ASSEMBLEE E CONVEGNI

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Ultimo Aggiornamento
sabato 21 marzo 2009

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Nucleare? NO! Grazie
L'ex centrale nucleare Enrico Fermi di Trino

Trino - Prima serata informativa sul nucleare in provincia di Vercelli dopo l'annuncio dell'accordo italo-francese firmato qualche settimana fa che prevede, fra l'altro, la costruzione di 4 centrali nucleari di III generazione-avanzata EPR in Italia. Proprio l'accordo tra queste due nazioni, ed ancor più, quello tra Enel ed Edf, mettono, per la loro vicinanza con i cugini d'oltralpe, il Piemonte ed in particolare Trino in pole position per ospitare almeno una di queste centrali.

Fausto Cognasso, portavoce del gruppo trinese "Senza Sede" e Silvano Raise, portavoce del "Comitato Spontaneo Arcobaleno" di Rondissone (TO) ci spiegano i motivi che li hanno spinti ad organizzare questa serata.

Innanzi tutto il "nucleare pregresso". Il gruppo Senza Sede ha deciso di aderire all'invito pervenuto dalle associazioni ambientaliste che hanno pensato di ricorrere al TAR contro la decisione di Sogin di rendere gli attuali siti, sparsi in tutt'Italia, dove si trovano ancora le vecchie centrali o i vecchi stabilimenti nucleari, depositi di se stessi, costruendo dei veri e propri depositi di scorie per permettere – dice Sogin – la messa in sicurezza dei materiali radioattivi presenti nei vari siti. Al tavolo di trasparenza di gennaio – spiega Cognasso – è stato detto che la centrale di Trino verrà smantellata entro il 2013, ma per lasciarla "a pezzi" nello stesso luogo dove si trova adesso, all'interno di tre nuovi depositi che dovranno essere prossimamente costruiti. Quindi non si parla più di lasciare la zona libera da ogni vincolo radiologico, il famoso "prato verde", come è sempre stato garantito. Il gruppo Senza Sede ha chiesto alla politica locale di prendere provvedimenti in merito, ma nessuno si è interessato e quindi ha deciso di intervenire in prima persona accettando appunto di ricorrere al TAR.

Per quanto riguarda invece il "nucleare di Scajola", quello derivante dall'accordo Berlusconi-Sarkozy, occorre sfatare un mito: quello del lavoro per tutti. In un periodo di regressione economica come questo i fautori del nucleare giocano molto su questo argomento, ma Trino ha la "fortuna" di poter avere un punto di confronto molto vicino: il cantiere di Leri Cavour. Per vari motivi le numerose aziende locali poterono partecipare solo ai piccoli appalti messi a disposizione, mentre quelli grandi e remunerativi furono assegnati tutti ad aziende non del posto. Le spese sostenute quindi da queste aziende locali per ingrandirsi e per attrezzarsi al meglio non sortirono altro effetto se non quello di essere "fagocitate" e poi "annullate" dallo stesso cantiere senza portare quindi il benché minimo benessere locale. Se si dovesse ripartire con il nucleare, la situazione, visti gli enormi interessi in gioco, non potrebbe che ripetersi.

C'è poi da tener presente un altro aspetto molto importante che riguarda le caratteristiche sociali che devono avere i luoghi sedi di queste centrali. Oltre ovviamente alle caratteristiche tecniche, le centrali dovranno essere costruite in zone in cui la popolazione è scarsamente reattiva nel combattere questi tipi di installazioni. E le centrali presenti nel nostro territorio stanno a dimostrare come i vercellesi, trinesi compresi, abbiano un po' l'attitudine a sentirsi "servi della gleba".

Silvano Raise spiega che si rende necessario partire con serate di informazione o, meglio, contro-informazione perché i segnali che passano in televisione o sui giornali vanno tutti nella stessa direzione facendo credere che il nucleare sia la soluzione a tutti i nostri problemi energetici ed economici. «In questo momento – spiega Raise – la lotta va portata più in mezzo alla gente, coinvolgendo la gente, e non sedendosi attorno ad un tavolo a discutere». L'obiettivo deve essere quello di informare per far sì che "la gente informi se stessa" senza aspettare che siano sempre i comitati ad organizzare qualcosa. Questo è l'unico modo per far ripartire un movimento popolare forte come quello che già una volta ha detto "no" al nucleare.

La serata è proseguita con l'intervento tecnico del responsabile energia di Legambiente per il Piemonte e VdA, Gian Piero Godio, il quale ha spiegato, commentando delle slides, i numerosi problemi del nucleare, in modo particolare: scorie e proliferazione militare. Queste slides vengono proiettate e discusse da volontari di Legambiente, anche nelle scuole che ne fanno richiesta.

Sono poi intervenuti i consiglieri regionali Alberto De Ambrogio di Rifondazione Comunista e Giorgio Comella di Sinistra Democratica. Entrambi hanno ripreso il concetto già espresso da Raise, per la ricostruzione di un movimento antinucleare simile a quello dell'87 ribadendo il loro impegno personale nel sostenere queste iniziative di informazione ed anche l'impegno finanziario dei loro partiti per quanto riguarda il ricorso al TAR. In particolare Comella ha fatto notare come, in questo periodo di forte crisi economica e sociale, Berlusconi abbia promesso alle regioni 5,5 miliardi di euro per il sostentamento del credito alle famiglie a patto che le regioni ne aggiungessero altri 2 e mezzo, ma una centrale nucleare costa, da sola, 5,5 miliardi e se ne vogliono costruire quattro. «Questo – spiega il consigliere – è il momento meno opportuno per sprecare soldi»

In sala erano molti i trinesi presenti. Ci auguriamo che anche le prossime iniziative che si svolgeranno a breve ancora a Trino, a Bosco Marengo e a Casale (già il 27 di questo mese) siano seguite da un pubblico sempre crescente, attivo ed entusiasta e soprattutto, che possano in qualche modo fare da volano per iniziative anche in altre zone del vercellese particolarmente interessate dal problema nucleare/scorie come Saluggia.

Ascolta la registrazione della serata.


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