Noi crediamo nuovamente di no. E quindi a fronte di una spesa di questo genere che vincolerà il territorio, che secondo noi non porterà benefici e che ha già dimostrato di lasciare qui sul territorio dei problemi che non siamo in grado di risolvere, casca la scelta del Governo e, guarda caso, si ritorna a parlare di Trino Vercellese. Non avevamo dubbi. Forse la zona che aveva le caratteristiche migliori per essere individuata per avere una centrale era proprio Trino e all'alba del referendum aveva tutte le caratteristiche tecniche e il cantiere era in uno stato tale di avanzamento che non poteva altro che essere qui. Quelle caratteristiche, sono passati più di vent'anni, crediamo che non si siano perse. E se così è noi siamo nuovamente candidati a questo. Questa serata, e finisco perché l'ho fatta più lunga del dovuto, è una prima serata di informazione, noi speriamo di raggiungere questo scopo di informare, e di riunione di coloro i quali pensano come noi che questa forma di energia non sia il futuro. Noi, da parte nostra, a differenza di quello che fu il comitato antinucleare della Po1, pensiamo di non dover più emigrare in quel di Livorno, in quel tempo, per poter dire no al nucleare. Noi come Gruppo Senza Sede non abbiamo tanti mezzi, abbiamo a disposizione una piccola sede, ma, come già detto agli amici, la metteremo a disposizione di chi intende lottare con noi contro questa forma di arroganza che è precipitata sul nostro territorio e che rischia di cadere sul nostro territorio. Ripeto questa sede la metteremo a disposizione, questa serata è una prima serata informativa, abbiamo cominciato a produrre dei pezzi di carta, vi preghiamo di leggerli e ovviamente non pensiamo di essere la scienza infusa, non pensiamo di avere la ragione in tasca solo noi, però pensiamo che meriti combattere per questo obiettivo. Faccio ancora un piccolo accenno alla politica locale. Tra un po' di tempo a Trino ci saranno le elezioni. Vada come vada rispetto ... avrete letto le proposte che abbiamo fatto noi come gruppo e quant'altro. Vada come vada nella formazione delle liste, i giochi sono appena all'inizio, i fuochi si sono appena accesi. Certo è che la questione nucleare noi pensiamo che sarà uno dei tasselli di questa campagna elettorale e non solo della campagna elettorale, ma degli anni a venire. Noi pensiamo che chiunque si candidi a Trino dovrebbe avere la possibilità di cancellare i "padrinati politici". Lo so che questo è difficile, lo so che Trino è importante da questo punto di vista, lo so che ci saranno pressioni su chi andrà a sedersi nella poltrona sia di Sindaco che di assessore che di consigliere. Noi pensiamo che però dovremmo avere a cuore la salute e l'ambiente di questo nostro territorio e questo non può andare di pari passo con le volontà di chi viene dall'alto. Per cui per noi la campagna elettorale ... non so se noi saremo in una lista, se non lo saremo, sta di fatto che la campagna elettorale per noi è iniziata con questo tipo di argomento e non finirà il 6 o il 7 di giugno, se non vado errato. Io ho finito per il momento, vi invito a ... nuovamente ... scusate se sono noioso da questo punto di vista ... a leggere il volantino. Vi rammento nuovamente che chi già stasera volesse ... fosse stato convinto da noi, avesse la voglia di farlo, noi abbiamo a quel tavolo, oltre ai volantini, anche le ricevute, accettiamo sin da questa sera offerte rispetto all'obiettivo dei 7'200 euro che, lo ripeto, è il costo del ricorso amministrativo al TAR contro il decommissioning ... la Valutazione di Impatto Ambientale e il decommissioning così come ci è stata presentata da Sogin. Penso che poi Godio entrerà meglio di me nella spiegazione tecnica della questione. Lascio la parola a Silvano Raise, lo ripeto Comitato Arcobaleno di Rondissone che con noi ha curato questa serata. Grazie. Silvano. [0.24.48]
Silvano Raise, portavoce Comitato Spontaneo Arcobaleno di Rondissone (TO) Ringrazio tutti quanti di essere qua questa sera. Noi appunto siamo il Comitato Spontaneo Arcobaleno di Rondissone. Siamo nati circa cinque anni fa per seguire una battaglia che interessava il nostro territorio che era quella della costruzione del deposito Ignitor appunto sul nostro territorio, un deposito che doveva essere di nuova generazione, un nucleare di nuova generazione che comunque avrebbe prodotto scorie, che comunque avrebbe creato pericoli. Siamo nati grazie a una sere di assemblee create sul territorio da Legambiente, noi poi ci siamo organizzati in proprio, abbiamo tirato su questo comitato che appunto, come diceva Fausto, nell'arco di poco tempo, nonostante l'Amministrazione avesse già preso gli accordi per costruire questo deposito, avesse già fatto gli incontri e avesse già quasi, come diciamo noi, "venduto il territorio" per la costruzione della centrale, siamo riusciti, con la mobilitazione e facendo un'informazione capillare sul territorio di Rondissone, a raccogliere le firme per quanto riguarda il blocco di questa centrale, ma in quel periodo proprio Legambiente lanciò la campagna di raccolta firme per una proposta di legge a livello regionale contro le radiazioni ionizzanti e sulla questione nucleare, le firme andarono anche a sostegno di questa campagna qua, ne raccogliemmo appunto circa 1'600/1'700 quindi vuol dire che la sensibilità verso il problema del nucleare comunque rimane alta. Rispetto alle questioni che noi abbiamo seguito in questi anni ... siamo poi intervenuti anche sulla questione dei depositi di Saluggia dove, anche lì, sembra un filo conduttore di tutte le Amministrazioni, anche lì l'Amministrazione aveva già fatto degli accordi con la Sogin perché venissero costruiti dei depositi sul territorio di Saluggia che avrebbero dovuto ospitare materiale saluggese, ma sovradimensionati e quindi ci lasciavano molti dubbi sul fatto che questi depositi sovradimensionati avrebbero ospitato solo il materiale di Saluggia e non tutto il materiale presente sul territorio italiano. Calcolando che in Piemonte sono presenti circa l'80% delle scorie nazionali, quindi quando ci parlavano della possibilità della costruzione del deposito, a noi venivano i brividi perché ci sembrava molto più facile spostare il 20% delle scorie presenti nel resto d'Italia in Piemonte, piuttosto che spostare l'80% delle scorie da un'altra parte. E la costruzione di questi depositi sovradimensionati ci dava ulteriori stimoli per capire che forse era meglio bloccarli dall'inizio. Anche lì ci fu una mobilitazione che portò in piazza circa 800 persone durante un consiglio comunale. Il Sindaco di allora decise di tornare indietro sulle sue posizioni e questa cosa venne bloccata. Nel frattempo, a dimostrare la pericolosità dei siti che erano stati selezionati per la questione di Saluggia, ci fu la questione delle perdite di acqua radioattiva dalle piscine di Saluggia che andarono a inquinare la falda superficiale che corre parallelamente all'Acquedotto del Monferrato. Calcolate che appunto questi depositi sono stati situati a poche centinaia di metri dalla Dora e esattamente sopra le falde dell'Acquedotto del Monferrato che serve circa 101 comuni. Il fatto che, a distanza di tre anni da questa battaglia, nuovamente si porti avanti l'idea di costruire i depositi sul territorio di Saluggia e un impianto di cementificazione dove verranno, a detta dei tecnici, cementificate le scorie di Saluggia per essere poi portate via, a noi questa cosa qua puzza di nuovo moltissimo. Perché non sappiamo come una ditta a carattere pubblico/privato come la Sogin possa spendere dei soldi per costruire un deposito di cementificazione per cementificare delle scorie che, a loro dire, dovrebbero essere solo quelle di Saluggia, ma poi smantellarlo o demolirlo per creare il cosiddetto "prato verde" che anche a Saluggia non sarà più "prato verde" perché se passerà la procedura di VIA per la costruzione dei depositi, anche Saluggia sarà deposito di se stesso. Noi ci rendiamo conto che la battaglia contro il nucleare è una battaglia dura e difficile perché i messaggi che passano fanno sembrare che il nucleare sarà la soluzione a tutti i problemi energetici dell'Italia e non solo. Tenete presente che le centrali nucleari, se mai dovessero vedere la luce, entreranno in funzione del 2020, quindi in questi anni si troverebbe comunque un problema non indifferente per gestire la questione energetica. Dopodiché Fausto prima ha parlato della questione del Tavolo di trasparenza. Noi abbiamo fatto un comunicato poco tempo fa ... noi abbiamo partecipato a qualche riunione del Tavolo di trasparenza però pensiamo che in questo momento qua, la lotta vada più portata in mezzo alla gente, coinvolgendo la gente e non sedendoci tanto al Tavolo di trasparenza dove comunque vengono solo relazionate le cose che verranno fatte, non c'è possibilità di cambiare le decisioni che vengono portate al tavolo di trasparenza, semplicemente la Sogin relaziona quello che è il decommissioning e quindi quello che succederà e nessuna possibilità di cambiare queste decisioni. Quindi il fatto di andare ad avvalorare questi tavoli e quindi rendere, come si suol dire "democratiche" le scelte a favore del nucleare, ci sembra che sia una scelta sbagliata e quindi già noi da adesso lanciamo l'idea di una mobilitazione di fronte al prossimo Tavolo di trasparenza di tutti i gruppi antinucleari per dire un no sicuro e chiaro alle scelte nucleari passate e future. Per quanto riguarda la questione appunto dei depositi abbiamo detto: siamo ancora in attesa che venga applicata la legge 368 del depositi nazionale, la famosa legge Scanzano, dove il Governo Berlusconi si era impegnato a scegliere e identificare un depositi nazionale. Sappiate che appunto fin quando non verrà scelto questo deposito nazionale, ogni deposito, perché i Sindaci delle città che ospitano il nucleare hanno firmato questo accordo, sarà deposito di se stesso. E quindi anche in questa cosa vi invitiamo non solo a manifestazioni locali, ma in generale a scegliere bene chi mandate a rappresentare, chi mandate a rappresentare i vostri interessi perché chi mandate a rappresentare i vostri interessi, se la scelta che vogliamo fare è quella del no al nucleare deve essere chiaro che chi mandiamo a rappresentarci deve essere una persona che ha le risposte chiare e una posizione chiara contro il nucleare perché troppe volte vediamo dei sindaci che fanno una campagna antinucleare e poi dopo, di fronte ai milioni di euro che piovono dal Governo, clamorosamente cambiano idea. Basta vedere il Sindaco di Saluggia che ha fatto nella sua campagna elettorale ... diceva che avrebbe eliminato la questione nucleare a Saluggia, poi di fronte ai cinque milioni di euro che sono piovuti dal Governo nazionale e agli altri che pioveranno ancora, adesso comincia a dire ... ma in fin dei conti tenersi i depositi qua non è così brutto, in fin dei conti comunque cinque milioni fanno comodo ... e tra l'altro, non li sta neanche utilizzando per fini ambientali o per opere di energia alternativa, ma li sta utilizzando per fare opere stradali e code del genere perché, tra l'altro, questi soldi non sono vincolati a opere ambientali. Io penso che sia importante mantenere alta l'informazione sul perché no al nucleare, ma sia importante che tutti i cittadini che ritengono che la scelta nucleare sia sbagliata, siano loro stessi veicoli di informazione verso gli altri e non delegare semplicemente i comitati aspettando che i comitati si muovano e organizzino delle cose. Tutti quanti, se pensiamo che la scelta del nucleare sia una scelta sbagliata, dobbiamo essere i primi a farci da portavoce verso le scelte alternative per spiegare il perché è sbagliata la scelta nucleare, è sbagliata a livello di soldi, è sbagliata a livello di ... perché comunque quello che viene raccontato della scelta nucleare conveniente riguarda solo una parte perché poi non riguarda tutta le questione del decommissioning, la questione dello smaltimento delle scorie, la questione di dove vengono mantenute le scorie e tutte le misure di sicurezza che devono essere prese perché le scorie comunque vengano gestite nel migliore modo possibile. Ripeto noi pensiamo che tutti quanti debbano essere responsabili e tutti quanti debbano essere volano di informazione verso gli altri perché solo così si può far ripartire un movimento antinucleare forte come è stato quello che ha già detto una volta no al nucleare e qui di nuovo si passa sulla testa della gente. Sappiate che il Governo ha deciso che le centrali nucleari verranno sistemate e verranno definite come siti di importanza nazionale e quindi passeranno sulla testa di tutti i cittadini; non ci sarà più la possibilità di ricorrere al TAR, se il Governo deciderà che la centrale verrà fatta a Trino, rimarrà solo la mobilitazione, non ci sono più altre forme di opposizione. Ora queste cose qua sono tutte cose gravi che obbligano la gente a mobilitarsi da adesso ed iniziamo veramente da adesso a sostenere il ricorso del Gruppo Senza Sede e le varie mobilitazioni che ci sono in giro perché comunque il lavoro che ci spetta, signori, è veramente lungo. Grazie. [0.35.36]
Fausto Cognasso, portavoce Gruppo Senza Sede di Trino (VC) Gian Piero [0.35.59]
Gian Piero Godio, responsabile energia Piemonte e VdA di Legambiente Sì, buonasera. Grazie anche del tono del manifesto che dice che "la serata si svolgerà alla presenza di Gian Piero Godio", io ovviamente ringrazio di questo tono che è anche un po' scherzoso, così dissacra un po' le cose troppo gravi che stanno accadendo. Io voglio ricordare, perché poi altrimenti me ne dimentico, due/tre cose che hanno detto sia Fasto sia Silvano intervenendo adesso. Fasto ha chiamato gentilmente "rimasugli" quelli che resterebbero ... lo so che lo sa che non sono rimasugli, ma volevo cogliere questo suo atteggiamento scherzoso per dire che questi "rimasugli" sono un qualcosa, per quanto riguarda Trino, come un milione e 930 mila miliardi di becquerel che siccome detto così non significa niente, a Chernobyl, nella zona interdetta dove nessuno più può vivere perché è la zona più contaminata del mondo, interdetta alla presenza degli esseri umani, ci sono un milione di becquerel per ogni metro quadrato; se uno va a fare i conti, l'equivalente che sarà lasciato a Trino, secondo gli attuali progetti della Sogin, se fosse sparso su questo territorio ... non lo spandono eh, non sto dicendo che il progetto è di spanderlo, ma se fosse sparso, renderebbe inabitabili due miliardi di metri quadrati, l'equivalente, se non erro, di 2'000 chilometri quadrati. Allora ecco questo è l'ordine di grandezza dei "rimasugli" che restano a Trino dopo questa disattivazione che non è una disattivazione, come già bene ha detto Fausto. L'altra cosa ... rimarranno ... come dire ... si dà la sensazione ... sì ci saranno anche i depositi. Io la vedo più drammatica: no, sarete consacrati, dico "sarete" immaginando che siate in maggioranza di Trino, sarete consacrati a deposito perché già adesso, di fatto, siete deposito di quello che c'è in quella centrale, ma almeno non è consacrato, almeno ... è lì come se nella vostra cantina avessero depositato 500/1'000 chili di polvere da sparo senza che voi foste avvertiti ... e, voi vi trovate in cantina pacchi e pacchi di esplosivo, siete allarmati e se qualcuno vi dice, ma la soluzione è: facciamo le finestre di ferro, mettiamo una porta spessa il doppio ... quello si fa attrezzando a rendere la vostra cantina per sempre un deposito consacrato di polvere da sparo. Quindi io credo che nessuno sarebbe contento di lasciarsi trasformare la cantina, occasionalmente divenuta deposito di polvere da sparo in un deposito stabilizzato, magari anche a norma di legge; noi vorremmo che andassero via al più presto. Dico delle mezze ovvietà. Dico ancora questo: la questione di Trino è particolarmente centrale. Voi sapete Legambiente ha un po' il pallino del nucleare, io poi di mio ci metto parecchio entusiasmo su questo tema, ce l'ho sempre messo e già dalla manifestazione che abbiamo fatto insieme al Gruppo Senza Sede, insieme agli amici di Rondissone e anche altri comitati che nel Piemonte più o meno subiscono la stessa sorte di Trino, abbiamo pensato che in questo momento la centralità di Trino è la più importante perché Trino è estremamente significativo sia per la situazione dei depositi della centrale nucleare esistente, sia perché qualcuno potrebbe essere tentato di fare a Trino un nuovo impianto e, insomma, qualche possibilità e potenzialità ci potrebbe anche essere con la mentalità che sta andando per la maggiore. Allora in questo io assicuro che da parte di Legambiente faremo di tutto per avere su Trino la massima attenzione, anzi prometto già da adesso, localizzeremo a Trino le iniziative antinucleari che faremo anche a livello nazionale. E in questo senso visto che l'emergenza è più emergenza delle emergenze è quella di evitare che siate consacrati a deposito e che quindi che vanno per non fare un ricorso, come dire, con mezzi liberi e noi abbiamo pensato di utilizzare lo studio dell'avvocato Dal Piaz che qualche risultato in passato ci ha dato, ma non per fargli pubblicità, un avvocato magari vale l'altro, ma gli avvocati più noti a volte sono anche più esperti e vuole 7'200 euro e tanti gli devono dare perché non lavora per altruismo, per principio. Noi pensiamo che il problema sarà raccogliere i soldi e noi organizzeremo qui a Trino un concerto, ve l'anticipo già, di una certa rilevanza e sarà a pagamento per riuscire a raccogliere i soldi per questa cosa; non lo faremo prima del ricorso perché purtroppo bisogna depositarlo entro dieci giorni, lo faremo immediatamente dopo e pensiamo immediatamente prima di Pasqua. E queste erano le poche cose che vi volevo dire. Io adesso non la vorrei fare più di tanto lunga anche perché Fausto ha già anticipato, anche Silvano le molte ragioni che ci vedono contrari al nucleare. Vado di gran corsa perché questo materiale magari qualcuno non lo ha mai visto. Adesso lo portiamo e c'è molto interesse, nelle scuole, nei licei, nelle scuole superiori; facciamo vedere queste cose e ci sembrano abbastanza convincenti ... se lo volete fare anche a Trino, è possibile, chiunque voglia fare un intervento in una scuola, io direi le scuole superiori più che altro, ma non c'è limite, noi siamo ben disponibili a venire a presentarlo. Parte da un ragionamento: non c'è giro di parole che tenga, il problema c'è davvero, il problema dell'esaurimento delle fonti fossili. Noi abbiamo giocato con petrolio gas e carbone per cinquanta, ottant'anni, a tirarli fuori da sotto terra, bruciarli e a produrre la famosa Co2, ma non solo, a produrre anche gli inquinanti che rendono irrespirabile l'aria e, a forza di fare questa ginnastica, prendi da sotto terra, porta sopra terra e brucia ci si poteva anche pensare che la composizione dell'atmosfera cambiasse. Infatti è cambiata. È cambiata e non c'è da stupirsi che a forza di prendi da sotto, porta sopra e brucia, l'andamento della composizione dell'atmosfera veda crescere questi componenti che ci sono nei fumi. E certo. Però si aveva la sensazione, la mia generazione, quella che adesso ha l'età mia, pensava che l'atmosfera fosse infinita evidentemente, perché sarebbe bastata questa considerazione: l'atmosfera non è infinita per dire che succederà presto un gran pasticcio. Allora, adesso non sono più valutazioni di principio, sono misurazioni, quelle sono le misurazioni, come vedete, giorno per giorno fino a quando io ho stampato ovviamente ... ci sono in internet quotidianamente. Qualcuno ha detto: finirà male, ci sarà un cataclisma climatico, quello ovviamente è un film, non è escluso però che questo possa succedere. La situazione è davvero diversa da quello che sono state le ultime centinaia di migliaia di anni, cioè l'anidride carbonica nell'aria non ha mai avuto un valore così elevato. Stiamo guidando in una zona di cui non abbiamo la cartina. Siamo andando verso l'ignoto. Ma questo giochetto, come dicevo, tira fuori da sotto terra, porta sopra terra e brucia, non produce solo anidride carbonica, ma produce anche inquinanti. Anche qui, la Legambiente lo dice, ma si sa non fa troppo testo, adesso lo fotografano dal satellite il mondo e il suo inquinamento. Questo è l'ente spaziale europeo, questa è la foto di tutto il pianeta messo insieme, vedete ci sono delle zone rosse, guardate dove sono, e non è che il mondo è proprio tutto così eh. Allora questa è la pianura Padana, questo è il puntino ... non l'ho aggiornato, in realtà ero a parlare a Biella l'ultima volta è rimasto il puntino di Biella ... voi siete persino più sotto, tanto per capirci quindi siete in mezzo alla zona rossa. Allora anche dal punto di vista degli inquinanti normali e poi lo sappiamo Vercelli, Trino stessa ... lo si legge ... e non si può più andare avanti così. A forza di tira fuori da sotto terra, metti sopra terra, quello che c'è sotto finisce e questo è il grafico che dice che stiamo andando verso la fine. Ma se finisce il petrolio, il suo controllo, il controllo di queste risorse diventerà sempre più conflittuale e queste scene di guerra siamo abituati già da tempo a vederle proprio nelle zone dove il petrolio è ancora relativamente abbondante per il suo controllo, figuriamoci cosa succederà in seguito. Allora la soluzione è: non si può più contare sulle fonti fossili e il problema c'è davvero. Allora, torniamo alla candela cioè rinunciamo al benessere o per lo meno a quella parte di benessere che è benessere davvero e ciascuno faccia le sue valutazioni oppure c'è qualche altra soluzione. La nostra idea è che si possa andare avanti mantenendo ciò che è vero benessere se si utilizza una maggiore efficienza e se si utilizza l'energia solare. Non pensiamo che la soluzione sia il nucleare. Perché? Perché somiglia molto il nucleare a quella ginnastica che abbiamo visto prima, l'uranio sta sotto terra, lo tiri fuori da sotto terra, lo porti sopra terra, fai la fissione anziché la combustione e, anziché la Co2 ottieni le sostanze radioattive. Come dire, il rimedio assomiglia molto al male che vuole curare. Praticamente stiamo facendo la stessa cosa. Allora anche lì, quel potenziale inquinante, che sono le scorie radioattive, ce lo dobbiamo poi tenere e sperare che si spanda il meno possibile e poi alla fine, a forza di togliere da sotto terra, sotto terra non ne rimane più di uranio. Insomma un vero problema. Anche qui, noi pensiamo che la considerazione che dobbiamo imparare a fare è che il nostro pianeta sia un pianeta finito e che più di tutto sia finito lo spazio in cui viviamo. Quella lì in scala è la situazione della Terra con intorno l'atmosfera che è rappresentata da quella riga lì che è enormemente più grande, nonostante che sia quasi invisibile, e, se ci mettiamo anche i mari, la situazione è questa. Insomma sono 13 chilometri abitati dalla vita e 13'000 chilometri il diametro del pianeta sempre ripartendolo come se fosse uniforme perché ovviamente i mari non sono una strato uniforme, tanto per dire gli ordini di grandezza. Allora noi abbiamo una situazione assai piccola dove possiamo contare di vivere e dove i materiali pericolosi che produciamo dobbiamo pensare che se si spandono, si spandono in quell'infinito lì che non è infinito un bel niente perché l'atmosfera è 10 alla 18 metri cubi; noi non sappiamo tanto cosa vuol dire, ma vuol dire un miliardo di miliardi di metri cubi che non è assolutamente ... è tanto, ma non è infinito. I mari tutti insieme sono un miliardi di miliardi di metri cubi e la superficie della terra, qui c'è il valore, è ovviamente ancora meno. È 10 alla 14 quindi centomila miliardi di metri quadrati. Allora dobbiamo fare i conti con quelle dimensioni e usare tecnologie che possono essere compatibili. Perché il nucleare non è compatibile? Qui c'è una situazione del nucleare passato, presente e non futuro ovviamente e la situazione in Europa è questa, la situazione comunque mondiale è data da quella tabella aggiornatissima, prevede la diminuzione della produzione di energia nucleare in Paesi come la Germania del 16% e globalmente nel mondo mediamente del 2%, in diminuzione anche il Paesi notoriamente filo nucleari, tutti i valori in rosso, ma voi non riuscite a vedere niente, fidatevi. Questa è la situazione raffigurata in un altro modo. Parlando di energia elettrica, voi sapete che l'energia elettrica è una parte dei consumi di ciascuno di noi. Ciascuno di noi spende non so, 30 o 40 euro al mese di energia elettrica e credo e quindi annualmente un certo valore, all'anno di riscaldamento spende molto di più. Quindi l'energia elettrica è una parte, di solito è un quarto circa dell'energia complessiva che viene utilizzata. Dell'energia elettrica, che quindi è solo una parte, il nucleare ne fornisce una roba che, nel tempo, non è mai arrivata neanche al 20%, intorno al 18 e sta diminuendo. Questi sono ovviamente i dati. Per dire che non è che poi il nucleare nel mondo risolva più di tanto. Il nucleare italiano, ne ha accennato Fausto, ecco questa è la vostra centrale, si trova qui per caso, ecco la produzione è proprio quella che diceva lui ... tutte insieme 93 miliardi di Kw/ora, l'Italia ne consuma un miliardo al giorno ... c'è mica tanto da fare i conti ... vuole dire che, in totale, il nucleare italiano in tutta la sua esistenza, quello vecchio eh sia ben inteso, ha dato al nostro Paese energia elettrica pari a tre mesi di consumi. È tanto, è poco, beh è quello. Qualcuno potrà dire le centrali erano ... è vero le centrali erano meno potenti di quelle che verrebbero realizzate con questi progetti faraonici attuali, però questa riflessione, secondo me, ci deve portare a una considerazione: prendiamo la centrale più efficiente, quella di Caorso, ha prodotto, nonostante che abbia funzionato meno delle altre, ha prodotto 29 miliardi di Kw/ora che insomma sono, come sappiamo, 29 giorni di consumi. Andiamo però a vedere cos'è rimasto a Caorso. Prendo Caorso perché lì tutto quello che è stato prodotto in termini di radioattività all'interno della centrale, perché sapete la radioattività non è che si produce quando c'è un incidente, la radioattività si forma dentro alla centrale a mano a mano che la centrale eroga i Kw/ora di energia elettrica: funziona, avviene la fissione nucleare e si producono i materiali radioattivi in quello stesso istante ... ecco quella è la tabella pubblicata dall'Apat che dice quanta radioattività c'è sia in Piemonte, ma in questo momento non ci interessa, in Emilia Romagna. In Emilia Romagna la radioattività sta tutta nella centrale di Caorso, vi posso assicurare io, comunque lì è ben specificato, il combustibile irraggiato e lì c'è il valore no ... c'è le unità di misura ... non stiamo a vedere ... morale, uno sa benissimo, a fronte di quei 29 miliardi di Kw/ora, quanta radioattività si è formata dentro la centrale, sino a un anno fa era tutta là da vedere, adesso stanno portando in Francia per il riprocessamento. Allora uno dice bene tot Kw/ora prodotti tot becquerel di radioattività sono rimasti nella centrale, viene voglia di fare la divisione no, andiamo a vedere per ogni Kw/ora e vedete che un Kw/ora è la quantità di energia elettrica che serve per cuocere una torta nel forno eh, non è una quantità grande, è una quantità piccola che noi paghiamo di solito intorno 0,15 euro. Insomma uno fa la divisione e scopre che per ognuno di quei Kw/ora, per ogni torta o pizza cotta in un forno elettrico si sono formati, dentro la centrale sia ben chiaro, 50 milioni di becquerel ... dicevo già prima che a Chernobyl ogni metro quadrato è un milioni di becquerel di contaminazione, dove la gente non può più andare, quindi dentro la centrale, per l'erogazione di un Kw/ora, di un solo Kw/ora si formano scorie radioattive che, se venissero sparse, contaminerebbero cinquanta metri quadrati della superficie del pianeta in modo tale da renderla inabitabile come avviene a Chernobyl. Allora voi fate un confronto: se voi la torta la fate con un forno a gas e chiudete le finestre, l'alloggio è di circa cinquanta metri quadri supponiamo, fate la torta col gas, non avete neanche mal di testa per capirci, quindi vuole dire che il nucleare è sì un modo, qui si dicono le stesse cose, ma insomma corro un po', è sì un modo di produrre energia, ma, porca miseria, quello che mette in circolazione rende ... crea possiamo dire, crea la maggior quantità di razioni mortali di veleni, non sono chimici, sono radioattivi, peggio ancora. Allora, c'è da stupirsi? La fissione nucleare, finché non si inventa qualche altro fenomeno fisico, che non è all'orizzonte, la fissione è quella roba lì, è come un piatto appeso alla parete, quello lì è il nucleo di atomo di uranio, gli tiro una pietra, il piatto si rompe, si ottiene l'energia, ma ci sono i frammenti del piatto e lì è lo stesso, la pietra è un neutrone, il piatto è il nucleo dell'atomo di uranio, e avviene lo spezzamento ... c'è l'energia, ma se avviene la fissione, fissione vuol dire rottura eh, se avviene la rottura c'è l'energia, ma mi devo tenere per forza anche i frammenti. Non posso rompere i piatti sperando di non avere i frammenti dei piatti. È una contraddizione. Non è possibile usare la fissione nucleare senza avere in cambio anche quelli che si chiamano i prodotti di fissione cioè prodotti della rottura del nucleo. Quelle robe lì sono stra-ultra-mega radioattive e hanno tutte quelle schifose proprietà che noi sappiamo e voi trinesi conoscete bene perché ci vivete vicino, insomma inducono malattie, tumori, ecc. se vengono in contatto, ovviamente se vengono in contatto, con gli esseri viventi. Uno può sempre sperare che non vengano mai in contatto e se è ottimista può darsi che magari ci azzecca, io non lo sono così tanto. C'è un solo caso in cui il piatto non si rompe colpito dalla pietra. Un certo tipo di nucleo dell'atomo di uranio che è l'uranio 238, fa un po' l'effetto una volta colpito da un neutrone come un piatto contro cui uno anziché tirare una pietra tira una palla di mastice per i vetri, cioè una cosa un po' molliccia. Sta roba colpisce il piatto e, anziché romperlo, resta appiccicata al piatto. Allora quella roba lì si chiama pomposamente "cattura neutronica" ed è questa cosa qua: il neutrone viene sparato contro e, come dire, si ingrassa il nucleo dell'atomo di uranio. Cattura neutronica, non c'è la fissione, non si produce energia in quel caso, però l'uranio con un neutrone, lì pomposamente in questa figura più scientifica, diventa plutonio. Allora delle due l'una o si spezza e ha i prodotti di fissione o non si spezza, si ingrandisce e alla fine tu hai il plutonio. E il plutonio ragazzi è ancora ... se possibile è ancora peggio delle altre cose. Perché? Ha due o tre sgradevolissime proprietà: uno è la sostanza più tossica che esita e per inalazione la dose mortale è l'equivalente di quattro Kw/ora praticamente, ogni quattro Kw/ora che la centrale produce, dentro si forma una quantità di plutonio che è sicuramente mortale se viene inalata, figuratevi voi i Kw/ora prodotti ... abbiamo detto 29 miliardi, suddividete per tutte le quantità di tutto il pianeta e altro ancora, ma non solo ... qui vedete una foto a Vercelli quindi non siamo lontani, Greenpeace che manifestava qualche anno fa quando portavano gli elementi di combustibile a Sellafield per il riprocessamento, Greenpeace diceva "no al riprocessamento" perché permette di recuperare quel plutonio che grazie a quel giochetto lì, che diventa più ciccione il nucleo dell'atomo di uranio, grazie a quell'effetto, dentro ad ogni elemento di combustibile ce n'è un chilo circa, dentro ogni barra alla fine del percorso. E dicevano: no è pericoloso fare questo non solo per il trasporto, ma perché se io vado a prendere quel plutonio che si è formato e lo tiro fuori, posso utilizzarlo per uso militare perché con il plutonio si fanno le bombe atomiche. E questo è ben noto. Questo giochino del riutilizzo del plutonio, e ho quasi finito, non è una novità per il vercellese e noi non lo dobbiamo cercare sull'enciclopedia, veniva praticato nel vercellese, negli anni passati con l'intento di dotare l'Italia di una certa qual riserva strategica di plutonio che poteva servire, insomma, per far paura i nostri vicini di casa immagino, insomma io non la so la ragione, certo che una nazione che si dota di un impianto per recuperare il plutonio che viene prodotto all'interno delle proprie centrali, qualche tipo di utilizzo pensa di farne. Ed era un utilizzo talmente trasparente che nel '99, quella è la cartina della regione Piemonte fatta nel '99, mica cento anni fa; nel '99 la cartina mostrava la zona di Saluggia in questa maniera: come vedete la Dora Baltea, se qualcuno riesce a vedere, l'isolotto in mezzo e un tubo di niente. Bene adesso Google Maps ci permette di vedere com'è tutto il mondo, e questo, più o meno nella stessa scala, è la situazione: voi vedete che là dove precedentemente non c'era segnato proprio niente nel '99, bene, ve lo dico io, dal 1960 c'erano quei due impianti che erano uno l'impianto di riprocessamento e l'altro il magazzino dell'impianto di riprocessamento, dove l'Italia, quatta quatta, senza neanche segnarlo sulla cartina, aveva pensato di recuperare il plutonio, quindi non è che siamo tanto senza peccato anche noi italiani senza essere Sellafield, senza essere ... va bhè ... Poi è arrivato Chernobyl no ed è stato un grande atto liberatorio, il vaso di Pandora si è aperto, ma la radioattività era dentro al vaso, e quando è scoppiata si è appalesata, come dicono gli avvocati, si è mostrata e ha cominciato a girare per il mondo e, insomma, non ve la faccio lunga, quello è quello che è rimasto di quella bella centrale di cui avete visto prima le fotografie. Quello è il buco ... il resto si è sparso ... quella è la situazione di Google Maps ... ecco è visibile e, chiunque di voi sappia dov'è Chernobyl ... questa è ripresa alla data di Google, ma insomma un anno fa sarà e potete vedere il sarcofago e il disastro che si è formato lì. C'è ancora la gru e vi vede, per chi sa vederla, sulla sinistra se ne vede l'ombra, sulla sinistra in alto. Va bhè, il futuro per queste ragioni non passa per il nucleare nonostante che io sia il primo ad ammettere che l'energia nucleare è una delle possibili fonti energetiche, ma tra le fonti energetiche è la più pericolosa, quella che mette in gioco, ripeto, la maggior quantità di dosi mortali. Ecco c'era anche scritto lì ... è la soluzione peggiore. Ecco, vado velocissimo, sono la soluzione più pericolosa le centrali nucleari ... non sto a dare le motivazioni eh, sono scarsamente efficaci, necessitano di uranio che è una risorsa limitata, producono rifiuti radioattivi che, in caso di incidente nucleare, possono essere sparati in giro per il mondo, anche in condizioni di normale funzionamento emettono radioattività al'esterno e voi di nuovo non dovete cercarlo sull'enciclopedia a Trino, tant'è che io quando vado in giro a fare questi piccoli comizietti per il Piemonte e non solo, porto proprio questa pagina e dico: ecco qua i dati per Trino Vercellese. Questi sono dati ufficiali: nel 2005 non solo la centrale non ha avuto nessun incidente, ma era pure ferma ... la centrale Fermi ferma è già un bell'esempio ... e voi vedete, non vedete, ma ve lo dico io, che ha scaricato in acqua qualcosa come ... prendiamo il Cobalto 60, un miliardo e 900 milioni di becquerel, scaricati ufficialmente, dichiarati dalla ... non so chi la gestisse allora ... già la Sogin forse, sì certo, già la Sogin; oppure se vi piace di più lo Stronzio 90, 2 milioni o se vi piace di più il cesio, 400 milioni. Allora, voglio dire che una centrale persino quando è ferma dà lo scarico sistematico, quando funziona anche ... si potrebbe dire che è uno scarico previsto, ma non per questo è ricostituente eh ... è previsto così come è previsto che bruciando un copertone il fumo faccia venire tanta tosse, cioè nessuno si stupisce se avviene, perché è previsto a livello di progetto ed è anche autorizzato. Però queste cose vanno a finire nel fiume, poco più avanti di Trino l'acqua del Po viene captata, mi pare, per andare nel canale Lanza ... dico bene? ... e poi non è mica usato per farsi ... cioè non va in un'industria chimica, va nelle campagne dove si coltiva un cereale piuttosto noto da queste parti. Allora pensate ad un atto terroristico, la centrale funziona benissimo, dentro si rompono i piatti, restano i frammenti, tutto resta lì perché il progetto è stato fatto perfetto, dopodiché arriva un terrorista e ci butta la bombetta ... beh se tutto scoppia, come dire, la questione diventa veramente ... cioè ogni centrale è una Chernobyl potenziale se qualcuno va a farla scoppiare; producono plutonio e uranio impoverito anche, su cui adesso non insisto, che sono utilizzabili per gli armamenti; sono molto costose: cinque miliardi per una centrale si dice adesso, se cinque miliardi costa costruirla, nessuno sa quanto costa smantellarla, ma tutti dicono, anzi i più conservatori, che costa almeno altrettanto, quindi sono cinque più cinque, dieci miliardi. Sono miliardi di euro eh, quindi ... va beh, ci costringono ad essere sempre dipendenti da una cosa che non controlliamo noi e ... giustificano il controllo ... militarizzano il territorio e comunque i dieci miliardi se li usi lì non li usi più a fare nient'altro quindi soffocano economicamente l'efficienza e il solare che, secondo noi, sono le soluzioni, come dicevamo prima. Io voglio solo dire: efficienza e solare poi però bisogna farli davvero, nel senso che ormai tutti sono d'accordo: il costo delle fonti energetiche, Politecnico di Torino, la fonte energetica che costa meno, quindi la più conveniente è questa qua a sinistra, è il muro coibentato, non è il gasolio, non è neanche il solare ... la fonte energetica: muro coibentato, cioè se uno si coibenta il muro di casa con un isolante termico, lì produce energia nella maniera più conveniente possibile, ma gli impianti fotovoltaici sono ultra finanziati, gli Italiani hanno cominciato a capire che, se sono finanziati, forse merita metterli, questo è il grafico di aumento, siamo arrivati a 300 Mw ... è tanto o è poco? Io so solo che a Trino ci sono due impianti fotovoltaici per 24 Kw complessivi. I trinesi devono provvedere, io dico sempre: più ancora, non al posto di, più ancora che firmare petizioni, uno dovrebbe firmare la propria petizione mettendosi cinque metri quadrati, due, sette, dieci metri quadrati di pannello fotovoltaico sopra alla testa, sul tetto di casa. Non che non bisogna firmare le petizioni, ma comunque un modo efficace, concreto e, tra parentesi, conveniente, dico per chi fosse interessato che se voi non avete una lira o se ce l'avete la volete destinare ad altro, un euro, potete andare in qualsiasi banca, la Legambiente iniziò questa cosa anni fa con una banca che si chiama tutt'ora, ma qui non è per niente presente, Banca del Credito Cooperativo, adesso lo fanno tutti, dall'Unicredit al non so quale, voi dite: io ho un tetto e voglio fare un impianto fotovoltaico, la banca dice: "ghe pensi me" qua facciamo fare il progetto, ti do i soldi io, anticipo tutte le spese, tutte ... cosa fa la banca, fa una convenzione lei con l'Enel diciamo, non è l'Enel, ma chiamiamolo Enel, cioè con il compratore di questa energia elettrica, mese per mese incamera il contributo, il pagamento diciamo dell'Enel, si rifà delle spese ... si rifà in dieci anni delle spese dell'impianto, lei decide la banca che invece ce ne mette quattordici di anni e al quindicesimo anno restituisce l'impianto a voi. Il margine della banca è il guadagno da dieci anni a quattordici anni. Se ve lo fate con i soldi vostri si paga in dieci, se lo fate con i soldi della banca si paga in quattordici, ma in ognuno dei casi voi dal quindicesimo anno in avanti siete completamente ... con solo utili ed anche fino a quella data, anche se lo fate con la banca, la corrente elettrica non la pagate più. Lo so che sembra del paese del ben godi e che io mi chiamo Godio, però, non so come dire, è proprio conveniente. Direi fin troppo conveniente, però a Trino ci sono solo due impianti. Bene, direi che abbiamo finito ... dico solo ancora forse una cosa e ho chiuso ... voglio ancora aggiungere una cosa e concludere per dire come la penso rispetto al problema dell'impianto di Trino che viene adesso fintamente smantellato. Io vi leggo un passo, poi vi dico dopo da dove lo sto leggendo ... qui dice ... è un'istituzione importante che delibera e dice che "sia condivisibile l'obiettivo ... salto un pezzo ... di smantellamento totale della centrale Enrico Fermi con il rilascio del sito privo da vincoli di natura radiologica ed ambientale e il conferimento dei materiali risultanti da tale operazione al deposito nazionale". Questa importante istituzione dice: siamo d'accordo, smantellare Trino, prendere i materiali relativi e conferirli in un posto un po' meno assurdo di dove sono sistemati adesso. Poche righe più avanti dice "di ritenere sempre questa importante istituzione di ritenere, tuttavia, che allo stato attuale non sussistano le condizioni per il perfezionamento del procedimento cioè per poterlo fare davvero in presenza delle incognite che permangono con riguardo alla variabile temporale corredata all'individuazione del sito deputato ad ospitare il deposito nazionale per i rifiuti di III categoria, nonché delle più generali incognite connesse alla messa in sicurezza e allo stoccaggio dei rifiuti di I e II categoria", in altri termini, traducendo dal politichese e dal burocratichese, dice: andrebbe proprio bene smantellarla, peccato che adesso non ci sia nessuna garanzia perché non c'è il deposito nazionale per metterci i materiali di più elevata radioattività e neanche gli altri depositi per metterci gli altri a più bassa. Bene, io rimango di questa idea, questa è la realtà di oggi, cosa è cambiato, adesso c'è il deposito nazionale? Ci sono i depositi ... allora l'importante istituzione è la Regione Piemonte, la delibera è stata pubblicata sul bollettino ufficiale del 19 febbraio 2004. Allora dal 2004 al 2009 non mi sembra che sia cambiato nulla, non vedo perché ciò che non era ritenuto opportuno fare nel 2004 sia invece ritenuto opportuno fare nel 2009. Quindi io vi invito ad attestarvi su questa posizione che anche la Regione Piemonte enunciava con delibera ufficiale della Giunta regionale nel 2004 e a mettere mano ai portafogli e a pretendere che venga rispettata almeno perché facciamo ricorso al TAR del Lazio. Grazie. [1.08.43]
Fausto Cognasso, portavoce Gruppo Senza Sede di Trino (VC) Come suol dirsi adesso apriamo le danze rispetto al dibattito, nel senso che chiunque voglia intervenire lo può fare. Io intanto volevo fare un ringraziamento a Godio perché, come sempre, è didatticamente razionale. A differenza anche di Silvano io sono uno che ragiona, su questi temi, molto di pancia e penso che alla fine di far capire poco, invece Godio credo che abbia esemplificato molto bene quali sono i nostri temi su quello che vogliamo combattere. Aggiungo una cosa che mi era sfuggita prima e che è questa: l'informazione. Noi ci teniamo molto, noi pensiamo di fare una serie di serate informative come questa perché, se non le facciamo noi, scusate la poca modestia, "noi" intesi in senso lato come "movimento ambientalista", non le fa nessuno. Meno che meno noi pensiamo che possa essere spacciata come informazione un opuscolo "una tantum" che viene presentato ai cittadini. Meno che meno un computer all'interno del palazzo comunale peraltro messo a disposizione dal gestore che ovviamente sarà "pro domo sua". L'informazione avrebbe dovuto prevedere anche un coinvolgimento dei cittadini sotto un altro punto di vista: quello della Protezione Civile. È bene che si sappia che se il ricorso non andrà a buon fine ed è quello che noi non speriamo, lo smantellamento della Fermi così come lo smantellamento degli altri siti nucleari avverrà, ma in modo particolare sto parlando per Trino, in assenza assoluta di un piano comunale ad hoc di Protezione Civile. In questa fase noi abbiamo il Comune, la Prefettura e la stessa Provincia, ha delegato in maniera assoluta al gestore questa piccolissima questione. Noi pensiamo che non è possibile che si vada avanti in questi termini. Nel volantino troverete anche una cosa che da anni che se chiede e che noi chiederemo che è un osservatorio dei cittadini sul nucleare in modo che si abbia una trasparenza su quelli che saranno gli stati di avanzamento, qualora si raggiunga il deposito nazionale, questa è la premessa sempre importante, perché noi non siamo contro lo smantellamento, siamo per lo smantellamento quando ci saranno i presupposti e che diano conoscenza ai cittadini delle varie fasi e, soprattutto, da un punto di vista di Protezione Civile, di radioprotezione, che cosa fare in caso di malaugurato accidente. Scusate la precisazione che era quasi d'obbligo. Dopo di ché iniziamo ovviamente il dibattito. Ha chiesto la parola Alberto Deambrogio che è consigliere regionale di Rifondazione Comunista e volentieri glielo diamo. [1.12.29]
Alberto Deambrogio, consigliere regionale di Rifondazione Comunista Grazie Fausto, grazie a tutte e a tutti. Intanto vi porto il saluto e l'impegno anche di Paola Barassi che è presidentessa della Commissione regionale Ambiente, che alcuni di voi conosceranno già perché ha partecipato come me e come altri consiglieri anche a manifestazioni territoriali, l'ultima quest'estate che questa sera non può essere qui, ma che appunto ci teneva a far presente che stiamo seguendo esattamente passo a passo anche le novità legislative e diciamo tutta la parte che riguarda il cosiddetto nucleare pregresso anche in sede istituzionale. Poi io personalmente penso che, per come sono fatto, insomma non finisce lì il mio ruolo. Io, diciamo così ho un grande rispetto per le istituzioni, ma penso che, soprattutto in una fase come questa, il ruolo anche di chi sta dentro alle istituzioni sia di stare da una parte intanto, ma di stare con quella parte a costruire anche momenti territoriali che in qualche modo descrivano i problemi e aiutino a risolverli insieme. Io dico tre cose. La prima: naturalmente, diciamo, il rilancio del nucleare che ha tutte le caratteristiche che Godio diceva prima, di profonda irrazionalità, è comunque in campo. È vero che oggi l'accordo Italia-Francia per come è definito è, ad oggi, pura chiacchiera, checché se ne dica perché in questo Paese oggi manca una legge nazionale su cui quell'accordo possa far base, è del tutto evidente che non dobbiamo farci soverchie illusioni: quella legge sta per arrivare e quindi la prima cosa che volevo condividere con voi è esattamente capire come noi tutti insieme saremo in grado, diciamo, di mobilitarci a fronte del fatto che quella legge arriverà. Vedremo poi tutte, come dire, le modalità con cui farle, ma questo bisogna che intanto ce lo mettiamo in testa e che è giusto che si inizi da Trino, ma è del tutto evidente che tutto il nostro territorio piemontese ... io abito qui vicino, ma insomma, ci saranno iniziative a Casale Monferrato credo il 27 prossimo, a Bosco Marengo credo che se ne stia organizzando una oltre che a organizzare il ricorso anche lì, diciamo sul pregresso. Bisogna appunto organizzare un rilancio di un movimento che ha avuto anche la capacità di vincere un referendum, ma, da questo punto di vista come dire, non mi sento di essere così ottimista. Quella cultura in venti anni, come dire, non dico che sia andata del tutto persa, ma è in difficoltà. E questo bisogna saperlo a fronte del fatto che ci stanno preparando questo. Se quella legge ci sarà è del tutto evidente che l'accordo Italia-Francia dice che il territorio piemontese, volenti o nolenti, è il territorio candidato, che Trino, diciamo, ma poi si possono fare molti esempi, si è detto Leri, potrei dire l'operazione che è stata fatta sapete molto probabilmente come, della costruzione della centrale E-On di fronte ... a Livorno Ferraris di fronte a quella dell'Enel no, voi sapete che, E-On tra l'altro è partner di questo nuovo progetto nucleare che dovrebbe partire con questo accordo Italia-Francia. Quindi i posti sono tanti possibili, insistono tutti qui. Tra l'altro, se questo si facesse, ci beccheremmo non solo le centrali, ma pure la servitù degli elettrodotti perché è del tutto evidente che questa energia poi va trasportata e c'è l'accordo con a Francia, ci beccheremo pure la servitù degli elettrodotti. Però appunto lì sta la situazione. E per quanto riguarda la Regione Piemonte, io devo dire che, diciamo i primi passi sono stati positivi per quanto mi riguarda perché intanto noi, come Consiglio Regionale, mi corregga Giorgio Comella che è qui, abbiamo votato circa due anni fa un ordine del giorno che è stato votato ed è passato, insomma, che ribadisce il no al nucleare da parte della Regione Piemonte. Ci sono state le prese di posizione sostanzialmente immediate da parte della Presidente Bresso. Voi sapete tra l'altro che le questioni energetiche sono materia concorrente, tra l'altro, tra lo Stato e le Regioni, piccola cosa no, ma importante. Questi primi posizionamenti positivi non vogliono significare, come dire, che la situazione sia in discesa, cioè rimane valido quel che dicevo prima, cioè bisogna che ci attrezziamo a una mobilitazione, degna di questo nome, intelligente, soprattutto nel momento in cui la nuova legge sarà legge e che quindi anche l'accordo Italia-Francia avrà una base su cui poggiare. E questa è una cosa. C'è il pregresso: io vengo, così come Giorgio, da una francamente allucinante riunione della Commissione Ambiente presieduta appunto dalla Presidente Barassi, in cui abbiamo invitato, per essere auditi, gli enti locali del vercellese, diciamo, in parte su che cosa loro pensano di questo rilancio del nucleare, in parte per capire come essi intendono, come dire, posizionarsi sul nucleare pregresso. In particolare su questa questione che voi state affrontando, io stesso ho fatto una domanda precisa ai sindaci, vicesindaci o comunque amministratori che erano lì presenti: a fronte del fatto che ci sono, come dire, dei comitati di cittadini che si stanno muovendo per portare ricorso a quelle scelte su cui non torno più perché sono già state descritte prima, voi come enti locali che cosa decidete di fare, cioè avete idea in qualche modo di entrare in quella discussione, di prendere una posizione? ... non c'è stata nessuna risposta, cioè nessuno degli intervenuti ha risposto a questa domanda. Tutti gli intervenuti hanno sostenuto il fatto che bisogna darsi da fare per trovare il deposito nazionale, e questa è cosa buona e giusta è del tutto evidente, questo però è importante perché l'altra domanda è stata questa: voi siete amministratori locali del vercellese, ma siete anche amministratori di questo Paese, che cosa pensate di questo rilancio del nucleare in Italia, cioè pensate alla fine dei conti, che in qualche modo, al di là del fatto che sia fatto qui a casa vostra, è una cosa che sta in piedi oppure no? È una cosa che, per esempio, a fronte di, come dire, di compensazioni e sul terreno dei posti di lavoro piuttosto che di soldi come si fa, è una cosa che continua a non stare in piedi oppure ci tornerete a pensarci? Da questo punto di vista, nonostante che tutti avessero detto prima cerchiamo di trovare il deposito unico nazionale per le scorie, da questo punto di vista nessuno ha portato il ragionamento alle conseguenze che io mi sarei aspettato, cioè per dire insomma ... abbiamo un territorio così martoriato, proviamo a dire no qui perché abbiamo già dato, ma no in assoluto. Questa cosa non è stata detta, quindi diciamo così il sito nazionale e poi staremo a vedere. Quindi diciamo questo bisogna saperlo perché poi, come dire, ci si raffronta anche ognuno con i propri rappresentanti. La provincia di Vercelli, tra l'altro era assente quel mattino. Ecco quindi questa è la fotografia che abbiamo di fronte. Io penso questo, io penso che intanto per quanto riguarda la richiesta che Fausto faceva, sacrosanta, sui ricorsi, costano. Io credo, diciamo, te lo posso assicurare, che per quanto riguarda il mio gruppo, lo decidiamo a inizio settimana, io credo che andremo a dare un contributo sia a voi qui, sia a quei cittadini che stanno facendo la stessa cosa a Bosco Marengo esattamente perché ... a Saluggia è già stato fatto quindi ... perché vogliamo, come dire, tentare di aiutare una cosa che ci pare giusta su tutto il territorio. L'ultima cosa che volevo dire è questa: è stata citata prima una legge sulle radiazioni ionizzanti che ha appunto ... uno dei progetti di legge ha come prima firmataria, tra l'altro la Presidente Barassi, anch'io sono firmatario, Giorgio Comella pure ... ecco, siamo ad un punto abbastanza importante perché i progetti di legge sono in commissione, cono diventati una proposta di testo unico organico che è appunto in commissione, abbiamo iniziato a votare, abbiamo votato i primi due articoli, adesso bisognerà seguirla attentamente anche perché io penso e questo è molto importante, che oltre a tutte le cose che ci sono scritte dentro, dentro lì ci deve anche essere scritto, sulla nostra proposta c'era e noi lottiamo affinché ci sia anche nella proposta definitiva, che ci sia spazio, in quella legge, che, come dire, diventi davvero legge, che ci sia spazio per i cittadini per avere, come dire, diritto di parola, diritto di osservazione e quindi che ci siano davvero degli osservatori dei cittadini, la cosa che chiedeva Fausto e che leggeva Fausto, e che quello cioè diventi legge e che quindi i cittadini abbiano una base d'appoggio su cui poter appunto contare e dire delle cose. Vi ringrazio ancora e credo appunto che ... vi invito ecco poi il 27 a Casale, teniamoci in contatto perché ci sarà bisogno di lavorare molto e lavorare assieme. Grazie. [1.23.08]
Fausto Cognasso, portavoce Gruppo Senza Sede di Trino (VC) Comella? È evidente che loro sono consiglieri regionali e ... consigliano. Ci piacerebbe che poi intervenisse anche qualche cittadino per dirci anche critiche ... avete detto delle castronerie piuttosto che no e soprattutto io lo ribadisco, prima che intervenga Comella, a noi questa sera premeva fare questo primo atto di informazione e soprattutto volevamo lanciare la pietra nello stagno in modo che facesse le onde. E le onde sono meramente di natura economica. Questo ricorso costa, se ci date una mano alcuni di noi ci mettono la faccia e vanno da Dal Piaz a firmare, ci mettono anche i soldi, però se potessimo avere questo sostegno economico da parte vostra sarebbe cosa gradita. Lo ribadisco per non dirlo poi più dopo, domani e sabato prossimo ci saranno i banchetti al mattino al mercato, il pomeriggio dei sabati, stiamo trattando con gli amici di Società Futura di Vercelli, che hanno la possibilità di avere dei gazebo in quel di P.za Cavour se non vado errato, che ci hanno dato la loro disponibilità e la loro mano e anche lì faremo la stessa cosa sulla città di Vercelli. Non è solo una questione trinese, chiunque volesse partecipare che sia della zona che sia del Monferrato, perché noi non ci scordiamo mai di essere un'appendice del Monferrato e, soprattutto, poi alla fine i problemi sono comuni ... è ben gradito. Giorgio Comella. [1.25.10]
Giorgio Comella, consigliere regionale di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo - Mah, buona sera a tutti, io sono convinto che l'iniziativa di stasera sia centrata, sia dovuta rispetto anche al susseguirsi degli eventi "berlusconidi" e quindi dico subito che anche noi come Sinistra Democratica, come gruppo regionale, ci stiamo a lasciare poi il caché alla fine, al termine di tutte le operazioni di raccolta che però mi auguro vedano un'ampia concorrenza di cittadini, voglio dire, per una iniziativa di questo genere. Io credo che in questo momento per altro, tutte le iniziative che vanno in questa direzione, siano in qualche modo da sostenere. Ce ne sono anche altre, ci sono iniziative di raccolta firme per una proposta di legge popolare che stanno avvenendo da più parti, soprattutto zona Torino, ma anche a Vercelli e anche da altre parti. Perché bisogna fare questo. Ha ragione Alberto Deambrogio, quello che diceva prima: la ricostruzione di un movimento. Perché dall'87 a oggi si è persa molta memoria e quindi o si ricostruisce questo movimento o altrimenti è certo che l'accordo Sarkozy-Berlusconi ripresenterà la tariffa nucleare e se non c'è la capacità di mobilitazione che già si è sperimentata sul terreno prima ancora che questo evento legislativo appaia, io credo che ci troveremo nei guai. Ci troveremo, si intende l'intera nazione Italia, ma in modo particolare questa provincia per le cose che diceva Fausto prima. Questa predisposizione all'assuefazione che ha consentito che qui ci fosse ... qui a Trino, a Saluggia, ma direi anche a Bosco Marengo ... ci fosse il concentrato di tutto il nucleare. Da altre parti d'Italia ... io credo che in Toscana non si sarebbe riusciti a piazzare questo polpot, in questa zona sì. Quindi o c'è questa capacità o altrimenti ... Io volevo solo sottolineare un aspetto di altra natura che non c'è stato nelle prime due comunicazioni, cioè l'aspetto della convenienza, della non convenienza, quali sono le esigenze primarie e quali non lo sono. Allora, Godio diceva: queste centrali costeranno cinque miliardi l'una, pare che siano anche più di cinque miliardi, cinque e due, qualcuno dice cinque e cinque ... è un bell'affare per Sarkozy questa roba. Sono centrali di III generazione con la prospettiva che prima del 2030 ci sarà già la IV generazione. Queste centrali non potranno partire prima del 2020, la IV arriverà prima del 2030, cioè quando queste centrali partiranno saranno già rottami. È un business questa cosa? Vogliamo vederla da un'altra parte? Lunedì c'era Almunia che è il gran commissario per gli affari economi europei che ha detto che questa Europa arriverà al 2010 con sei milioni di disoccupati. Secondo voi di questi sei milioni l'Italia non ne avrà neanche uno o sarà la Nazione che magari ci lascia le penne più di altre? Io penso, temo che sia la seconda tesi e non la prima, cioè abbiamo davanti una situazione del lavoro e dell'economia che non consente di fare sprechi in maniera alcuna. Abbiamo avuto una relazione dal nostro Assessore al Lavoro due martedì fa, la relazione si basava sugli ultimi dati raccolti al 5 di febbraio. Il Piemonte al 5 di febbraio aveva raccolto qualcosa come 3 milioni e 250 mila ore di cassa integrazione straordinaria, mese di gennaio eh, tutte lì. Rispetto al gennaio dell'anno prima ce n'erano state 630 mila. L'aumento è cinque volte tanto. Cioè la cassa integrazione ordinaria è aumentata del 500 per cento. Badate che un fenomeno del genere noi non l'abbiamo attraversato mai, tra l'altro ci sono le posizioni degli istituti bancari che non scuciono più soldi, che ... per le aziende, quando mettono in cassa integrazione i lavoratori, poi sono le aziende che devono dare i soldi della "ordinaria", ma se non hanno più un centesimo per far ballare l'orso, questi soldi non li tirano fuori. Ho voluto fare sta circonvallazione non per parlar d'altro, ma per dire che diventa indispensabile per chi fa pubblica amministrazione, tirar fuori i soldi e contribuire al reddito della gente che sicuramente resterà con dei grossi problemi esistenziali in conseguenza della crisi. Questa è l'indicazione. Bene, parlo di enti pubblici, la Regione ha aggiunto una settantina di milioni per sostegno del reddito: se le cose van così sosterremo pochissimo reddito con questi soldi eh, perché saremo costretti come Piemonte a fare le cose che il Governo nazionale non fa. Allora il Governo nazionale ha promesso cinque miliardi e mezzo se le regioni ne tirano fuori due e mezzo per sostenere il reddito. Cinque miliardi e mezzo mi dice che è una centrale? Una di queste centrali? Ne vogliono fare quattro di queste cose. Ora, a me pare che questo modo qui sia il modo più palese per sprecare i soldi pubblici, cioè metterli in operazioni che non serviranno a niente, che produrranno degli impianti che sono già obsoleti prima ancora che vengano costruiti e vuol dire sottrarre risorse all'erario pubblico che invece dovrebbero essere destinate a bisogni veri della cittadinanza. Tutto sto discorso non centra niente con chi è pro o contro il nucleare. Io sono contro, ma è un dato oggettivo, credetemi. Seconda considerazione: il pregresso, le scorie e quant'altro. C'è stato solo un momento in cui questo discorso è stato preso seriamente ed è stato tra il '99 e il 2000, quando all'ora c'era ministro dell'Industria il Pierluigi Bersani che aveva fatto fare uno studio sull'Italia ... geologico, su dati scientifici, reali, geologico, sismico, ecc. che alla fine aveva generato un'immagine dello stivale tutto puntinato, con tutti puntini neri. C'erano cioè in questa Nazione 214 siti potenziali in grado di ospitare un deposito di scorie nucleari. Poi nel 2001 è passato Berlusconi al Governo, il progetto è stato appallottolato è buttato nel cestino. La fase è partir da lì, ma partire subito e iniziare a fare un percorso di comparazione tra sito e sito in modo assolutamente trasparente, consentendo che tutti possano essere informati e tutti possano dire la loro in questa cosa. È l'unico modo perché altrimenti anche le assicurazioni di questo Governo che è possibile individuare il sito, beh io credo che abbiano poche probabilità di funzionare. Qual è il comune o la provincia d'Italia che si dichiara disponibile a pigliarsi il deposito nazionale di tutte le scorie nucleari d'Italia, cioè si farà un'altra volta l'operazione Scanzano Jonico? Si solleverà tutta la gente. Ora un'operazione di comparazione tra area e area e che, per eliminazione, lasci alla fine il sito migliore, uso un termine improprio, il sito meno peggiore dove collocare queste cose, o parte subito e ci si mette davanti al naso due/tre anni di tempo o altrimenti non arriverà mai in porto. E giustamente come veniva fatto notare sia da Fausto che da Gian Piero, se noi oggi assistiamo allo smantellamento della centrale, alla messa in sicurezza di tutte le scorie che già ci sono in assenza che questo processo sia addirittura avviato, alla fine noi ci terremo le scorie qui e ce le terremo fino al momento in cui questi depositi provvisori avranno i muri sani che non si scrostano ecc. ... magari anche in sicurezza, solo che dopo cinquant'anni, sessant'anni i muri si scrostano. Quello che è avvenuto nel reattore Avogadro che quando è stato fatto magari non perdeva acqua, adesso sì perché è passato un secolo. Ora il fatto di dire non si smantella nulla fino al momento in cui non parte l'operazione di ricerca del deposito, beh io credo che sia semplicemente dovuta e che su questa cosa bisogna proprio tener ferme le cose. Dico un'ultima roba dato che io non sono precisamente neutro nella cosa, a me pare che, in ogni caso, delle varie scelte energetiche che si possono fare ... giustamente prima la slide ci faceva vedere come la scelta più efficiente è quella di impiantare dei meccanismi che consentano di non usarla l'energia: la coibentazione del muro no, molto semplice. Questo è il passaggio indubbiamente. L'altro passaggio sono le alternative rinnovabili. L'Aiea mi pare che preveda che adesso grosso modo siamo a un utilizzo del 15% di energia nucleare, prevede che si arrivi al 13% nel 2015 o giù di lì. C'è qualcuno che le prende sul serio ste cose, per esempio quella Angela Merkel lì ha già deciso la Exit Strategy e l'entrata esclusiva per quanto riguarda la produzione da alternative rinnovabili; hanno già anche fatto la proiezione di che cosa si traduce questo in termini di occupazione: 250'000 posti di lavoro. La Spagna ha seguito subito dopo ... parlo di robe subito dopo il 2000, adesso Obama dall'altra parte dell'Atlantico, io penso che l'abbiam sentito tutti, punta tutto esclusivamente sulla questione delle alternative rinnovabili. Lì è la patria dei petrolieri. Ora, io non ho capito, ma fino a quando si poteva dire che la questione nucleare era un fatto diffuso in tutta Europa, ma magari anche fino all'87 quando noi abbiam fatto il referendum, ci poteva ancora essere qualche aggancio, ma negli ultimi vent'anni effettivamente tutte le nazioni più evolute hanno abbandonato questa tecnologia. Berlusconi dice di ripristinarla, va da Sarkozy e Sarkozy gli vende il fondo di magazzino. Se troviamo soluzioni, descrizioni, voglio dire, più convincenti di quella che ho dato io, possiamo anche transare, io penso e mi auguro che invece in questa sala, ma anche fuori da questa sala ci troviamo poi tutti d'accordo nel sostenere questa iniziativa e anche le altre per vedere di fermare questa ondata di follia. Grazie. [1.39.00]
Sig. Favero (pubblico) Buona sera, mi chiamo Favero. Due domande al sig. Godio. Una quasi banale: parlando con un ingegnere di pannelli solari, mi ha detto che c'è ... l'idea ... fondata o meno non lo so, mi piacerebbe conoscere la sua opinione, che per costruire un pannello solare si consuma più energia di quella che questo produrrà nella sua esistenza e quindi banalizzerebbe l'investimento nei pannelli solari. E la seconda, molto più importante, vorrei sapere quali sono le proposte che Legambiente fa nel riciclo, nello stoccaggio, nella gestione delle scorie nucleari in Italia; cioè, ammesso che non le vogliamo a Trino, cosa dobbiamo farne di queste scorie. [1.40.05]
Gian Piero Godio, responsabile energia Piemonte e VdA di Legambiente Potrei ricominciare per un quarto d'ora perché la domanda è quanto mai importante. Allora la prima cosa, la più rapida sui pannelli fotovoltaici. È vero la prima cosa è non ingannarsi da noi stessi, c'è una metodologia che adesso si studia nelle università ... i nostri figli studiano all'università, si chiama L.C.A. Life Cycle Assessment [valutazione del ciclo di vita] è un modo per andare a vedere, quando si fa una certa cosa, tutto ciò che sono gli effetti indiretti, quindi se si va a vedere un pannello fotovoltaico bisogna giustamente considerare non solo l'energia che produce nella fase che noi vediamo e che ci piace di più e che è quella: lo mettiamo sul tetto e ci dà l'energia elettrica, ma anche tutto quel percorso, a volte un po' oscuro, che c'è a monte e che ci può essere a valle. A monte c'è che da qualche parte bisogna scavare il silicio, andarlo a fondere, raffinarlo, tagliarlo, renderlo di quella purezza che va bene o impurezza, ecc., ecc., costruire il pannello, trasportarlo fino ad arrivare a casa nostra nuovo di pacca, dopodiché, dopo trent'anni, quando ha quasi smesso di funzionare, bisogna smaltirlo e non è esattamente una manciata di terra, quindi bisogna in qualche modo metterlo dove mettiamo il vetro, dove mettiamo altre cose. Allora questa valutazione dell'intero ciclo di vita viene fatta abitualmente oggi nelle università, negli istituti di ricerca per tanti e tanti prodotti. È stata fatta anche per i pannelli e se n'è ricavato questo: un pannello ... un metro quadrato ... facciamo riferimento a un metro quadrato che ci sta bene le idee, noi sappiamo che su un metro quadrato arrivano in un anno dal sole un sacco di energia, diciamo 5/600 litri di petrolio equivalente, il pannello fotovoltaico è in grado di raccoglierne una quantità annuale che è di circa 130 Kw/ora elettrici cioè 130 di quelle cose che noi paghiamo all'Enel e che cuociamo le pizze ... sempre il Kw/ora di prima, 130 ... allora, facendo i conti a modo e andando a vedere quanto è costata l'energia per fabbricarlo, quanto è poi il costo energetico per poi smaltirlo, si può dire che è tra il 15 e 20 percento, quindi di quei 130 bisogna considerare che 30 ce li perdiamo se siamo onesti. Il pannello produce 130 Kw/ora all'anno, ma 30, se siamo onesti, dobbiamo dire che non contano perché 20 o 25 restituiscono il debito fatto a suo tempo per fabbricarlo e 5 è il debito futuro per smaltirlo. Ne restano 100. 100 Kw/ora elettrici equivalgono a 200 Kw/ora termici perché la resa della migliore delle centrali che avete qui intorno ed è anche la più vicina, è del 50%. 200 Kw/ora termici sono 20 bei litrazzi di petrolio, vuole dire che ogni metro quadrato è un bidone di petrolio da 20 litri all'anno recuperato ... alla faccia della scarsa efficienza dei pannelli. E con questo ho risposto. Mi sembra di non avere mai visto nessun sostenitore del nucleare fare una L.C.A. del nucleare a partire dalla miniera d'uranio in Tanzania e tutti i costi e anche pensando che l'uranio, finché le centrali erano poche, bastava pigliarlo dove c'era e ce n'era abbondante, quando le centrali diventano tante sarà un pochino più difficile trovarlo così abbondante e bisognerà andarlo a scavare più in profondità, bisognerà raffinarlo molto più a lungo. Poi la costruzione della centrale. Se costa cinque miliardi che sono una cifra spaventosa e ce ne sono di materiali lì dentro, ci sono acciai speciali, ci sono circuiti elettronici, ci sono dispositivi di ogni genere, cemento, tanto cemento. Allora tutto questo ha un costo energetico. Poi quando io la vado a smantellare la centrale se ci vogliono di nuovo cinque miliardi o più ancora vuol dire che anche lì ci saranno dei notevoli consumi e poi devo custodire le scorie per ... prima non ne abbiamo parlato ... un problemino da niente, se le scorie non si spandono come a Chernobyl in giro per il pianeta, le devo comunque tenere custodite per un tot numero di anni che, se voglio essere proprio sicuro, devono arrivare attorno ai 100'000 e, anche lì qualche costicino ci sarà a gestire un deposito per 100'000 anni quando la nostra storia, fino alla preistoria, fa solo 5'000, quindi sarebbe proprio il caso di fare la L.C.A. ... questo nomignolo che vuol dire l'analisi del ciclo di vita del nucleare ... alcuni l'hanno fatto stabilendo ... ci sono due correnti di pensiero: i sostenitori del nucleare dicono che è comunque conveniente, i detrattori dicono che è un disastro perché addirittura a costruire la centrale e a smantellarla e a conservar le scorie, se si somma tutto c'è più energia che non quella che si ricava dalla centrale. Probabilmente diciamo, la verità sta un po' nel mezzo secondo me e questo testimonia che comunque non è un grande affare neanche da questo punto di vista il nucleare. I pannelli fotovoltaici però invece 100 Kw/ora all'anno elettrici per metro quadrato, l'equivalente che si può ottenere da un bidone da venti litri di petrolio per metro quadro. La seconda domanda: dove la Legambiente metterebbe le scorie. Allora ... non voglio ... la domanda ... grazie anche d'avermela fatta, provocatoriamente direi: ah, certo che non bisogna venirlo a chiedere alla Legambiente dove mettere le scorie che noi il nucleare non l'avremmo proprio fatto mai, proprio perché sappiamo che poi non si sa dove mettere le scorie perché se uno comincia a dire: ma se il nucleare non avesse le scorie e se non ci fossero gli incidenti, non ci fossero gli errori umani e se l'uranio non si esaurisse mai e se ... e se mia nonna avesse le ruote certo sarebbe un tram anche mia nonna, ma non ha le ruote e non è un tram. Allora noi sappiamo che c'è quel problema. Fatta sta premessa: dove metterle. Io credo che quello che diceva Giorgio Comella ... un percorso, come dire, democratico, trasparente, fatto insieme alle popolazioni, forse permette di identificare dei posti un po' più razionali, non dei posti sicuri, se ci fosse un posto sicuro, sarei d'accordo anch'io a fare il nucleare visto che io ci ho lavorato vent'anni della mia vita nel nucleare criticandolo dall'interno eh, non aspettando di esserne fuori. Sì me ne sono reso conto quando il mio ... e cominciato a manifestare questa mia contrarietà, quando il mio stipendio dipendeva da quella tecnologia lì, quindi ho fatto una scelta anche un pochino contro i miei interessi. Allora, certo è un problema veramente. Forse l'unico modo è una localizzazione in Italia di un deposito centralizzato, se non è possibile in Italia perché non ci sono posti adatti perché il nostro Paese è un pochino sfortunato dalla situazione orografica e dalla situazione abitativa, forse a livello europeo ci potrebbe essere un sito meno peggio di altri. Certo comunque che saranno dolori in ogni caso e quindi, proprio per questo, io dico che la scelta del nucleare non va fatta. Di sicuro posso dire che Saluggia, prima di tutto, Trino e Bosco Marengo in seconda battuta sono i posti più irrazionali che si possono immaginare ... Saluggia è a venti metri dal fiume, alluvionato, perso la contaminazione della falda, Acquedotto del Monferrato che è il più grande del Piemonte a un chilometro e mezzo a valle, in direzione di scorrimento della falda ... lì sembra proprio fatto scegliere, per fare una battuta, da Bin Laden per far sì che ogni minimo incidente possa avere la massima conseguenza possibile. Trino e Bosco Marengo sono irrazionali leggermente meno, ma sempre irrazionali ... lungo il Po, insomma anche qui avete tutti i problemi della campagna circostante e siamo sempre in Pianura Padana che è la zona più nevralgica del Paese. Quindi di sicuro questi siti qui dovrebbero essere alla veloce sgomberati e individuato un sito meno assurdo. Qualcuno aveva proposto anche delle metodologie e addirittura l'Iaea perché questo problema ce l'hanno anche i sostenitori del nucleare: come fare a individuare dei posti dove la gente gli lasci fare i depositi. E avevano individuato un percorso relativamente democratico, diciamo per scaltrezza secondo me, per cercare di farlo ottenere. Io quando sentii il generale Jean dire: lo facciamo a Scanzano perché lo abbiamo deciso, dissi al TG2 che si degnò di intervistare la Legambiente dissi: facendo così lo fanno apposta per farselo rifiutare. Infatti io sono ancora dell'idea che la bella pensata di andare a fare quella forzatura su Scanzano fosse un modo per far sì che lì si rifiutasse e venissero realizzati non un deposito, ma undici, dodici depositi come stanno infatti realizzando adesso, perché alla fine di questo bell'esempio voi avete il disegnino del volantino con il mio nome sotto e lì fa vedere il Piemonte bello attrezzato ... uno, due, tre, quattro, cinque, sei depositi, il resto dell'Italia ha depositi, in Basilicata ci sarà un deposito, in Campagna ci sarà un deposito, nel Lazio ci sarà un deposito, allora in questo modo, secondo me, riescono ad attrezzare l'Italia anziché con un solo deposito fatto a stento con enne depositi che possono sempre servire in futuro. Allora forse è stata una strategia, certo farlo in quel modo è il modo più sconsigliabile anche per ragioni minimamente di democrazia, insomma chi non insorgerebbe. [1.49.53]
Fausto Cognasso, portavoce Gruppo Senza Sede di Trino (VC) A proposito di deposito, per ... a intanto ... scusate ... qui in sala è presente un signore che si chiama Marco Furlanetto il quale gestisce un sito che si chiama, correggimi se sbaglio, www.le1000gru.org Per chi fosse dotato e ovviamente in questa fase storica è in voga in computer, è un sito fatto molto bene e nuovamente io torno sulla questione dell'informazione ... dà l'informazione e quindi visitandolo uno si fa delle idee rispetto a questi temi ... lo ripeto www.le1000gru.org Ridò la parola a Silvano poi se qualcuno vuole ancora intervenire per carità di Dio, ma siccome andiamo verso orari che inducono più alla sonnolenza che non al partecipare in maniera viva ... ribadisco per l'ennesima volta, domani mattina, sabato mattina prossimo venturo abbiamo bisogno di voi sia in termini di firme perché non è negato a qualche cittadino che non sia iscritto alla Legambiente o che non sia aderente al Gruppo Senza Sede di sottoscrivere questo ricorso, l'unica cosa che vi chiediamo e che dovete poi rendervene conto è che bisognerà partire, andare nello studio dell'avvocato Dal Piaz a mettere la propria firma. Quindi ci sarà questo fastidio dell'andare a Torino che è un fastidio relativo, insomma. La questione economica invece è una questione sulla quale ritorno. Credo che sia importante che ci sosteniate da questo punto di vista. Do la parola, se non ci sono altri interventi a Silvano e credo anche gliela do per le conclusioni. [1.52.19]
Silvano Raise, portavoce Comitato Spontaneo Arcobaleno di Rondissone (TO) Va bene, faccio ancora questo piccolo intervento per chiudere un po' la serata poi magari appunto i saluti finali li fa ancora Fausto. Rispetto alla questione del nucleare e alla gestione di chi dovrebbe gestire il nucleare in Italia. Noi abbiamo già visto come lavora la Sogin sulla questione nucleare in Italia. Noi non ci fidiamo di questi signori di come potrebbero gestire la questione in Italia. Io ritorno sulla questione di Saluggia. A Saluggia le perdite della piscina che conteneva le barre radioattive furono riscontrate dalla Sogin nel 2004, vennero comunicate e vennero tacitate per evitare di allarme la popolazione. Nel 2006 le notizie trapelarono all'esterno grazie ad alcuni lavoratori della Sogin e quindi vennero riportate sui giornali. In assemblea pubblica la stessa Sogin negò la presenza di perdite fino a quando non furono talmente evidenti che arrivarono ad inquinare la falda superficiale dell'Acquedotto del Monferrato. Allora questi signori qua sarebbero gli stessi che dovrebbero gestire le future centrali nucleari che verranno a costare, come si diceva prima, non cinque ... verranno a costare, come stanno progettando in Finlandia, intorno ai sette miliardi di euro l'una, si parla di 28 miliardi di euro per quattro centrali. Allora noi pensiamo che questi soldi debbano essere investiti in energie realmente alternative e rinnovabili e non come il nucleare, pensiamo che quei soldi potrebbero veramente, se investiti in quel campo lì, fare sì che ogni cittadino potesse avere sulla propria casa dei pannelli fotovoltaici e riteniamo che la questione dell'informazione, come diceva Fausto, è importante e anche noi molte volte prendiamo le nostre informazioni dal sito di Marco le1000gru.org ... 1000 scritto come numero e non come lettera se lo andate a cercare ... e sulla questione del metodo democratico, stiamo attenti perché, ripeto, in Italia molte volte la democrazia si compra con gli euro; è molto facile far passare delle idee coprendo di soldi il sindaco di quel paese per accettare una centrale nucleare. Ripeto, scegliete bene chi mandate a governare i vostri paesi, le vostre città, perché quelle persone lì rimangono in carica per cinque anni, ma voi la centrale nucleare ve la tenete per gli anni a venire, per venti, trenta, cinquant'anni e così come i depositi ve li tenete per sessanta, sett'anni. quindi state bene attenti a chi mandate a governare le città e i paesi perché poi loro scelgono per voi coperti dai milioni e voi ne pagate le conseguenze a livello di salute, a livello di territorio. Le città che ospitano le centrali nucleari ... le case che stanno vicino alle centrali nucleari non valgono nulla perché nessuno comprerebbe una casa in un paese dove esiste una centrale nucleare perché tutti vogliono il nucleare, ma nessuno lo vuole a casa propria. Allora, stiamo bene attenti a queste cose qua. Noi proprio perché pensiamo che la battaglia del nucleare sia una battaglia fondamentale, sia una battaglia da portare avanti con unità, domenica andremo a Lucca dove si formerà un coordinamento antinucleare nazionale al quale tutti possono partecipare ... adesso qua ci sono dei volantini che più o meno spiegano la posizione del coordinamento antinucleare nazionale. Però pensiamo che anche sul territorio piemontese sia necessario, fondamentale creare un coordinamento piemontese antinucleare. Invitiamo tutti quanti a fare un passo indietro rispetto alle nostre posizioni e cercare unità nel coordinamento antinucleare e portare avanti la battaglia comune perché comunque, ripeto, le battaglie saranno tante e richiedono la forza di tutti quanti e lo sforzo di tutti quanti. Più informazioni riusciamo a dare sul territorio, meglio è. Grazie. [1.56.44]
Fausto Cognasso, portavoce Gruppo Senza Sede di Trino (VC) Buona notte a tutti. Appuntamento a domani mattina e a sabato prossimo sempre al mercato. Grazie. [1.56.59]
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